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Kazakistan

L’Anello d’Oro della regione di Almaty

date

Date

Dal 7 al 15 agosto 2026
durata

Durata

9 giorni
guida

Guida

Maxim
gruppo

Partecipanti

Massimo 12 viaggiatori

In pillole

INTRODUZIONE

Il Kazakistan, un Paese di contrasti straordinari, dove le vaste steppe si alternano a montagne innevate, canyon spettacolari e laghi di origine glaciale. Questo itinerario permette di immergersi nella cultura millenaria delle popolazioni nomadi, esplorare siti archeologici e godere di paesaggi naturali unici. Tra città vivaci, mercati tradizionali, parchi nazionali e guest house a gestione familiare, ogni giorno regala esperienze autentiche e momenti indimenticabili. Il viaggio è stato studiato con voli diretti Neos, che collegano comodamente l’Italia ad Almaty, permettendo di ottimizzare i tempi e iniziare subito l’avventura in Asia Centrale nella città più verde e vivace della regione. All’arrivo si inizia a esplorare la città a piedi, tra mercati tradizionali, parchi alberati e imponenti edifici storici, con una vista spettacolare dalla collina di Koktobe. Il percorso prosegue verso nord-ovest, alla scoperta del sito archeologico di Tamgaly Tas  e delle scenografiche Montagne Aktau e Katutau, con pernottamento in una accogliente guest house nel villaggio di Basshy. Il giorno successivo si visitano le suggestive Dune Cantanti e la Valle delle Sculture, per poi raggiungere Zharkent e ammirare la Moschea-Pagoda Dungana, esempio unico di architettura cinese e centroasiatica. Si prosegue verso il Charyn Canyon, con passeggiata nella Valle dei Castelli e l’esplorazione di canyon secondari accessibili solo con fuoristrada, prima di raggiungere il villaggio di Saty, base per la giornata dedicata ai laghi glaciali Kolsay e Kaindy, tra passeggiate nella natura e panorami mozzafiato. Il viaggio continua lungo piste e altopiani, passando dal bacino idrico di Bartogay all’osservatorio Assy-Turgen, fino alla gola di Turgen, dove si soggiorna in un tranquillo hotel di montagna. Il tour si conclude con una giornata tra le montagne di Turgen e il lago Esik, con passeggiate alla Cascata dell’Orso e visita al Museo dell’Uomo d’Oro, prima del rientro ad Almaty per un’autentica esperienza gastronomica in famiglia. Questa grande avventura si conclude portando con sé il ricordo di paesaggi straordinari, tradizioni millenarie e l’ospitalità calorosa del Kazakistan.

Il viaggio sarà guidato da Maxim, esperta guida locale kazaka parlante italiano, profondo conoscitrice del territorio. Con alle spalle numerosi tour nella regione saprà condurvi in un’esperienza autentica e fuori dai sentieri battuti. Si prevede un massimo di 12 viaggiatori.

PUNTI DI FORZA

Almaty
Osservatorio Assy-Turgen
Il sito archeologico di Tamgaly Tas
Museo dell’Uomo d’Oro
Montagne di Aktau e Katatu
Kurgan, antichi tumuli funerari
Dune cantanti
Moschea-Pagoda di Zharkent
Charyn Canyon
Esperienze gastronomiche
Laghi Kolsay, Kaindy, Esik
Tradizioni nomadi

Itinerario

1°g. Venerdì 7 agosto, partenza per Almaty: Per raggiungere Almaty è possibile utilizzare diverse compagnie aeree; tuttavia, questo viaggio è stato progettato per sfruttare i voli diretti NEOS, che partono dall’Italia nel pomeriggio e arrivano a destinazione la mattina successiva.

2°g. 8/8 Almaty: Si atterra alle prime luci dell’alba ad Almaty, la città più verde e vivace dell’Asia Centrale, una gemma ai piedi della catena del Tian Shan, al confine tra Kazakistan, Kirghizistan e Cina. Dopo il ritiro dei bagagli e l’incontro con la guida locale, trasferimento presso il Renion Park Hotel 4* o similare per qualche ora di riposo. In tarda mattinata si inizia con la scoperta della città, a piedi, proprio come amano fare gli abitanti di Almaty. La città è un vero museo a cielo aperto per gli appassionati dell’architettura sovietica. Imponenti edifici dallo stile sovietico si mescolano alle vicende dei personaggi famosi che qui trovarono rifugio durante la Seconda guerra mondiale. Si passeggia lungo viali alberati, animati a ogni ora del giorno da persone che si godono una pausa, uno spuntino o il sole nei parchi del centro. Ci si ferma per assaggiare i tradizionali cheburek in un locale d’epoca sovietica, dal fascino retrò e dal servizio tipicamente “Soviet” e nel mentre si impara a riconoscere gli stili architettonici che si susseguono dal fasto stalinista al minimalismo dell’era Khrushchev. Giunti al Green Bazaar, il mercato più grande e vivace della città, ci si immerge in un’esperienza gastronomica autentica, tra formaggi e latti fermentati, frutta secca e curiosi prodotti dalle presunte proprietà terapeutiche, che raccontano i sapori e le tradizioni dell’Asia Centrale. E naturalmente non può mancare la degustazione di quella che i locali considerano la cioccolata più buona del mondo! La visita della città prosegue nel centro storico e nel pittoresco Parco dei 28 Panfilovetz, dove è possibile ammirare gli edifici in legno prerivoluzionari, tra cui spicca la splendida Cattedrale di Zenkov. Segue un breve giro sulla metropolitana di Almaty, considerata una delle più pulite e artisticamente decorate dell’Asia. La giornata si conclude con la salita sulla collina di Koktobe, da cui si gode una vista spettacolare sulla città illuminata. La cena è prevista in un ristorante tipico, con piatti della cucina kazaka accompagnati da uno spettacolo di danza tradizionale. Dopo cena, discesa in funivia e rientro in hotel per il pernottamento ad Almaty.

3°g. 9/8 Almaty – Tamgaly Tas – Montagne Aktau (montagne bianche) – Montagne Katutau – Villaggio Basshy: Si parte di buon mattino alla volta di Tamgaly Tas, situato a nord-ovest di Almaty. Il sito, nei pressi del fiume Ili, è celebre per le raffigurazioni di Buddha e di divinità buddiste scolpite nella roccia, straordinaria testimonianza dell’influenza del buddhismo in Asia Centrale. Qui antiche pareti rocciose sono state trasformate in un luogo sacro, arricchito da immagini e iscrizioni che raccontano storie di profonda valenza spirituale e culturale. Il complesso risale probabilmente all’epoca della Via della Seta, quando alcune delle sue principali rotte attraversavano questa regione. Terminata la visita, si prosegue verso ovest per entrare in uno dei parchi nazionali più estesi del Paese: l’Altyn-Emel. Qui raggiungeremo una guesthouse semplice e accogliente, gestita da una signora del villaggio di Basshy, dove pranzeremo e pernotteremo. Dopo il pranzo si parte alla scoperta del grande parco, cercando di avvistare i branchi di kulans, una sorta di antilope autoctona che corre libera nelle steppe. Si raggiungono poi le Montagne Aktau, le cosiddette “Montagne Bianche”: una scenografica successione di rilievi e gole di gesso, caratterizzati da sfumature che vanno dal bianco al rosso. Le Montagne Aktau sono tra le formazioni montuose più imponenti risalenti all’era paleontologica, nate dal deposito di materiali diversi — dall’argilla rossa al gesso cristalizzato bianco — e modellate nel tempo dall’erosione di acqua e vento. Prosegue quindi l’esplorazione della zona fino a un salice secolare, che si dice abbia oltre 700 anni e sotto la cui ombra, secondo la leggenda, si sarebbe riposato Gengis Khan durante uno dei suoi passaggi. Poco distante si trovano le montagne vulcaniche di Katutau, una formazione rocciosa stratificata che nel corso dei millenni l’erosione ha scolpito in forme morbide e arrotondate. Al termine della giornata si rientra nei pressi del villaggio di Basshy per il pernottamento nella guesthouse.

4°g. 10/8 Villaggio Basshy – Dune Cantanti – Zharkent: Lasciato il villaggio, si prosegue l’esplorazione del Parco Altyn-Emel diretti verso le celebri Dune Cantanti: un luogo incredibilmente suggestivo, isolato e remoto, che dà l’impressione di essere atterrati su un altro pianeta. Il loro nome deriva dal particolare suono prodotto dallo spostamento della sabbia, un rombo profondo generato dal vento che fa vibrare i granelli. Chi lo desidera può salire fino in cima alla duna principale—lunga circa 1,5–3 km e alta 120–150 metri—per ammirare il silenzio e l’immensità del paesaggio circostante. Numerose leggende locali circondano questo fenomeno naturale: c’è chi parla di melodie cantate dagli spiriti del deserto, e chi invece del lamento di un diavolo addormentato. Conclusa la visita, si risale a bordo dei mezzi e si rientra al villaggio, per poi immettersi sulla strada che conduce verso il confine cinese, in direzione della città di Zharkent. Lungo il percorso ci si ferma per esplorare un’altra affascinante formazione geologica: la Valle delle Sculture, un paesaggio modellato da depositi di gesso multicolori che ricordano gigantesche onde pietrificate. Zharkent si trova a soli 100 km dalla città cinese di Kuldzha. Venne fondata nel 1881 proprio dai rifugiati di Kuldzha e fu, in origine, la capitale dei Taranchi —contadini musulmani del Turkestan orientale emigrati in queste regioni. Oggi rappresenta una delle principali vie di accesso alla Cina, ma la sua storia è molto più antica: nel X secolo la Grande Via della Seta attraversava già questo territorio. Tracce delle antiche mura fortificate della città sono ancora visibili e le si osservano entrando in città. Sempre all’ingresso di Zharkent si ammirano il letto roccioso del fiume Osek e le cime ghiacciate dello Dzungar Alatau, il vasto e remoto altopiano che segna il confine naturale tra Kazakistan e Cina. Il principale luogo di interesse è la Moschea-Pagoda Dungana, costruita nel 1892 dal gruppo etnico musulmano dei Dungani, di origine cinese. L’edificio unisce elementi dell’architettura cinese e centroasiatica: il minareto è circondato da 52 colonne in abete rosso del Tian Shan, mentre gli interni sono riccamente decorati con intagli lignei, iscrizioni arabe e motivi tradizionali. Durante il periodo sovietico la moschea ebbe usi molto diversi, ospitando magazzini, un deposito di grano, una caserma della guardia di frontiera, un cinema e persino una sala da tè. Pernottamento presso l’hotel Zhuldyz o similare.

5°g. 11/8 Zharkent – Charyn Canyon – Villaggio Saty: Si lascia la città imboccando la strada in direzione sud-ovest e, dopo circa due ore e mezza di viaggio (143 km), si raggiunge uno dei simboli del Kazakistan: il Charyn Canyon, straordinario monumento naturale risalente a circa 12 milioni di anni. Questo canyon è celebre per le sue rocce sedimentarie scolpite dall’erosione in forme spettacolari: colonne, torri e pinnacoli che creano un paesaggio unico nel suo genere. La sua parte più famosa, la Valle dei Castelli, appare come un regno pietrificato: torri e bastioni naturali che evocano un’antica città scolpita nella pietra. Una volta arrivati, si effettua una piacevole passeggiata all’interno del canyon, della durata di circa due ore, semplice e completamente in piano, fino all’oasi lungo il fiume Charyn. Da qui, con jeep locali, si torna al punto di partenza per il pranzo presso il Centro Visitatori, con la possibilità di ammirare dall’alto l’imponente panorama del canyon. Dopo il pranzo si prosegue l’esplorazione della zona, visitando altri quattro canyon, raggiungibili esclusivamente con veicoli fuoristrada. Concluse le visite, si riparte in direzione sud-ovest per il villaggio di Saty, dove il pernottamento è previsto in una piccola guest house a gestione familiare.

6°g. 12/8 Villaggio Saty – Lago Kolsay – Lago Kaindy – Villaggio Saty: Si lascia il villaggio dirigendosi verso sud-ovest per entrare nel Parco Nazionale dei Laghi Kolsay, un’area protetta che custodisce quattro splendidi laghi di origine glaciale, celebri per le loro acque limpide e gelide. Sono conosciuti come le “perle del Tien Shan” e comprendono il Kolsay Inferiore, il Kolsay Centrale, il Kolsay Superiore e il lago Kaindy. Il primo a cui si arriva è il Kolsay Inferiore, il più esteso e visitato. La zona è circondata da natura selvaggia e incontaminata, habitat di orsi, lupi e capre di montagna, che vivono tra le vette prossime al confine con il Kirghizistan. Si scende fino alla riva per una piacevole passeggiata lungo il sentiero che costeggia la sponda sinistra; quindi si risale sui mezzi per raggiungere una guest house nelle vicinanze, dove è previsto il pranzo. Al termine del pranzo, si riparte in direzione del vicino lago Kaindy. Situato a circa 2.000 metri di altitudine e immerso in una fitta foresta di conifere, il lago nacque nel 1911 dopo una frana provocata da un potente terremoto, che creò una diga naturale. Le acque estremamente fredde hanno preservato i tronchi degli alberi sommersi, che ancora oggi spuntano dalla superficie, dando al lago un aspetto unico e quasi surreale. Si percorre a piedi un piacevole sentiero di circa un’ora e mezza (6 km) lungo le sue sponde; chi lo desidera può anche noleggiare un cavallo per pochi euro. Terminata l’esplorazione, si rientra al punto di partenza per riprendere i mezzi utilizzati fino a questo momento e fare ritorno alla stessa guest house della notte precedente. Si conclude così una giornata intensa e affascinante, trascorsa immersi in una natura straordinaria, con negli occhi le immagini vivide di questi luoghi unici.

7°g. 13/8 Villaggio Saty – Bacino idrico di Bartogay – Osservatorio Assy-Turgen – Turgen: Oggi è previsto un percorso di circa 220 chilometri, metà dei quali lungo piste dove l’asfalto lascia il posto alla natura incontaminata. Proprio in questi tratti, tra il silenzio delle montagne e cieli sconfinati, si rivelano alcuni dei paesaggi più suggestivi e carichi di atmosfera della regione di Almaty. Il viaggio inizia con 116 km di strada asfaltata che conducono al bacino idrico di Bartogay, realizzato nel 1985 sul fiume Shelek. Il nome, nella lingua locale, significa “foresta” e richiama la presenza di boschi che prosperano in questa zona da tempi antichissimi. Nella zona sono presenti numerosi kurgan e sepolture dell’età del Bronzo e del Ferro, testimonianza delle tribù sace (Sciti) che vissero qui tra l’VIII e il III secolo a.C. I kurgan, tumuli funerari tipici delle popolazioni nomadi delle steppe, custodivano le sepolture dei personaggi più importanti della comunità e contenevano ricchi corredi: armi, gioielli, offerte e talvolta anche cavalli sacrificati. Queste strutture, spesso ancora segnate da antichi rituali, raccontano la cultura guerriera e nomade degli Sciti, profondamente legata ai cavalli, al culto degli antenati e alle forze della natura. Dal bacino si prosegue lungo circa 80 km di strade sterrate che attraversano il vasto altopiano di Assy. Situato tra i 2.200 e i 2.750 metri d’altitudine, incastonato tra le cime del Trans-Ili Alatau, l’altopiano si apre come un’immensa distesa di prati alpini. Durante l’estate, mandrie di cavalli e greggi di pecore si muovono lenti nel paesaggio, e le yurte dei nomadi risaltano come punti bianchi nella vasta pianura, custodi di tradizioni antiche e dello spirito millenario della vita pastorale. Su questo altopiano sorge uno dei centri astronomici più importanti del Kazakistan: l’osservatorio Assy-Turgen. La sua posizione non è casuale: qui il cielo è particolarmente limpido e offre condizioni ottimali per l’osservazione delle stelle, rendendo il luogo uno dei migliori dell’intero paese per scrutare l’universo. L’osservatorio può essere visitato, permettendo di conoscere da vicino le attività scientifiche e di osservare strumenti e telescopi utilizzati per lo studio del cielo stellato. La giornata termina con la discesa verso la gola di Turgen, dove l’hotel Stetson rancho immerso nella quiete delle montagne offre un rifugio ideale dopo un itinerario ricco di natura, storia, astronomia e panorami di straordinaria bellezza.

8°g. 14/8 Turgen – Lago Esik – Museo dell’Uomo d’Oro – Almaty: La giornata inizia con una piacevole passeggiata immersi nella natura, che conduce alla suggestiva Cascata dell’Orso. Un nome tutt’altro che casuale: queste montagne sono infatti abitate da due famiglie di orsi, silenziosi custodi della valle. Al termine della camminata si riprendono le auto per raggiungere, a breve distanza, il Lago Esik, un autentico gioiello alpino incastonato tra montagne cariche di leggende e panorami da cartolina. Situato a 1.760 metri di altitudine, nella gola dell’Esik, il lago si è formato in seguito a una frana avvenuta all’incirca 10.000 anni fa. Le sue acque cambiano colore con il mutare del tempo: grigie sotto un cielo nuvoloso, turchesi, blu o persino verdi quando illuminate dal sole. Lasciato il lago, si raggiungono i dintorni del villaggio di Esik per visitare il Museo dell’Uomo d’Oro, che custodisce la più importante scoperta archeologica del Kazakistan del secolo scorso. Nei pressi del museo è inoltre possibile osservare testimonianze delle antiche tradizioni funerarie delle tribù scite. Conclusa la visita, si fa ritorno ad Almaty (circa un’ora e mezza di viaggio) per vivere un’autentica esperienza gastronomica presso la casa della famiglia della guida locale: degustazione di piatti della cucina russa, tè preparato nel tradizionale samovar e momenti di relax nel tipico bagno russo. Pernottamento nello stesso hotel utilizzato all’arrivo nel Paese.

9°g. Sabato 15 agosto, volo di rientro: I voli Neos per l’Italia partono al mattino presto e arrivano in Italia in mattinata.

Costi

COSTO DEL VIAGGIO € 2250

SUPPL. SINGOLA € 560  

La quota comprende:

  • Polizza Base Medico/Bagaglio
  • I pernottamenti riportati nel programma
  • I trasporti indicati nel programma
  • Le visite e le escursioni descritte nel programma
  • Le entrate e gli ingressi ai siti
  • Tutti i permessi locali
  • La pensione completa
  • La presenza della guida locale parlante italiano

La quota non comprende:

  • I voli internazionali
  • Supplemento camera singola
  • Le bevande
  • Le visite e le escursioni non indicati nel programma
  • Le mance (facoltative)
  • Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”

ASSICURAZIONI

Per chi volesse c’è la possibilità di stipulare in fase di conferma del viaggio la polizza annullamento di ACI Global S.p.A.
Per ulteriori informazioni prego contattare Piste Nomadi.

VISTI E PERMESSI

Il passaporto deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista. Per i cittadini italiani non è necessario il visto.

INFO UTILI

ALLOGGI: Durante l’itinerario si alterneranno diverse tipologie di alloggio, pensate per vivere appieno l’esperienza del viaggio e del territorio. Ad Almaty è previsto il pernottamento presso il Renion Park Hotel 4*, situato in posizione strategica, ideale per esplorare la città a piedi e comodamente vicino ai principali luoghi di interesse. A Zharkent si soggiorna in un piccolo ma pulito hotel locale, mentre a Turgen in un accogliente hotel di montagna. Il viaggio include inoltre tre notti in guest house a gestione familiare, con camere dotate di bagno privato: un’occasione preziosa per entrare in contatto diretto con la cultura locale e sperimentare la calorosa ospitalità delle comunità del posto.

PERCORSO E MEZZI: Ad Almaty ci si sposta con un pullmino, mentre fuori città, per l’intero percorso, si utilizzano veicoli fuoristrada 4×4 (come Toyota Land Cruiser, Prado o Sequoia), con un massimo di tre passeggeri per auto, così da garantire comfort e adeguato spazio a bordo.

CLIMA: Il Kazakistan è caratterizzato da un clima continentale, con estati calde e secche e inverni rigidi. Durante il giorno le temperature possono arrivare fino a 35°C, mentre nelle ore serali possono scendere intorno ai 15–20°C, con una marcata escursione termica tra il giorno e la notte. Per affrontare al meglio queste variazioni è consigliabile vestirsi a strati, privilegiando un abbigliamento pratico e versatile. Inoltre, grazie alla bassa umidità, il caldo risulta generalmente più sopportabile.

INTERNET E PRESE: Ad eccezione della notte trascorsa nel villaggio di Basshy, tutte le altre sistemazioni sono dotate di connessione Wi-Fi, disponibile anche in alcuni ristoranti in cui sono previsti i pasti. Le prese di corrente sono dello stesso tipo di quelle italiane e sulle jeep è possibile ricaricare i dispositivi elettronici.

PASTI: Il tour prevede il trattamento di pensione completa. Su richiesta, e previa comunicazione anticipata, è possibile usufruire di un regime alimentare vegetariano per l’intera durata del viaggio. La cucina kazaka è un viaggio nei sapori autentici delle steppe, semplice e sostanziosa, profondamente legata alle tradizioni nomadi del Paese. I piatti riflettono uno stile di vita basato sull’ospitalità e sulla condivisione, con ricette tramandate di generazione in generazione. Carni saporite, pane fragrante, latticini e zuppe calde raccontano un territorio vasto e generoso, dove ogni pasto diventa un momento conviviale. Assaporare la cucina kazaka significa entrare in contatto con la cultura locale, scoprendo gusti genuini e un’accoglienza calorosa che fanno sentire l’ospite sempre benvenuto..

CAMBIO VALUTA: La guida locale sarà a disposizione per assistervi nel cambio valuta. Tuttavia, poiché il tour è completamente organizzato e si svolge in formula di pensione completa, si consiglia di cambiare solo una piccola somma, sufficiente per eventuali spese personali, come l’acquisto di souvenir o piccoli extra lungo il percorso. Si segnala inoltre la presenza di bancomat per il prelievo di contante in valuta locale.

IMPEGNO FISICO: Il tour include diverse passeggiate ma nessun tratto risulta particolarmente impegnativo, quindi non è richiesta una preparazione fisica specifica; l’unico aspetto da considerare è il clima, molto caldo nella stagione estiva. Chi preferisce non partecipare a una camminata potrà attendere comodamente con gli autisti.

Mappa

 

TAPPE DEL VIAGGIO

1. Almaty
11. Saty
2. Tanbaly
12. Lago Kolsay
3. Parco Nazionale Altyn Emel
13. Lago Kaindy
4. Montagne Aktau
14. Bacino idrico di Bartogay
5. Montagne Katatu
15. Osservatorio di Assy-Turgen
6. Basshy
16. Turgen
7. Dune Cantanti
17. Lago Esik
8. Valle delle sculture
18. Museo dell’Uomo d’Oro
9. Zharkent
19. Almaty
10. Charyn Canyon

 

Preventivo

Galleria fotografica

Laghi Kolsay

Lago Kaindy

Montagne Aktau

Dune Cantanti

Kurgan, tumulo funerario

Museo dell’Uomo d’Oro

Parco Nazionale Altyn-Emel.

Valle delle Sculture

Charyn Canyon

Zharkent, Moschea-Pagoda Dungana

Cimitero kazako

Altopiano di Assy

Almaty, 28 Guardiani di Panfilov

Memoria Sovietica

Arrivando all’Osservatorio Assy-Turgen

Osservatorio Assy-Turgen, telescopio

Osservatorio Assy-Turgen, telescopio

Osservatorio Assy-Turgen

Ragazza in abiti tradizionali

Bandiera Kazaka

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