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Mongolia

Un viaggio sulle orme di Gengis Khan, dove le grandi steppe incontrano il deserto del Gobi

date

Date

Dal 15 al 28 giugno 2026
durata

Durata

14 giorni
guida

Guida

Guida esperta di Piste Nomadi
gruppo

Partecipanti

Massimo 12 viaggiatori

In pillole

INTRODUZIONE

Un viaggio in Mongolia è un’immersione totale in uno dei paesaggi più vasti e incontaminati del pianeta, dove la natura domina incontrastata attraverso spazi infiniti e la vita scorre ancora al ritmo delle stagioni. È una terra di contrasti e silenzi, dove lo sguardo si perde tra steppe senza fine, montagne, vulcani spenti e deserti dorati, e dove la cultura nomade, rimasta quasi immutata nel tempo, racconta un modo di vivere in profonda armonia con l’ambiente circostante. Qui convivono spiritualità e semplicità, tradizioni antiche e tracce di un glorioso passato che ebbe in Gengis Khan il suo leggendario protagonista. Studiato con cura nei dettagli, questo viaggio offre una visione d’insieme completa della Mongolia, una terra sospesa nel tempo, dove il paesaggio e la cultura evocano epoche lontane. Il percorso ad anello, con partenza e rientro a Ulaanbaatar, conduce attraverso la Mongolia centrale e meridionale, tra praterie infinite, immense steppe e i maestosi scenari del Deserto del Gobi. Il viaggio inizia nella capitale, porta d’ingresso del Paese e simbolo della Mongolia moderna. Qui si visitano il monastero di Gandan, cuore del buddismo mongolo, la collina di Zaisan con il suo monumento commemorativo e una splendida vista sulla città, e il Museo di Bogd Khan, antica residenza del sovrano-lama. Lasciata la capitale, il paesaggio si apre in un susseguirsi di colline verdi e ampie vallate, dove il tempo sembra sospeso. Si raggiunge il maestoso monastero di Amarbayasgalant, uno dei più importanti complessi religiosi del Paese, immerso in un’atmosfera di quiete e spiritualità. Si prosegue quindi verso il Parco Nazionale di Uran Togoo, caratterizzato dai suoi antichi vulcani spenti, e successivamente verso il lago Ogii Nuur, un’oasi di quiete e un importante rifugio per numerose specie di uccelli migratori. Il viaggio continua nella valle del fiume Orkhon, culla della storia mongola e antica sede di Kharkhorin, l’antica capitale fondata da Gengis Khan. Qui sorge il monastero di Erdene Zuu, circondato da 108 stupa bianchi, uno dei luoghi più sacri e suggestivi del Paese. Poco distante, il pernottamento presso il Monastero di Shank offre un’esperienza autentica di condivisione con la comunità monastica locale. Si entra quindi nel Deserto del Gobi, una delle regioni più affascinanti dell’Asia: steppe aride, canyon e dune dorate si alternano in un paesaggio di struggente bellezza. Si visitano il monastero di Ong, le celebri Rupi Fiammeggianti di Bayanzag, dove furono ritrovati i fossili dei primi dinosauri, e le grandi dune di Khongoryn Els, che al tramonto si accendono di colori caldi e vibranti e “cantano” al soffio del vento. La risalita verso nord conduce a Tsagaan Suvraga, le spettacolari “Stupa Bianche” scolpite dal vento, e poi a Ikh Gazriin Chuluu, una regione dominata da imponenti formazioni granitiche ricche di leggende, grotte e antichi petroglifi. Il viaggio si conclude nuovamente a Ulaanbaatar, con la visita del Museo-Monastero di Choijin Lama e della piazza Sukhbaatar, cuore pulsante della capitale moderna. Tra passeggiate, mercati e momenti di relax, si avrà il tempo di rivivere le emozioni di un’esperienza unica, fatta di incontri, natura e silenzi che restano nel cuore.

Accompagna il viaggio una guida esperta di Piste Nomadi. Previsto un massimo di 12 viaggiatori.

PUNTI DI FORZA

Ulaanbaatar
Bayanzag
Monastero di Amarbayasgalant
Dune di Khongoryn Els
Parco nazionale di Uran Togoo
Tsagaan Suvraga
Lago Ogii
Ikh Gazriin Chuluu
Kharkhorin e Erdene Zuu
Gli orizzonti infiniti
Monastero di Shank e di Ong
L’ospitalità mongola

Itinerario

1°g. Lunedì 15 giugno, partenza per Ulaanbaatar: Per conoscere la migliore opzione di volo dal vostro aeroporto di partenza, vi invitiamo a contattare Piste Nomadi.

2°g. 16/6 Ulaanbaatar: Arrivo all’aeroporto internazionale di Ulaanbaatar e incontro con la guida locale. Trasferimento presso l’Hotel Toyoko Inn o similare dove le camere saranno subito a disposizione per un breve riposo. La visita della capitale inizia con il complesso monastico di Gandan, il principale monastero buddista tibetano e cuore spirituale della Mongolia. Costruito oltre 300 anni fa, è l’unico tempio rimasto attivo durante il periodo socialista e rappresenta tutt’oggi un importante centro religioso del Paese. Nel pomeriggio, ci si sposta verso la collina di Zaisan, nella periferia sud della città. Qui sorge un grande monumento commemorativo in stile sovietico, dedicato ai soldati mongoli e sovietici caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Dalla sommità si gode un’ampia vista panoramica su Ulaanbaatar, ideale per osservare il rapido sviluppo urbano della capitale. Questa prima giornata in Mongolia si conclude con la visita al Museo di Bogd Khan, antica residenza invernale del primo e ultimo sovrano teocratico della Mongolia, conosciuto come l’imperatore-lama.

3°g. 17/6 Ulaanbaatar – Monastero di Amarbayasgalant: Lasciata la capitale, si percorre la strada verso nord in direzione di Darkhan, capoluogo dell’omonima provincia, facilmente raggiungibile grazie alla comoda arteria asfaltata. Appena usciti da Ulaanbaatar, il paesaggio si trasforma in uno dei più suggestivi del viaggio: dolci colline verdeggianti, pascoli sconfinati e piccole abitazioni dei nomadi disseminate qua e là, che regalano scorci indimenticabili della vita rurale mongola. Poco prima di Darkhan si devia verso ovest per raggiungere il monastero di Amarbayasgalant, il cui nome significa “il luogo della tranquilla felicità”. Considerato uno dei complessi monastici più belli e importanti del Paese, è celebre sia per aver custodito le spoglie della prima guida spirituale della Mongolia, sia per la sua straordinaria architettura in stile mancese. È inoltre uno dei monasteri meglio conservati della Mongolia. Si visita il complesso monastico, costruito nel 1737 e dedicato a Zanabazar, primo imperatore-lama, scienziato e rinomato scultore, la cui salma fu trasferita qui nel 1779. Vale la pena passeggiare anche nei dintorni del monastero, immersi in un paesaggio di grande serenità, dove il colore ocra della sontuosa costruzione crea un suggestivo contrasto con il verde intenso della natura circostante. Pernottamento in Gher Camp. La tappa odierna è di circa 400 km (di cui 360 km su strada asfaltata).

4°g. 18/6 Monastero di Amarbayasgalant – Parco nazionale di Uran Togoo: Partenza in direzione ovest, attraversando Erdenet, la seconda città della Mongolia, rinomata per le sue grandi miniere di rame sfruttate sin dal periodo socialista. Si prosegue quindi verso Bulgan, capoluogo dell’omonima provincia, per poi raggiungere il distretto di Khutag Undur, situato nei pressi del Parco Nazionale di Uran Togoo, celebre per i suoi vulcani spenti. In quest’area si trovano i crateri estinti di Uran Uul (1.631 m) e Togoo (1.923 m). Una breve ma un po’ ripida passeggiata di circa una ventina di minuti conduce fino alla caldera del più grande dei due, l’Uran Uul, da cui si gode una splendida vista sul paesaggio circostante. L’intera zona è caratterizzata da una natura rigogliosa e da una grande varietà di fiori selvatici. Pernottamento in Gher Camp. La tappa odierna è di circa 250 km (di cui 200 km su strada asfaltata).

5°g. 19/6 Parco nazionale di Uran Togoo – Lago Ogii: Si parte in direzione ovest, verso Kharkhorin, attraversando paesaggi straordinari, dove si può cogliere l’essenza della Mongolia più autentica: una terra modellata da oltre due millenni di storia, in cui le civiltà nomadi, le comunità dedite alla pastorizia e i loro centri amministrativi e religiosi hanno convissuto in un equilibrio perfetto con la natura. La tappa odierna conduce alle tranquille sponde del lago Ogii Nuur, che si adagia nella valle del fiume Orkhon, al quale è unito da un sinuoso canale naturale. Le sue acque limpide, ricche di pesci come persici e lucci, sono una preziosa risorsa per le comunità locali. Ogii Nuur è anche un vero paradiso per gli amanti della natura e del birdwatching: durante la primavera e l’autunno, l’area diventa un punto di sosta per numerose specie migratorie, tra cui gru e anatre selvatiche. Il silenzio del lago, interrotto solo dal richiamo degli uccelli e dal fruscio del vento, crea un’atmosfera di profonda pace e bellezza naturale, ideale per una piacevole passeggiata lungo le sue rive. Pernottamento in Gher Camp. La tappa odierna è di circa 220 km (di cui 190 km su strada asfaltata).

6°g. 20/6 Lago Ogii – Kharkhorin – Monastero di Erdene Zuu – Monastero di Shank: Sveglia di buon mattino e partenza per Kharkhorin, l’antica capitale e centro politico, culturale ed economico dell’Impero Mongolo di Gengis Khan nel XIII secolo. Si trova nella valle del fiume Orkhon, all’incrocio delle strade della Via della Seta che collegavano l’Oriente con l’Occidente. Distrutta nel 1388 dall’esercito cinese della dinastia Ming, dell’antica Kharkhorin restano oggi due delle quattro celebri tartarughe di pietra, che un tempo ne segnavano i confini. Si visita il monastero-museo di Erdene Zuu, costruito nel XVI secolo sui ruderi dell’antica città. Circondato da una maestosa cinta muraria ornata da 108 stupa, Erdene Zuu è uno dei complessi religiosi più antichi e significativi della Mongolia e testimonia la profonda spiritualità del popolo mongolo. Al termine della visita si prosegue verso il monastero di Shank, situato a circa 30 km. Qui si sarà ospiti della piccola comunità monastica, vivendo un’esperienza autentica di incontro e condivisione. Il monastero di Shank, tra i più antichi del Paese, custodiva un tempo la bandiera di Gengis Khan ed è tuttora un luogo di grande valore spirituale. Il pernottamento avviene nella semplice foresteria del monastero, in camerate comuni. I servizi sono essenziali, con gabinetti esterni, ma l’esperienza rappresenta un’occasione unica per sostenere direttamente la comunità e scoprire da vicino la spiritualità e la vita quotidiana dei monaci (i dettagli sul pernottamento presso il monastero sono presenti nella nota tecnica). La tappa odierna è di circa 260 km, tutti asfaltati.

7°g. 21/6 Monastero di Shank – Monastero di Ong: La giornata inizia con la partecipazione alla preghiera mattutina dei monaci del monastero: un momento intenso e suggestivo, ricco di spiritualità, che permette di percepire la profonda devozione e la serenità che permeano la vita monastica. Dopo questa esperienza, si parte in direzione sud verso il Deserto del Gobi, con tappa al monastero di Ong, recentemente restaurato. Situato sulle due sponde dell’omonimo fiume – l’unico corso d’acqua che penetra nel Gobi – questo complesso religioso fu, prima dell’epoca socialista, un fiorente centro culturale e commerciale lungo le antiche vie carovaniere. Durante il viaggio si può osservare il graduale mutamento del paesaggio, dove la steppa rigogliosa lascia progressivamente spazio ai toni aridi e maestosi del Gobi, che si estende per migliaia di chilometri nel sud della Mongolia e nel nord della Cina. Il Deserto del Gobi è una delle regioni più affascinanti dell’Asia: un vasto territorio di steppe semidesertiche, dune dorate e formazioni rocciose, abitato da antiche comunità nomadi. Già Marco Polo, nel Milione, ne raccontava l’immensità e l’asprezza, descrivendo una terra abitata da pastori e da fieri cavalieri che da secoli ne solcano gli spazi selvaggi. Pernottamento in Gher Camp. La tappa odierna è di circa 260 km (percorsi su pista in buone condizioni).

8°g. 22/6 Monastero di Ong – Rupi fiammeggianti di Bayanzag: Ci si addentra nella parte nord-occidentale del Deserto del Gobi per raggiungere Bayanzag, il cui nome in mongolo significa “Vette infuocate”. Questo luogo è celebre per le straordinarie scoperte paleontologiche compiute nel 1924 dalla spedizione americana guidata da Roy Chapman Andrews, che riportò alla luce una quantità impressionante di fossili, tra cui uova e scheletri completi di dinosauri appartenenti a specie fino ad allora sconosciute, mai rinvenute né in Asia né altrove. Bayanzag è anche conosciuta con il nome poetico di “Rupi Fiammeggianti”, appellativo ispirato al colore intenso delle sue rocce sabbiose, che al tramonto si accendono di sfumature arancioni e rosse, creando uno spettacolo naturale di straordinaria bellezza. Pernottamento in Gher Camp. La tappa odierna è di circa 160 km (percorsi su pista).

9°g. 23/6 Rupi fiammeggianti di Bayanzag – Dune di Khongoryn Els: Si parte in direzione del Parco Nazionale di Khongoryn Els, una delle meraviglie naturali più spettacolari della Mongolia. Giunti al parco, si effettua un’escursione alle grandi dune di sabbia di Khongoryn Els, le più imponenti del Paese: alcune raggiungono un’altezza di oltre 800 metri e si estendono per circa 80 chilometri di lunghezza e 3–5 chilometri di larghezza. La zona è sorprendentemente ricca di vita: tra i pascoli ai margini del deserto è possibile avvistare gazzelle, capre selvatiche e, con un po’ di fortuna, anche cammelli bactriani. Le dune, delimitate da catene montuose ai due lati, offrono panorami di straordinaria bellezza, soprattutto nelle ore del tramonto, quando la luce calda del sole disegna giochi di ombre e colori sulla sabbia. Queste dune sono note anche come le “Dune Cantanti”, per via di un affascinante fenomeno naturale: quando il vento soffia tra i granelli di sabbia, si genera un suono profondo e misterioso, simile a un canto, che riecheggia per tutta la valle. È un’esperienza quasi magica, in cui la natura sembra davvero avere una voce. Pernottamento in Gher Camp. La tappa odierna è di circa 160 km (percorsi su pista).

10°g. 24/6 Dune di Khongoryn Els – Tsagaan Suvraga: Oggi il viaggio cambia direzione. Dopo essersi spinti fino al profondo Sud, si inizia la risalita verso Nord, entrando nel Gobi centrale. Il paesaggio di questa regione è segnato da una profonda fenditura che si estende da est a ovest, con ampie distese di steppa che si aprono sul fondo della vallata. La tappa conduce a Tsagaan Suvraga, il cui nome significa “Stupa bianco”. Qui la natura offre uno spettacolo straordinario con imponenti formazioni calcaree alte fino a 30 metri, modellate nei millenni dall’azione del vento, creano un paesaggio surreale. Le loro stratificazioni multicolori, che spaziano dal rosso al giallo fino al vermiglio, ricordano – secondo la tradizione locale – i resti di un’antica città in rovina. Si raggiunge il punto panoramico in auto, quindi una breve e semplice passeggiata permette di scendere tra queste maestose scogliere e ammirare da vicino la varietà di colori e le incredibili forme scolpite dal tempo, una meraviglia naturale che incanta lo sguardo e l’anima. Pernottamento in Gher Camp. La tappa odierna è di circa 380 km (di cui 200 km su strada asfaltata).

11°g. 25/6 Tsagaan Suvraga – Ikh Gazriin Chuluu: Si parte in direzione nord, avvicinandosi gradualmente alla capitale. La meta odierna è Ikh Gazriin Chuluu, uno dei parchi naturali più affascinanti della Mongolia, celebre per i suoi spettacolari paesaggi granitici. Il nome significa “Il luogo delle grandi rocce”, e descrive perfettamente l’imponente catena di formazioni di granito che si estende per oltre 30 chilometri, con vette che raggiungono i 1.700 metri di altitudine. Queste straordinarie sculture naturali, modellate nei secoli dall’erosione del vento e dell’acqua, disegnano un panorama fatto di pinnacoli, gole e torrioni che cambiano colore con la luce del giorno. Tra le rocce si nascondono grotte e cavità naturali, alcune delle quali custodiscono iscrizioni e tracce di antichi insediamenti, testimoni del legame millenario tra l’uomo e questa terra. Ikh Gazriin Chuluu è anche un luogo intriso di leggende e spiritualità: secondo le credenze mongole, gli spiriti della natura abitano tra queste rocce maestose, e ancora oggi i pastori nomadi vi si recano per compiere rituali di buon auspicio. Passeggiare tra queste formazioni, immersi nel silenzio e nella vastità della steppa, è un’esperienza che regala un profondo senso di armonia e connessione con la natura primordiale della Mongolia. Pernottamento in Gher Camp. La tappa odierna è di circa 180 km (percorsi su pista).

12°g. 26/6 Ikh Gazriin Chuluu – Ulaanbaatar: La mattinata è dedicata all’esplorazione dei dintorni, per godere ancora una volta dei silenzi e dei colori del deserto. Successivamente si lascia il Gobi, e il paesaggio inizia lentamente a mutare: le vaste distese sabbiose lasciano spazio alla steppa sconfinata, che accompagna il viaggio verso nord, in direzione della capitale. Il percorso di oggi è di circa 260 km, buona parte su strada asfaltata. Giunti in capitale si soggiorna presso l’Hotel Nine o similare.

13°g. 27/6 Ulaanbaatar: La giornata odierna è interamente dedicata alla scoperta della capitale mongola. Al mattino si visita il Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi complessi religiosi rimasti intatti nel cuore della città. Questo straordinario luogo custodisce preziose maschere utilizzate nelle danze rituali tsam, oltre a magnifiche sculture del maestro Zanabazar, considerato uno dei più grandi artisti e figure spirituali della Mongolia. Al termine della visita, si prosegue con un giro nel centro cittadino, per scoprire la piazza principale Sukhbaatar, cuore pulsante di Ulaanbaatar, dominata dalla statua di Gengis Khan e circondata da importanti edifici istituzionali e culturali. Passeggiando tra i viali e le piazze limitrofe si potrà cogliere il contrasto tra l’antico spirito nomade e la modernità che oggi caratterizza la città. Nel pomeriggio si avrà del tempo libero per rilassarsi o dedicarsi agli acquisti. Chi lo desidera potrà essere accompagnato al mercato di Naraan Tuul, conosciuto anche come “mercato nero”: un vivace bazar dove si trova di tutto, dai prodotti artigianali e oggetti tradizionali mongoli agli stivali e alle selle tipiche, fino ai souvenir dell’epoca sovietica. La giornata si conclude con una cena tipica in ristorante locale, occasione perfetta per condividere i ricordi di viaggio e salutare questa straordinaria avventura nella leggendaria terra di Gengis Khan.

14°g. Domenica 28 giugno, volo di rientro: I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

 

Ringraziamo il caro amico e grande viaggiatore Giorgio Fumagalli per alcune fotografie del viaggio.

Costi

COSTO DEL VIAGGIO € 2150

SUPPL. SINGOLA € 430

La quota comprende:

  • Polizza Base Medico/Bagaglio
  • I pernottamenti presso le strutture riportate nel programma
  • I trasporti indicati nel programma
  • Le visite e le escursioni descritte nel programma
  • Le entrate e gli ingressi ai siti
  • Tutti i permessi locali
  • La pensione completa (ad eccezione della cena del giorno di arrivo e del pranzo del 20/6)
  • L’acqua è inclusa per l’intero percorso, ad eccezione del soggiorno in capitale.
  • La presenza della guida locale parlante italiano

La quota non comprende:

  • I voli internazionali
  • Il supplemento per la camera singola (disponibile ovunque, ad eccezione della notte al Monastero di Shank)
  • Le bevande
  • Le visite e le escursioni non indicati nel programma
  • Le mance (facoltative)
  • Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

ASSICURAZIONI

Per chi volesse c’è la possibilità di stipulare in fase di conferma del viaggio la polizza annullamento di ACI Global S.p.A.
Per ulteriori informazioni prego contattare Piste Nomadi.

VISTI E DOCUMENTI

Il passaporto deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.
Non si necessita di visto in quanto il Governo della Mongolia ha temporaneamente esentato dall’obbligo del visto, i cittadini di 34 Paesi, tra cui l’Italia, per viaggi turistici inferiori a 30 giorni.

INFO UTILI

ALLOGGI: Viaggiare in Mongolia richiede spirito di adattamento: è una destinazione ideale per chi cerca autenticità. All’arrivo nella capitale, il pernottamento è previsto presso l’Hotel Toyoko Inn, dove le camere saranno immediatamente disponibili. La struttura è situata in una zona periferica, scelta appositamente per evitare il traffico intenso del centro e per agevolare le visite previste nella prima giornata. Al termine del tour, al ritorno in capitale, si soggiorna invece per due notti presso l’Hotel Nine, situato in posizione centrale, nella piazza principale. L’hotel è comodo per muoversi a piedi, esplorare la città e godere di un po’ di tempo libero. Durante il viaggio si trascorre una notte al Monastero di Shank, con sistemazione semplice nelle camere comuni della foresteria. I servizi sono molto basici, con bagni esterni, ma l’esperienza è unica e autentica: si dorme sotto lo stesso tetto della comunità monastica locale. In questa sistemazione la camera singola non è disponibile. Per il resto del viaggio, sono previste otto notti nei campi gher, le tipiche tende mongole. Questi campi, fissi e organizzati, dispongono di gher arredate con letti, lenzuola, coperte e asciugamani. I servizi e le docce comuni offrono acqua calda, e i gestori accendono le stufe – presenti al centro di ogni tenda – quando necessario. I campi comprendono inoltre una struttura centrale più ampia, adibita a sala da pranzo, dove vengono servite le cene.

PASTI: La cucina mongola è piuttosto semplice rispetto a quella a cui siamo abituati, ma rappresenta un aspetto autentico della cultura locale. Nella capitale, Ulaanbaatar, è possibile trovare una buona varietà di ristoranti; una volta lasciata la città, invece, i pranzi saranno preparati dalla guida locale e dai suoi assistenti, mentre le cene verranno servite nei campi gher. La gastronomia mongola riflette le origini nomadi del Paese ed è basata su piatti sostanziosi e nutrienti, pensati per affrontare il clima rigido e la vita nelle steppe. Gli ingredienti principali sono la carne (di cavallo, montone, capra, cammello e bovino), i latticini e le farine. Anche chi segue una dieta vegetariana potrà contare su alcune alternative disponibili durante il viaggio. Tutti i pasti sono inclusi, ad eccezione della cena del giorno di arrivo in Mongolia e del pranzo a Kharkhorin. La cena del primo giorno non è prevista poiché, di norma, i viaggiatori arrivano stanchi: dopo una colazione e un buon pranzo all’arrivo, preferiscono riposarsi in camera. Chi lo desidera può comunque usufruire del servizio in camera offerto dall’hotel. A Kharkhorin, invece, il pranzo non è incluso per lasciare ai partecipanti la libertà di scegliere dove e cosa mangiare, in base alle proprie preferenze. L’area infatti è ricca di mercatini, bancarelle e piccoli ristoranti, perfetti per sperimentare cibi locali e curiosare tra i souvenir senza troppi vincoli di orario. L’acqua è sempre inclusa durante il viaggio, tranne che nei giorni in capitale. Si consiglia di portare con sé una borraccia, per ridurre l’uso di plastica e rispettare l’ambiente.

PERCORSO E MEZZI: L’organizzazione dei trasporti viene adattata in base al numero effettivo dei partecipanti. Per gli spostamenti vengono utilizzati minivan Mitsubishi Delica e Hyundai Starex, affiancati da un fuoristrada 4×4 UAZ di supporto. La rete stradale principale della Mongolia collega Ulaanbaatar con le principali città e con i valichi di frontiera internazionali. Al di fuori di queste arterie, però, le infrastrutture restano ancora limitate. La Mongolia è un Paese vasto e affascinante, ma non sempre semplice da percorrere: i trasferimenti possono essere lunghi e avvengono spesso su piste. Solo una piccola parte delle strade è asfaltata, mentre la maggioranza è costituita da tratti sterrati o ghiaiosi. Nelle aree rurali e nelle immense steppe, i collegamenti rimangono quindi essenziali e poco sviluppati. Durante gran parte del viaggio ci si muove quindi lungo piste che attraversano la steppa, percorribili solo da mezzi 4×4. Gli itinerari devono tener conto che i tempi di percorrenza giornalieri sono lunghi: sulle strade sterrate la velocità media non supera i 40-50 km/h, seguendo percorsi tracciati dal passaggio di altri veicoli. Date le condizioni delle strade e delle piste in Mongolia, non è raro che i veicoli subiscano guasti o forature. Tuttavia, gli autisti — esperti e abituati a queste situazioni — provvedono sempre a effettuare le riparazioni lungo il percorso, cercando di ridurre al minimo i tempi di sosta. Prima di ogni partenza, tutti i mezzi vengono comunque sottoposti a un accurato controllo da parte degli autisti-meccanici. Oltre alle visite previste dal programma, le giornate di viaggio sono arricchite da soste regolari per scattare fotografie, riposarsi, sgranchirsi le gambe, o semplicemente per le necessità personali. Non mancano inoltre incontri spontanei e, spesso, inviti da parte delle famiglie che vivono nelle gher: piacevoli “fuori programma” che rappresentano a pieno lo spirito autentico del nostro modo di viaggiare.

CLIMA: Nel mese di giugno, il clima è secco e le temperature variano tra minime intorno ai 6/7°C e massime che possono raggiungere i 24/25°C. È presente una escursione termica tra il giorno e la notte, con differenze climatiche significative tra il sud, generalmente più caldo, e il nord, più fresco. È consigliato vestirsi a strati, in modo pratico e flessibile alle diverse situazioni climatiche. Per questo, è consigliabile portare una giacca più calda per la sera, mentre durante il giorno basterà una maglietta leggera. Anche fuori dalla stagione delle piogge, è utile avere con sé una giacca impermeabile e antivento. È inoltre consigliabile portare creme solari e un cappellino per proteggersi dal sole. Per le passeggiate previste, è utile indossare scarpe da escursionismo leggere, ma con suola ben scolpita per garantire una buona aderenza. (Tutte le escursioni previste sono semplici e non richiedono particolare impegno fisico; la più faticosa è una breve ma ripida passeggiata di circa venti minuti, che conduce fino alla caldera del più grande dei due vulcani, l’Uran Uul, nel Parco Nazionale di Uran Togoo).

INTERNET E PRESE: La connessione Wi-Fi è disponibile nella maggior parte dei Gher Camp, anche se la velocità può risultare inferiore rispetto agli standard a cui siamo abituati. Su richiesta, è possibile acquistare una SIM locale tramite il referente in loco, tenendo presente che la copertura della rete non è sempre garantita, soprattutto nelle aree più remote del Paese. Prima della partenza, Piste Nomadi creerà un gruppo WhatsApp dedicato al viaggio e raccoglierà le adesioni di chi desidera la scheda SIM locale, così da predisporla in anticipo e averla pronta all’arrivo, evitando inutili perdite di tempo. Le prese di corrente sono compatibili con lo standard italiano quindi non si necessita di adattatori. Le batterie di tutti i dispositivi possono essere ricaricate sia nelle gher camp sia a bordo dei veicoli durante il viaggio.

CAMBIO VALUTA: È possibile cambiare valuta sia in aeroporto che nei principali centri urbani. Tuttavia, prima della partenza Piste Nomadi creerà un gruppo WhatsApp dedicato al viaggio per raccogliere le adesioni di chi desidera effettuare il cambio in anticipo. In questo modo, la guida locale potrà predisporre la valuta mongola già pronta e consegnarla a ciascun partecipante all’arrivo, un servizio particolarmente utile per evitare perdite di tempo il primo giorno. Al di fuori della capitale, le possibilità di spesa sono limitate, eccetto in alcuni punti in cui è possibile acquistare manufatti o souvenir. Si stima che circa 100 euro a persona in contanti siano sufficienti, a meno che non si desideri acquistare cachemire o oggetti d’antiquariato. In caso di necessità, la guida sarà comunque disponibile per assistere nella ricerca di servizi di cambio anche nelle aree meno servite. Si ricorda che le carte di credito sono accettate solo nei maggiori centri urbani, pertanto è consigliabile avere con sé una piccola scorta di contanti per eventuali spese personali o per l’acquisto di souvenir.

SICUREZZA: La Mongolia è un paese tranquillo e sicuro, dove la gentilezza della popolazione e il basso livello di criminalità permettono di viaggiare in serenità e di godere appieno della bellezza dei suoi paesaggi sconfinati. La tradizionale ospitalità nomade si traduce in un profondo senso di accoglienza verso i visitatori, anche nelle regioni più remote. Come sempre, per vivere l’esperienza in totale sicurezza e tranquillità, è importante seguire le indicazioni della guida locale, che conosce perfettamente il territorio, le usanze e le condizioni ambientali.

Mappa

TAPPE DEL VIAGGIO

1. Ulaanbaatar
8. Monastero di Ong
2. Monastero di Amarbayasgalant
9. Bayanzag
3. Uran Togoo
10. Dune di Khongoryn Els
4. Lago Ogii
11. Tsagaan Suvraga
5. Kharhorin
12. Ikh Gazriin Chuluu
6. Monastero di Erdene Zuu
13. Ulaanbaatar
7. Monastero di Shank

 

Preventivo

Galleria fotografica

Monastero di Shank

Monastero di Erdene Zuu

Bimba felice

Bimbo mongolo

Gher

Giovane a cavallo

Villaggio locale

Monastero di Amarbayasgalant

Dune di Khongoryn-Els

La grande duna di Khongoryn-Els

Mura di Kharkhorin

Cavalli selvaggi

Khermen Tsav

Tsagaan Suvraga

Bimba mongola

Cammello

Complesso monastico di Gandan

Giovane monaco

Macellaio nella gher

Uomo a cavallo, dettagli

Collina sopra il Monastero di Amarbayasgalant

Monaco nel Monastero di Shank

Interno del Monastero di Erdene Zuu

Uomo con sigaretta si gode la vita

Uomini

Ulaanbaatar, monumento commemorativo

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