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Pakistan

Tradizioni antiche e montagne leggendarie, dalle feste dei Kalash alle vette del Karakorum, Himalaya e Hindu Kush

date

Date

Dal 5 al 19 maggio 2026
durata

Durata

15 giorni
guida

Guida

Stefano Berra
gruppo

Partecipanti

Massimo 12 viaggiatori

In pillole

INTRODUZIONE

Il viaggio conduce in una terra sorprendente, dove la natura si manifesta con una bellezza selvaggia e mozzafiato. Un susseguirsi spettacolare di montagne domina questa regione, dove si ergono ben cinque delle quattordici vette che superano gli ottomila metri, tra fiumi impetuosi e vallate profonde, dove il tempo sembra essersi fermato e riecheggiano ancora le antiche voci di popoli ed etnie tra i più affascinanti della Terra. Il viaggio ha inizio a Islamabad, la capitale, punto di partenza ideale per scoprire la ricchezza culturale e paesaggistica del Pakistan, per poi proseguire con un volo interno fino a Skardu, dove si visita la Roccia di Manthal e si pranza sulle rive del Lago Kachura. Da qui il percorso si snoda tra paesaggi montani grandiosi fino a immettersi nella leggendaria Karakoram Highway, la grande arteria che unisce Pakistan e Cina. Costeggiando vertiginose pareti rocciose e seguendo le tracce della storica Via della Seta, i cui segni sono ancora oggi visibili, si raggiunge la celebre valle di Hunza, cuore pulsante del Karakorum. Tra antichi castelli e villaggi tradizionali, lo sguardo si perde sulle imponenti vette, come il Rakaposhi (7.788 m), che domina l’orizzonte. La cultura degli Hunza, con le sue radici profonde e le sue peculiarità storiche e antropologiche, rappresenta una preziosa tessera del ricco mosaico etnico del Pakistan. Spingendosi più a nord si arriva a Passu, località scenografica nei pressi del confine con lo Xinjiang cinese, dove laghi morenici e ghiacciai di rara bellezza creano scenari indimenticabili. La tappa successiva conduce alle pendici del maestoso Nanga Parbat, uno degli “ottomila” più affascinanti dell’Himalaya. Si raggiunge la suggestiva Fairy Meadows (3.306 m), un luogo incantato sospeso tra foreste e praterie alpine, dove si trascorrono due notti immersi nella quiete, con la possibilità di un’escursione fino alla base della parete nord della montagna. Il percorso prosegue oltre il passo di Shandur, attraverso le remote valli dell’Hindu Kush, fino a Chitral, per partecipare al vivace festival primaverile dei Kalash, il Chilam Joshi. Durante due giorni di permanenza si assiste alle danze rituali in abiti tradizionali e si entra in contatto con una comunità unica, che con orgoglio mantiene viva la propria cultura e religione ancestrale. Scendendo verso sud si incontrano le vestigia del monastero buddhista di Takht-i-Bahi, risalente al I secolo d.C. e riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Tra le sue rovine silenziose rivive il passato spirituale della regione. Infine si giunge a Peshawar, città antichissima e crocevia di civiltà, che ancora oggi conserva il fascino millenario dei suoi bazar vivaci e colorati. Il viaggio si conclude a Islamabad, dove tutto è iniziato. Va sottolineato che non si tratta di un viaggio di trekking: sono previste solo passeggiate semplici (vedi info utili). L’area è sicura e, fortunatamente, ancora lontana dal turismo di massa.

Accompagna il viaggio Stefano Berra (amministratore di Piste Nomadi), che ha già visitato il paese, con l’ausilio di una esperta guida locale parlante inglese. Previsto un massimo di 12 viaggiatori.

PUNTI DI FORZA

Natura selvaggia e mozzafiato
Valle di Hunza
Remote valli dell’Hindu Kush
Karakoram Highway
Vette del Karakorum e Himalaya
Monastero di Takht-i-Bahi
Islamabad e Peshawar
Fairy Meadows, la valle delle fate
Incontri etnici (Balti, Hunza, Kalash)
Festival di primavera dei Kalash
Skardu e dintorni
Sorrisi e ospitalità della gente

Itinerario

1°g. Martedì 5 maggio, partenza per Islamabad: Per conoscere la migliore opzione di volo dal vostro aeroporto di partenza, vi invitiamo a contattare Piste Nomadi.

2°g. 6/5 Islamabad: Arrivo all’aeroporto di Islamabad, accoglienza da parte della guida locale e trasferimento in hotel dove le camere saranno subito a disposizione. Dopo un momento di relax, si pranza e si dedica il pomeriggio alla visita della città. Si comincia con la visita al Monumento Nazionale del Pakistan, una maestosa opera moderna situata sulle colline di Shakarparian. Il monumento, dalla caratteristica forma di fiore di loto, simboleggia l’unità nazionale. I suoi quattro petali principali rappresentano le province del Balochistan, Khyber-Pakhtunkhwa, Punjab e Sindh, mentre tra questi si inseriscono tre petali più piccoli che simboleggiano i territori di Gilgit-Baltistan, Azad Kashmir e le aree tribali. Sulle pareti interne dei petali, oltre a raffinati motivi floreali, sono incisi in bassorilievo monumenti e figure emblematiche di ciascuna regione, rendendo il complesso un vero e proprio tributo all’identità e alla storia del Paese. Al termine della visita, ci si sposta al vicino Museo Nazionale di Etnologia, conosciuto anche come Lok Virsa. Originariamente conosciuto come Folk Art Museum, fu fondato nel 1982 e, dopo un importante intervento di rinnovamento e ampliamento nel 2004, assunse l’attuale denominazione di Museo Nazionale di Etnologia. Ciò che rende questo museo particolarmente affascinante è la sua capacità di raccontare la storia e le tradizioni del popolo pakistano, sia del passato che del presente. Le esposizioni abbracciano l’intero spettro culturale del paese, dando voce tanto alle regioni più tradizionali quanto alle aree più remote e meno conosciute con l’obiettivo di custodire un prezioso patrimonio culturale per l’intera nazione. Si prosegue con la visita alla maestosa Moschea Shah Faisal, una delle più grandi al mondo, celebre per la sua architettura contemporanea. A seguire, ci si sposta sulle colline di Margalla per ammirare Islamabad dall’alto. Per concludere la prima giornata in Pakistan, è prevista una cena in un ristorante tradizionale, occasione per gustare l’autentica cucina pakistana, seguita dal rientro in hotel per un meritato riposo.

3°g. 7/5 Islamabad – Skardu – Gilgit: Si lascia presto l’hotel per raggiungere l’aeroporto, da cui parte il volo per Skardu alle 09.45 con arrivo previsto alle 10.45 (orari da confermare). Pur trattandosi di una tratta breve, l’esperienza è straordinaria: il percorso sorvola le cime imponenti dell’Himalaya e del Karakorum e, se le condizioni meteo lo consentono, si potrà ammirare la vetta del Nanga Parbat (8.126 m). Skardu, uno dei centri principali del Baltistan è una piccola cittadina situata nel nord-est del paese, celebre come base per le spedizioni al K2 e al Karakorum. Si scoprono i dintorni, con una sosta alla Roccia di Manthal, una importante reliquia del buddismo nella regione, ed un pranzo sulle rive del Lago di Kachura, un luogo che racchiude tutta la magia della natura, dove le acque limpide e turchesi specchiano le cime innevate che le circondano. Successivamente si lascia la terra dei Balti e si prosegue lungo il corso maestoso dell’Indo in direzione nord-ovest. All’altezza della confluenza con il fiume Gilgit si imbocca la celebre Karakorum Highway, che conduce fino a Gilgit (1500 mt), dove si arriva nel tardo pomeriggio dopo 200 km di auto percorsi, circa 4 ore di viaggio. All’arrivo è previsto il pernottamento presso il Kellisto Hotel o struttura equivalente.

4°g. 8/5 Gilgit – Karimabad: Si inizia la giornata con la visita al Buddha rupestre di Kargah, del VII secolo, che si trova poco a est del centro cittadino. Misura circa quindici metri ed è scolpito in una rientranza rocciosa che ne esalta la bellezza. Si prosegue poi in direzione nord-est lungo la leggendaria Karakorum Highway, realizzata dai governi di Pakistan e Cina, per raggiungere Karimabad, capoluogo della valle di Hunza, situata a 2.500 metri di altitudine. Il tragitto, lungo circa 100 km, richiede quasi tre ore di viaggio, incluse le soste nei numerosi punti panoramici che punteggiano la strada. Da qui si aprono vedute spettacolari sulle vette circostanti, tra cui spicca il maestoso Rakaposhi, che si innalza fino a 7.788 metri. Sempre lungo il percorso, inoltre, è ancora possibile scorgere in più punti le tracce degli antichi itinerari della Via della Seta, un complesso intreccio di strade e sentieri che per secoli hanno collegato Oriente e Occidente. Giunti a destinazione, ci si sistema al Darbar Hotel, una bella struttura in un’ottima posizione. Si inizia l’esplorazione della zona con la visita al Forte di Baltit, costruito nel XIII secolo. Questo maestoso edificio domina la valle di Hunza ed è una delle testimonianze più significative dell’influenza tibetana sulla cultura locale. I signori della regione di Hunza, che assumevano il titolo di Mir, abbandonarono il forte nel 1945, preferendo trasferirsi in un nuovo palazzo più a valle. Da quel momento, il forte conobbe un periodo di decadenza che lo portò quasi alla rovina, principalmente a causa dell’uso estensivo di legno e mattoni di fango nella sua costruzione. Fortunatamente, nel 1990, grazie a una segnalazione della Royal Geographical Society di Londra, furono avviati lavori di recupero che durarono sei anni. I fondi per il restauro provennero da istituzioni britanniche e dall’Agha Khan Foundation, che consentirono di riportare il forte al suo splendore originario. Poco distante si trova un altro forte, quello di Altit, anch’esso restaurato grazie all’Agha Khan Foundation. Dopo averlo visitato, si passeggia a piedi nel villaggio ai suoi piedi, chiamato Ganish, un luogo che invita a perdersi tra le sue strette stradine per scoprire la vita quotidiana della regione. Qui si trova anche una grande vasca, dove in passato i bambini imparavano a nuotare. Ci si reca poi poco distante al Duiker View Point (segnalato su Google Maps come “Duiker Hill”), un panoramico belvedere a 3.000 metri che regala una vista mozzafiato sulla valle sottostante e sulle montagne circostanti. Tra le vette più iconiche visibili, spiccano il Rakaposhi (7.788 metri), il Lady Finger (6.000 metri), il Diran (7.266 metri) e molte altre cime imponenti. In questo punto ogni angolo rivela uno scorcio più spettacolare del precedente. Al calar del sole, il cielo si accende di mille sfumature, regalando l’emozione di un autentico capolavoro della natura e amplificando la maestosità del paesaggio. Al rientro in hotel, se il tempo lo consente, si può fare una sosta nelle piccole botteghe di artigianato locale che si trovano lungo la strada.

5°g. 9/5 Karimabad – Passu: Si lascia Karimabad riprendendo la Karakorum Highway e, subito dopo essere partiti, si fa una breve sosta, appena oltrepassato il ponte sul fiume Hunza, per osservare alcune incisioni preistoriche. Successivamente, si prosegue fino alle rive del Lago Attabad, creatosi a seguito di una grande frana il 4 gennaio 2010.Lungo la strada, ci si ferma per scattare alcune foto del lago. Si prosegue lungo la Karakorum Highway e, poco oltre il villaggio di Gulmit, si arriva al famoso ponte sospeso di Hussaini, dove chi se la sente può camminare sopra di esso. Poco più avanti, si devia imboccando una piccola strada che porta fino al lago di Borith, dove di lasciano le jeep per fare una breve ed affascinante camminata (circa 30 minuti) che permette di trovarsi davanti al ghiacciaio di Passu, nella maestosa catena del Karakorum. Un sentiero semplice e sicuro costeggia la lingua di ghiaccio che scende dalla montagna, offrendo un punto panoramico ideale per scattare fotografie in questo angolo di natura incontaminata, dove la vera bellezza è immergersi nel silenzio avvolgente del luogo. Al termine della camminata, si riprende il viaggio sulla Karakorum Highway, dirigendosi verso il villaggio di Passu (2500 mt). Qui si alloggia in un rustico alberghetto fatto di pietra, il Silk Route Sarai Hotel. Questa struttura vanta una posizione straordinaria: seduti nel suo giardino, sorseggiando birra locale o tè, si è immersi in un paesaggio mozzafiato, circondati dalle imponenti montagne. Un vero paradiso in questo angolo remoto del mondo, dove ogni momento sembra sospeso nel tempo.

6°g. 10/5 Passu – Raikot Bridge – Tato – Fairy Meadows (Nanga Parbat): Si riprende la Karakorum Highway, questa volta in direzione sud, per un tragitto di circa cinque ore (207 km) fino a raggiungere Raikot Bridge, a 1.200 metri di altitudine. Lungo il percorso è prevista una sosta in un luogo particolarmente suggestivo: il punto in cui si incontrano sia i fiumi Gilgit e Indo sia le tre catene montuose più alte del pianeta: il Karakorum, l’Himalaya e l’Hindu Kush. Raggiunto Raikot Bridge, le valigie restano in custodia, mentre si continua il viaggio con un piccolo zainetto che contiene lo stretto necessario per i due pernottamenti seguenti. Qui si lasciano anche i mezzi utilizzati fino a questo punto, per salire a bordo delle jeep locali. Si prosegue quindi lungo un sentiero sterrato che, in circa due ore di percorso, conduce al villaggio di Tato, situato a 2.570 metri di altitudine. Da questo punto si lasciano le jeep e si prosegue a piedi, lungo un sentiero non difficile che richiede circa due ore e mezza di cammino, senza pendenze eccessive. Il percorso si snoda attraverso boschi e radure, e man mano che si sale, ci si immerge in un ambiente sempre più verde e rigoglioso, tra prati fioriti e pinete che incorniciano un paesaggio di straordinaria bellezza. Offrendo una piccola somma, si ha l’opportunità di farsi aiutare dagli abitanti del luogo nel trasporto dello zaino, oppure optare per un tragitto a dorso di cavallo o di mulo. Arrivati a Fairy Meadows, a 3.306 metri di altitudine, si è circondati da meravigliosi prati di montagna, godendo di una vista straordinaria sul Nanga Parbat. Qui si alloggia in piccole casette di legno, presso il Green Land Resort o similare.

7°g. 11/5 Fairy Meadows: Si dedica la giornata alla visita di questa meravigliosa zona, una perla naturalistica incorniciata da imponenti massicci glaciali. Chi lo desidera può godersi tranquille passeggiate in questa oasi di pace e bellezza oppure semplicemente rilassarsi, sorseggiando un tè locale, ammirando l’immensità del paesaggio che lo circonda. Per i più avventurosi, è possibile intraprendere l’escursione che conduce al Campo Base del Nanga Parbat, situato a poco meno di 4000 metri di altitudine. A differenza delle altre camminate previste durante il tour, questo trekking richiede una buona preparazione fisica, poiché il percorso – tra andata e ritorno – dura circa 7-8 ore. In alternativa, la maggior parte dei viaggiatori preferisce raggiungere il punto panoramico di Bayal a quota 3.667 metri, da cui si gode una vista spettacolare sulla maestosa distesa del ghiacciaio Raikot, che scivola verso valle dalla parete settentrionale del Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo con i suoi 8.126 metri. Il punto panoramico è raggiungibile a piedi in circa 3 ore di cammino (andata e ritorno) ma per chi preferisce un’esperienza più comoda ma comunque emozionante è possibile utilizzare il cavallo.

8°g. 12/5 Fairy Meadows – Raikot Bridge – Gilgit – Gupis: Si lascia Fairy Meadows per tornare a piedi in circa due ore di cammino al piccolo villaggio di Tato, dove le jeep locali attendono per la discesa verso Raikot Bridge. Qui vengono recuperati i bagagli principali, lasciati due giorni prima insieme ai mezzi utilizzati durante il tour. Si prosegue quindi in direzione nord lungo la Karakorum Highway per raggiungere Gilgit, percorrendo circa 90 km in un tragitto di circa due ore. Si lascia la Karakorum Highway per proseguire in direzione nord-ovest per circa 110 km, un tragitto di circa quattro ore, fino a raggiungere il piccolo villaggio di Gupis (2176 mt). Giunti a destinazione si pernotta presso il Blossom Inn hotel o similare.

9°g. 13/5 Gupis – Passo di Shandur – Mastuj: Si riparte in direzione sud-ovest, salendo gradualmente fino a raggiungere il celebre passo di Shandur, a 3.738 metri di altitudine. Qui ci si trova su una ampia pianura elevata sospesa tra cielo e terra, dove si adagia il lago di Shandur, specchio d’acqua cristallino incastonato tra le montagne. Sulla riva settentrionale del lago si trova il campo da polo più alto del mondo, teatro ogni anno di una partita unica nel suo genere: le squadre dei distretti di Gilgit e Chitral si sfidano in un incontro spettacolare, che unisce tradizione, orgoglio e spirito di vittoria! Si prosegue lungo la strada che sale verso nord, attraversando paesaggi montani di rara bellezza, fino a giungere a Mastuj (2359 mt). Il tragitto è lungo circa 150 chilometri e richiede circa 8 ore di viaggio, soste comprese, lungo strade e sterrati che si snodano tra paesaggi spettacolari, regalando scorci mozzafiato e momenti di autentica immersione nella natura. Giunti a destinazione si alloggia presso la guest house locale Noor Mahaal. Chi lo desidera potrà fare una passeggiata nel villaggio, lasciandosi cullare dalla quiete del luogo, per sciogliere le gambe affaticate dal lungo viaggio e incrociare sorrisi e sguardi della gente del posto.

10°g. 14/5 Mastuj – Chitral – Ayun – Bumburet (Kalash): Si parte di buon mattino in direzione sud-ovest fino ad arrivare a Chitral (1500 mt), capitale dell’omonimo distretto. Giunti in città, si visita la moschea Shahi, la più importante della zona, costruita nel 1924 d.C. lungo la riva del fiume Chitral. Il percorso è di circa 110 chilometri e richiede circa 5/6 ore di viaggio, soste comprese. Da qui si prosegue verso sud e, in circa un’ora di auto (circa 20 chilometri), si giunge nella cittadina di Ayun (1390 mt), situata nel cuore della catena dell’Hindu Kush. Si prosegue lungo una strada sterrata per quasi 20 km, un tragitto di circa un’ora e mezza, fino a Bumburet, una delle tre rinomate valli abitate dai Kalash, che si trova ad una altitudine di circa 1670 metri. (Se ci si domanda perché si impieghi tanto tempo per percorrere pochi chilometri, la risposta è che, durante il festival, l’unica strada disponibile risulta inevitabilmente molto trafficata). Si alloggia presso una guest house modesta ma pulita, con bagni in camera.

11°g. 15/5 Festival Kalash: L’intera giornata è dedicata alla scoperta del Chilam Joshi Festival. Si assiste alla celebrazione nel villaggio di Bumburet, il più grande e rappresentativo dei villaggi Kalash. Qui, al mattino, si svolgono i festeggiamenti tra musica, danze tradizionali e rituali antichi, un’occasione unica per entrare in contatto con questa affascinante cultura locale. A seguire, si visitano il museo etnografico, il cimitero e alcune abitazioni locali, passeggiando tra i villaggi e immergendosi nella vita quotidiana della comunità. Durante il festival, le donne Kalash sfoggiano i loro abiti tradizionali, ricchi di colori e impreziositi da gioielli artigianali, celebrando la fine del raccolto, ringraziando le divinità e invocando prosperità per il nuovo anno. I Kalash hanno preservato la loro cultura grazie all’isolamento geografico. La loro religione sciamanica e politeista venera la natura, gli antenati e il dio creatore Desau. Nel pomeriggio, se le condizioni lo permettono, ci si sposterà nella vicina valle di Rumbur per visitare un altro villaggio Kalash, compatibilmente con il traffico e le tempistiche locali. Ad accompagnare il gruppo, oltre alla guida locale, sarà presente anche una guida Kalash, offrendo così l’opportunità di un contatto autentico e profondo con questa affascinante comunità dalle origini ancora avvolte nel mistero.

12°g. 16/5 Bumburet – Ayun – Dyr – Timergara: Si lasciano le valli dei Kalash per rientrare ad Ayun e proseguire verso sud, attraversando il traforo di Lowari, lungo circa 10 km. Usciti dalla regione di Chitral, si raggiunge Dir e successivamente Timergara (823 mt). Il percorso, di circa 150 km, richiede quasi sette ore di viaggio, considerando pause e soste fotografiche. Pernottamento previsto presso lo Shelton Hotel o struttura similare.

13°g. 17/5 Timergara – Takht-i-Bahi – Peshawar: Lasciata la cittadina, si prosegue ancora verso sud attraversando il fiume Swat e il passo di Malakand, fino a raggiungere Takht-i-Bahi dopo circa quattro ore di viaggio, lungo un percorso di poco meno di 100 km. Qui si trova un antico complesso monastico, oggi riconosciuto come patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il suo nome, di origine persiana e urdu, unisce i termini takht, che significa ‘trono’, e bahi, che indica ‘acqua’ o ‘fonte’. Il complesso fu così chiamato per la sua posizione suggestiva: costruito sulla cima di una collina, nei pressi di un fiume o di una sorgente d’acqua. Si ipotizza che il monastero risalga al I secolo d.C., e che sia stato utilizzato ininterrottamente fino al VII secolo d.C. Il complesso comprende i resti di un antico monastero buddhista, con stupa, celle monastiche e altri edifici religiosi, distribuiti su una serie di colline che creano un paesaggio particolarmente suggestivo. Le rovine di Takht-i-Bahi sono tra le meglio conservate dell’antica civiltà Gandhara e rivestono una straordinaria importanza storica e culturale, poiché offrono testimonianze significative di quell’epoca e della diffusione del buddhismo nella regione. Terminata la visita si prosegue in direzione sud-ovest e, dopo poco meno di due ore di viaggio (circa 60 chilometri), si arriva a Peshawar. Giunti in città il pernottamento è previsto presso l’Hotel Tourmaline o similare.

14°g. 18/5 Peshawar – Islamabad: Si scopre la città prendendo i pittoreschi taxi a tre ruote (tuk tuk), un modo comodo e divertente per muoversi agilmente tra le strade. La prima tappa è il Museo Cittadino, celebre per la sua straordinaria collezione di manufatti della civiltà del Gandhara, un periodo di grande rilievo nella storia del Buddhismo. Qui si trova una prestigiosa esposizione di sculture, incisioni su pietra e rilievi buddisti, che illustrano l’evoluzione dell’arte religiosa e culturale della regione. I reperti esposti rappresentano una risorsa preziosa non solo per studiosi e ricercatori, ma anche per tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza di un patrimonio culturale fiorito in un’epoca di profonda spiritualità e scambio interculturale. Una sezione del museo è dedicata anche alla vita quotidiana delle popolazioni locali: vi si trovano strumenti musicali tradizionali e moderni, gioielli antichi, utensili da cucina, pentole e oggetti domestici che raccontano la quotidianità di un tempo. Terminata la visita, si prosegue verso la moschea di Muhabat Khan Bala, costruita nel 1670 e restaurata nel 2017. Caratterizzata da una splendida facciata interamente realizzata in marmo bianco, la moschea è considerata uno dei luoghi più simbolici di Peshawar. Poco distante si erge il forte di Bala Hisar, una struttura con una storia che attraversa molti secoli e imperi. Attualmente sede militare, non è visitabile e può quindi essere ammirato solo dall’esterno. Si concludono le visite della città con un giro a piedi nel bazar Riprese le auto, si imbocca la strada verso sud-est in direzione di Islamabad, per un tragitto di circa 190 chilometri che richiede quasi quattro ore di viaggio in auto. Una volta giunti nella capitale, si utilizza lo stesso hotel utilizzato all’inizio del viaggio. La giornata si conclude con una cena tipica per concludere in bellezza questa straordinaria avventura insieme.

15°g. Martedì 19 maggio, volo di rientro: I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

Costi

COSTO DEL VIAGGIO € 2700

SUPPL. SINGOLA € 550

La quota comprende:

  • Polizza Base Medico/Bagaglio
  • I pernottamenti presso le strutture riportate nel programma
  • I trasporti indicati nel programma
  • Le visite e le escursioni descritte nel programma
  • Le entrate e gli ingressi ai siti
  • Tutti i permessi locali
  • La pensione completa
  • La presenza dell’accompagnatore dall’Italia
  • La presenza della guida locale parlante inglese
  • Il volo interno Islamabad/Skardu

La quota non comprende:

  • I voli internazionali
  • Il supplemento per la camera singola
  • Le bevande
  • Le visite e le escursioni non indicati nel programma
  • Le mance (facoltative)
  • Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.
  • Il visto (che al momento della stesura del programma risulto gratuito)

Per chi volesse c’è la possibilità di stipulare in fase di conferma del viaggio la polizza annullamento di ACI Global S.p.A.
Per ulteriori informazioni prego contattare Piste Nomadi.

VISTI E PERMESSI

Il passaporto deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista. Per i cittadini italiani che desiderano recarsi in Pakistan, è necessario ottenere un visto d’ingresso. Il visto può essere richiesto online tramite il sistema Electronic Travel Authorization (ETA) del Pakistan, raggiungibile all’indirizzo https://visa.nadra.gov.pk/. Il visto è gratuito e Piste Nomadi fornisce tutta l’assistenza necessaria alla compilazione del modulo di richiesta del visto.

INFO UTILI

ALLOGGI: Un viaggio in Pakistan richiede capacità di adattamento e flessibilità, indispensabili per affrontare le varie circostanze. Al di fuori dei centri urbani principali, gli alloggi sono piuttosto essenziali. A Fairy Meadows (dove si trascorreranno due notti) si pernotta in semplici casette di legno, completi di bagno privato (di solito alla turca) e stufette. Dai Kalash invece, le strutture ricettive sono poche e dato l’afflusso di gente, maggiore rispetto al solito, si alloggia in una piccola guest house locale. Questa sistemazione, modesta ma pulita, dispone di bagni in camera e servizi essenziali.  Degni di nota invece sono il Darbar Hotel di Karimabad, elegante struttura che regala una vista mozzafiato sulla valle sottostante, e il suggestivo Silk Route Sarai Hotel di Passu, il cui giardino offre uno splendido panorama sulle imponenti vette del Karakorum.

PASTI: Il programma comprende tutti i pasti e la cucina pakistana, ricca di sapori e profondamente influenzata dalle tradizioni culinarie indiane e mediorientali, propone un menù variegato. Anche chi segue una dieta vegetariana troverà diverse opzioni a disposizione.  Si informa, tuttavia, che in alcune località, come Fairy Meadows, la cucina potrà risultare più basica ed essenziale.

PERCORSO E MEZZI: Nel paese la situazione stradale varia notevolmente. Le principali autostrade, come quella che unisce Islamabad a Peshawar oppure la Karakorum Highway sono in buone condizioni e ben percorribili. Al contrario, nelle zone rurali o montane la rete stradale è trascurata e sono presenti diversi tratti di sterrati. Per l’intero itinerario verranno utilizzate jeep Toyota Prado 4×4 o similari, con un massimo di tre passeggeri per veicolo, per garantire un maggiore comfort. Le tempistiche di viaggio riportate nell’itinerario sono frutto dell’esperienza diretta sul posto e tengono conto non solo del viaggio in sé, ma anche delle fermate che si fanno normalmente lungo il tragitto, per godersi il paesaggio, scattare qualche foto o semplicemente fare una pausa. Nonostante ciò, è bene sottolineare che i tempi di percorrenza potrebbero variare a causa del traffico, di brevi interruzioni stradali o di altri imprevisti lungo il tragitto.

CLIMA: Il clima varia notevolmente durante il corso dell’itinerario: i grandi centri urbani come Islamabad e Peshawar presentano temperature più elevate, al contrario invece delle serate in montagna e nelle valli di Hunza e dei Kalash dove risultano più fresche. Si consiglia quindi un abbigliamento a strati, pratico e adattabile alle diverse condizioni. È inoltre consigliabile portare creme solari e un cappellino per proteggersi dal sole. Per le passeggiate previste, è utile indossare scarpe da escursionismo leggere, ma con suola ben scolpita per garantire una buona aderenza. È consigliabile inoltre avere un piccolo zaino per le due notti a Fairy Meadows, in modo da portare con sé solo l’essenziale, mentre il resto del bagaglio potrà essere lasciato nelle jeep alla base del sentiero.  Infine, nel rispetto della cultura locale e in occasione della visita alle moschee, è importante per le donne avere un velo o un foulard per coprirsi il capo. 

INTERNET E PRESE: La disponibilità del Wi-Fi varia molto in base alla zona: nelle città principali e in alcuni ristoranti è possibile connettersi, anche se la qualità del segnale può essere inferiore a quella a cui siamo abituati. Nelle aree rurali, invece, l’accesso a Internet è più limitato. Per chi lo desidera, è possibile acquistare una SIM locale, anche se va tenuto presente che il segnale non è sempre garantito, soprattutto in zone remote. Come da consuetudine di Piste Nomadi, prima della partenza verrà creato il gruppo WhatsApp per il viaggio, e in quell’occasione verranno raccolti i nominativi di chi desidera la SIM. Le prese di corrente sono come quelle che si trovano in Italia.

ALTITUDINE: Una delle domande più frequenti riguarda le altitudini del viaggio, soprattutto da parte di chi teme eventuali disagi. È importante sapere che questo non è un programma di trekking, e l’itinerario è stato studiato con attenzione proprio per evitare qualsiasi difficoltà legata all’altitudine. Ecco, nel dettaglio, le altitudini dei luoghi in cui si pernotta: Islamabad (540 mt), Gilgit (1500 mt), Karimabad (2500 mt), Passu (2500 mt), Fairy Meadows (3.306 mt), Gupis (2176 mt), Mastuj (2359 mt), Bumburet (1670 mt), Timergara (823 mt), Peshawar (331 mt). Come si può vedere dai dati riportati sopra, il punto più alto del viaggio è Fairy Meadows, dove si pernotta per due notti. Tuttavia, vi si arriva il sesto giorno, quando il corpo ha già iniziato il processo di acclimatamento. Durante il tour si attraversano anche alcuni valichi, come lo Shandur Pass a 3.738 metri, ma si tratta solo di brevi passaggi panoramici, ideali per scattare fotografie, prima di tornare a quote più basse.

SICUREZZA: Ormai da diversi anni, il livello di sicurezza in Pakistan ha registrato significativi miglioramenti, grazie a un rafforzamento delle misure di controllo da parte delle autorità locali. Lungo il percorso infatti, si incontrano diversi check-point che, pur rallentando leggermente gli spostamenti, contribuiscono alla sicurezza del paese. Va comunque segnalato che alcune aree del Paese, come il Belucistan – situato nella regione sud-occidentale, lungo la costa, e ben lontano dall’itinerario previsto dal nostro tour – restano sconsigliate e richiedono permessi speciali per l’accesso. La zona dei Kalash, ai confini con l’Afghanistan, può suscitare qualche apprensione, ma va ricordato che il confine è rigidamente controllato, assicurando così un contesto sicuro per chi viaggia. Durante il percorso, solo per tre giornate — il 16, il 17 e il 18 maggio — il gruppo sarà accompagnato da una scorta, dal momento in cui si esce dal traforo di Lowari fino alla partenza da Peshawar. Si tratta di una misura prevalentemente formale e precauzionale: la presenza della scorta è prevista dalle autorità locali a titolo preventivo. Piste Nomadi seleziona infatti con la massima attenzione solo itinerari in zone considerate sicure, sulla base di monitoraggi costanti, valutazioni aggiornate e il supporto di corrispondenti locali fidati e ben radicati sul territorio. La sicurezza dei viaggiatori è sempre la priorità assoluta. Vale la pena sottolineare infatti che tutti i viaggiatori, una volta rientrati, raccontano con sorpresa che la sensazione di sicurezza vissuta durante il viaggio è stata di gran lunga superiore a quanto si aspettassero prima della partenza. Vengono impiegati esclusivamente autisti esperti e mezzi sottoposti a controlli e manutenzione regolari, per garantire il massimo comfort e sicurezza durante gli spostamenti. Anche sotto questo aspetto, molti viaggiatori rientrano piacevolmente sorpresi dalla qualità e dall’affidabilità dei veicoli utilizzati. Infine, la guida locale con una lunga esperienza nel settore turistico, fornirà utili indicazioni su eventuali comportamenti da adottare durante il viaggio. Ad esempio, è importante sapere che è vietato fotografare postazioni di polizia o presidi militari. La guida locale sarà sempre a disposizione per garantire un’esperienza sicura e rispettosa delle regole locali. In sintesi, nelle regioni settentrionali e tra le comunità montane, l’ospitalità e i sorrisi della popolazione locale sapranno sorprendere piacevolmente ogni visitatore.

Mappa

 

TAPPE DEL VIAGGIO

1. Islamabad
12. Gupis
2. Skardu
13. Passo di Shandur
3. Gilgit
14. Mastuj
4. Rakaposhi View Point
15. Chitral
5. Karimabad
16. Ayun
6. Ponte di Hussaini
17. Bumburet
7. Lago di Borith
18. Dir
8. Passu
19. Timergara
9. Raikot Bridge
20. Takht-i-Bahi
10. Tato
21. Peshawar
11. Fairy Meadows
22. Islamabad

 

Preventivo

Galleria fotografica

Hunza, punto panoramico di Duiker

Villagio di Ganish

Donna Kalash

Hunza, anziana

Passu, strada per Kashgar

Forte di Altit

Hunza, anziano

Forte di Baltit

Passu, Silk Route Sarai Hotel

Peshawar, Moschea di Mahabat Khan

Guida locale Kalash

Ghiacciao vicino a Passu

Donne Kalash

Chitral, venditore di cappelli

Kalash, donna sorridente

Peshawar, donna con burqa

Karimabad, incisioni

Antica Via della Seta

Interni del forte di Altit

Forte di Baltit visto di fronte

Hunza, Mr. Shelauddin

Camion pakistani

Bazar

Peshawar, bazar

Islamabad, Monumento Nazionale

Takh-i-Bahi

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