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Tagikistan

Un grande viaggio da Dushanbe a Osh lungo la leggendaria Pamir Highway

date

Date

Dall’ 1 al 13 agosto 2026
durata

Durata

13 giorni
guida

Guida

Antonio Ratti
gruppo

Partecipanti

Massimo 12 viaggiatori

In pillole

INTRODUZIONE

Un viaggio in Tagikistan – cuore selvaggio dell’Asia Centrale – è un incontro con montagne leggendarie, culture antiche e una quotidianità che scorre ancora al ritmo della natura. Seguendo la storica e leggendaria Pamir Highway, considerata la seconda strada carrabile aperta tutto l’anno più alta al mondo dopo la Karakorum Highway, si attraversano valli abitate da comunità remote, borghi di pastori affacciati sui grandi fiumi dell’Asia Centrale e antichi crocevia della Via della Seta. Questo itinerario percorre proprio la sua tratta più famosa, quella che collega Dushanbe, capitale del Tagikistan, con Osh, la seconda città del Kirghizistan: un nastro d’asfalto che attraversa alcuni dei luoghi più belli, remoti e incontaminati del pianeta, includendo anche deviazioni straordinarie dalla Pamir Highway, come quella nella remota valle di Bartang, uno dei luoghi più isolati e autentici del Tagikistan, o quella che conduce fino alle pendici del Picco Lenin, raggiungendo il suggestivo campo base ai piedi di una delle montagne più celebri dell’Asia Centrale—esperienze che arricchiscono il viaggio e ne amplificano il senso di avventura. Dalla capitale Dushanbe si scende verso le regioni meridionali, scoprendo luoghi di grande valore storico e spirituale, per poi addentrarsi nelle montagne del Pamir, dove si incontrano le famiglie delle case pamire, si percorrono strade che costeggiano fiumi impetuosi e si esplorano paesaggi incontaminati sospesi nel silenzio. Il corridoio del Wakhan, con i suoi siti buddhisti, le fortezze e le leggende locali, rappresenta una delle tappe più ricche di storia e atmosfere. Proseguendo verso nord lungo la stessa Pamir Highway, il viaggio entra nel regno delle grandi quote: laghi cristallini come Yashikul e Karakul riflettono cime colossali, mentre gli insediamenti dei nomadi kirghisi annunciano l’ingresso in un nuovo Paese e in un nuovo mondo. Una volta superata la frontiera, il paesaggio cambia radicalmente: i vasti pascoli del Kirghizistan, le yurte e l’imponente profilo del Picco Lenin introducono alla dimensione più pastorale dell’Asia Centrale. Il viaggio si completa a Osh, tra volti vivaci, mercati brulicanti, parchi ombrosi e luoghi sacri che raccontano un affascinante intreccio di culture, eredità di un passato complesso e di un presente in trasformazione. Da qui un volo interno conduce alla capitale, prima del rientro in Italia. Questo viaggio non è soltanto un itinerario geografico: è un’esperienza di incontri, panorami, tradizioni e silenzi. Un’immersione in una delle regioni più remote del pianeta, dove la natura e l’uomo convivono in un equilibrio antico e fragile, e dove ogni tappa offre un’emozione irripetibile.

Accompagna il viaggio Antonio Ratti, archeologo, con l’ausilio di una guida locale parlante inglese. Previsto un massimo di 12 viaggiatori.

PUNTI DI FORZA

Dushanbe
Laghi Karakul e Yashikul
Valle di Bartang
Campo Base Achik Tash
Khorog
Osh
Valle del Wakhan
Pernottamenti nelle case pamire
Altopiano del Pamir
Incontri nei villaggi
Murghab
Natura incontaminata

Itinerario

1°g. Sabato 1 agosto, partenza per Dushanbe: Per conoscere la migliore opzione di volo dal vostro aeroporto di partenza, vi invitiamo a contattare Piste Nomadi.

2°g. 2/8 Dushanbe: Si arriva a Dushanbe alle 00.55 del mattimo. Ad accogliere il gruppo c’è Boz, la guida locale di Piste Nomadi. Da qui si raggiunge l’Atlas Hotel (con camere subito disponibili per un breve periodo di riposo). Nella giornata odierna è prevista la visita della capitale, con una deviazione verso Hissor, a soli 23 km, per ammirare la principale fortezza storica del Paese, recentemente restaurata, e la vicina madrassa risalente al XVI secolo. In città merita una sosta il museo archeologico, che conserva reperti di grande interesse, tra cui una statua del Buddha del regno Kushan e testimonianze che risalgono all’epoca greco-bactriana. Dopo la visita al museo, si può godere di una passeggiata rilassante nel Parco Rudaki, intitolato al celebre poeta persiano, un’oasi verdeggiante nel cuore della capitale. Questa prima giornata in Tagikistan si conclude immergendosi nell’atmosfera vivace del moderno bazar coperto, un dedalo di suoni e profumi dove si incontrano persone di diverse etnie e spezie dai mille colori.

3°g. 3/8 Dushanbe – Kulyab – Kalai-Khumb: Si inizia con la partenza da Dushanbe in direzione sud-est, lungo la celebre Pamir Highway, seguendo strade che si intrecciano tra dolci colline e scenari rurali disseminati di pittoreschi villaggi. La prima tappa della giornata è il grande lago artificiale, creato dalla diga che in passato ha suscitato tensioni con l’Uzbekistan a causa della gestione delle sue acque. Arrivati a Kulyab, si visita il mausoleo di Saiyid Ali Hamadoni, celebre poeta e filosofo del XIV secolo, che rappresenta un importante punto di riferimento storico e culturale della regione. Dopo il pranzo, il viaggio prosegue verso Kalai-Khumb, addentrandosi nella valle del fiume Panj, tra i principali affluenti dell’Amu Darya e confine naturale con l’Afghanistan, dove già si intravedono piccoli villaggi di pastori e contadini afghani. La strada segue il corso del fiume fino a Kalai-Khumb, dove si pernotta al Karon Palace Hotel, la struttura migliore della città. Tempo permettendo, è prevista una breve passeggiata nel piccolo centro abitato, esplorando le strade locali e godendo dei panorami sul fiume e sulle montagne circostanti. La serata si conclude con una cena tipica locale presso un piccolo ristorantino affacciato sul fiume, dove è possibile gustare i sapori tradizionali della zona immersi nella suggestiva atmosfera fluviale. La tappa della giornata è di circa 380 km, 8/9 ore, soste comprese.

4°g. 4/8 Kalai-Khumb – Khizif Village (Bartang Valley): La giornata prende il via percorrendo la valle del fiume Panj e immergendosi in paesaggi sempre più montuosi e incontaminati. Dall’altra parte del fiume si susseguono i piccoli villaggi di pastori afghani, che accompagnano il viaggio con scorci di vita quotidiana lontana dal mondo moderno. Arrivati nei pressi del villaggio di Rushan, si lascia la Pamir Highway per imboccare la deviazione verso est, addentrandosi nelle strade di montagna che conducono alla valle di Bartang. Qui si raggiunge il villaggio di Khizif, un piccolo borgo immerso tra le montagne, famoso per l’atmosfera autentica e l’accoglienza delle famiglie locali. Il pernottamento avviene presso la Goibnazar Homestay, con stanze private e bagni in comune. All’arrivo è previsto un giro nel villaggio per osservare la vita quotidiana degli abitanti e ammirare i paesaggi circostanti. La valle di Bartang è una delle più remote e affascinanti del Tagikistan: la natura domina incontrastata, con panorami spettacolari che si aprono ad ogni curva. Il fiume Bartang scorre impetuoso tra gole profonde, pareti rocciose e pendii ricoperti di prati d’alta quota. Lungo la valle si incontrano piccoli villaggi sparsi, spesso raggiungibili solo tramite sentieri o strade di montagna tortuose, dove le comunità locali mantengono tradizioni antiche e uno stile di vita legato alla pastorizia e all’agricoltura di sussistenza. Questo tratto rappresenta un vero e proprio viaggio nel tempo: lontano dalla frenesia delle città, il ritmo della vita è scandito dal fluire del fiume e dai cicli naturali delle stagioni. Per chi percorre la Pamir Highway, la deviazione verso Bartang offre l’opportunità di entrare in contatto con una natura selvaggia e una cultura rurale autentica. La giornata si conclude con una cena tradizionale preparata con ingredienti locali, gustando piatti tipici e immergendosi nella tranquillità di questo angolo remoto. La tappa prevede circa 240 km di percorso, per un tempo stimato di 6/7 ore, soste comprese.

5°g. 5/8 Khizif Village – Khorog: Si lascia la valle di Bartang rientrando verso il villaggio di Rushan, dove si riprende la Pamir Highway in direzione sud, verso Khorog. Entrando in questa zona, si percorre un territorio a predominanza ismailita e, poco prima di giungere a Khorog, è prevista una sosta presso una piccola sorgente termale dedicata a Nosiry Khusrav, il missionario che per primo introdusse questa branca dell’Islam nella regione. Arrivati a Khorog, ci si accomoda presso il Lal Hotel. La tappa odierna è relativamente breve, circa 90 km percorribili in 4 ore con soste, permettendo così di arrivare a Khorog nel primo pomeriggio. Questo consente di esplorare la cittadina, situata tra ripidi monti alla confluenza del tumultuoso fiume Gunt con il Panj. La visita include il museo locale, che custodisce interessanti cimeli dell’epoca sovietica, e tempo libero per passeggiare per le strade, scattare fotografie e entrare in contatto con la popolazione del luogo. La giornata si conclude con una cena sulla terrazza dell’hotel, gustando la celebre pizza locale e godendo della splendida vista sul fiume.

6°g. 6/8 Khorog – Yamg: Si riprende la Pamir Highway in direzione sud, entrando nella valle del Wakhan e arrivando a Ishkashim, all’imbocco del celebre corridoio del Wakhan. Ishkashim è il principale centro della regione tagika del Wakhan e rappresenta il punto più importante per l’attraversamento del confine tra Tagikistan e Afghanistan. Qui si trova il famoso ponte che collega i due Paesi sul fiume Panj, attualmente chiuso al momento della stesura del programma. Dopo il pranzo in città, si effettua un breve giro di Ishkashim, quindi si riprende il cammino verso est lungo il corridoio tagiko del Wakhan, seguendo il corso del fiume Panj. Durante il percorso, è prevista una sosta a Namadgut, dove si visitano la vecchia fortezza di Kakh-Kah e il mausoleo ismailita di Oston-I Shobi Mardon, datato al XI secolo. Proseguendo, si scorge maestoso il monte Karl Marx (6726 m), che domina il bordo settentrionale della vallata. La tappa si conclude nel piccolo villaggio di Yamg, situato nel cuore del corridoio del Wakhan, dove si pernotta in una tipica casa pamira, vivendo un’autentica esperienza locale. La tappa copre circa 190 km, con un tempo di percorrenza stimato tra 8 e 9 ore, incluse le soste lungo il percorso.

7°g. 7/8 Yamg – Langar – Zong: La giornata inizia con la visita alla fortezza di Yamchun, un tempo strategica roccaforte lungo uno dei rami della Via della Seta che attraversavano questa regione. Dopo l’esplorazione, si rientra a Yamg per visitare il museo dedicato al santo sufi Muboraki Vakhoni; con un po’ di fortuna, la visita può essere accompagnata dal pronipote del santo, l’uomo che ha curato la realizzazione del museo, rendendo l’esperienza ancora più speciale. Dopo aver scoperto la vita del villaggio, il viaggio prosegue verso est, incontrando il sito buddhista con lo stupa di Vrang, quindi i villaggi di Langar e poco più avanti di Zong, dove si pernotta in una tipica casa pamira, la Sasha Guest House. La tappa di oggi è breve, circa 50 km, percorribili in un paio d’ore, permettendo di godere con calma dei paesaggi mozzafiato e dell’atmosfera autentica del corridoio del Wakhan.

8°g. 8/8 Zong – Lago Yashikul – Bulunkul – Murghab: Si prosegue verso nord con lo sguardo rivolto a ovest, dove si staglia l’imponente picco Engels (6510 mt). Il paesaggio cambia gradualmente: le vallate verdi del Wakhan lasciano spazio a scenari sempre più aridi e solitari. Attraversato il passo di Khargush (4344 mt), si abbandona definitivamente la regione del Wakhan per entrare sull’altopiano del Pamir. Superato prima il passo e poi un grande lago, una breve deviazione conduce al lago Yashikul, situato a 3700 mt nei pressi del villaggio di Bulunkul. Questo specchio d’acqua, incastonato tra le montagne selvagge del Pamir, regala panorami di rara bellezza: le cime innevate si riflettono perfettamente sulla sua superficie cristallina, creando un’atmosfera quasi irreale. In quest’area iniziano ad apparire anche gli insediamenti dei nomadi kirghisi, che abitano l’altopiano con le loro tradizionali yurte. Lungo il percorso si raggiunge il villaggio di Alichur, dove è prevista la sosta per il pranzo e una breve passeggiata tra le sue tranquille stradine, includendo la visita alla piccola moschea locale. Si prosegue poi costeggiando il laghetto di Ak-Balik, un bacino d’acqua limpida e placida incorniciato dal paesaggio d’alta quota.  La giornata si conclude a Murghab (3600 mt), il principale centro abitato della regione, dove è previsto il pernottamento presso il Pamir Hotel, una semplice ma accogliente struttura locale. La tappa odierna è di circa 275 km, per un totale di 9 ore di viaggio, soste incluse

9°g. 9/8 Murghab – Lago Karakul: La giornata inizia con l’esplorazione di Murghab, una cittadina che sembra sospesa nel tempo. La visita parte dal monumento a Lenin, situato nella zona meridionale del paese, e dal memoriale dedicato alla Seconda Guerra Mondiale. Si raggiunge poi il bazar locale, dove è piacevole passeggiare tra le botteghe ricavate da vecchi container, un tratto distintivo di Murghab. Il percorso prosegue verso la piccola moschea vicino al fiume: con un po’ di fortuna si può assistere alle donne del villaggio che lavano i tappeti secondo tradizioni antiche, una scena autentica e suggestiva. Ripreso il viaggio in auto, si procede verso nord valicando il passo di Ak Baital (4655 m), uno dei punti più elevati della Pamir Highway, circondati da panorami spettacolari. Colpisce la lunga barriera che in molti tratti corre parallela alla strada: segna il nuovo confine con la Cina, risultato di recenti accordi territoriali che hanno ridefinito questa remota regione. La discesa verso nord conduce al magnifico lago Karakul, una vasta distesa d’acqua turchese di circa 380 km², profonda fino a 230 metri. Il lago occupa un antico bacino formato dall’impatto di un gigantesco meteorite. A nord-ovest si staglia l’imponente Picco Lenin (o Ibn Sina), alto 7134 metri, che domina il paesaggio. Situato a circa 3900 metri di altitudine, il lago Karakul è più alto persino del celebre Lago Titicaca sudamericano. Il panorama d’alta quota che lo circonda regala la sensazione autentica di trovarsi sul “tetto del mondo”. Si pernotta in una semplice casa pamira, la Homestay Erkin. La tappa è di circa 150 km, per un totale di 4–5 ore di viaggio. All’arrivo, tempo per passeggiare nel villaggio e lungo le sponde del grande lago, ammirandone la quiete e i colori mutevoli.

10°g. 10/8 Karakul – Ingresso in Kirghizistan – Sary Tash – Sary Moghul – Achik Tash: Lasciato il grande specchio d’acqua del Karakul, il percorso continua verso nord fino a raggiungere il passo di Kyzylart (4336 mt), dove si trovano i posti di frontiera. Qui si salutano guida e autisti tagiki, si completano le procedure di uscita e, una volta superato il valico, si entra in territorio kirghiso, incontrando la nuova squadra locale (il controllo dei passaporti per l’ingresso avviene più in basso, alla base del passo). Appena oltre confine il paesaggio cambia radicalmente: le spoglie montagne del Pamir lasciano il posto a grandi pianure erbose, costellate di yurte, piccoli villaggi e allevamenti nomadi, un ambiente più morbido e ondulato, tipico dell’altopiano kirghiso. Raggiunta l’ampia conca verde di Sary Tash, dominata a sud dalla luminosa catena del Pamir e dal profilo imponente del Picco Lenin, si abbandona la Pamir Highway per dirigersi verso Sary Moghul. Da qui una pista sterrata si inoltra nel cuore delle montagne, conducendo fino all’Achik Tash Base Camp (3600 mt). L’alloggio è previsto nelle tradizionali yurte, immerse in un paesaggio grandioso. Se il tempo lo consente, prima della cena è possibile fare una passeggiata nei dintorni del campo, godendo della vista spettacolare della catena montuosa che chiude la valle e della poderosa silhouette del Picco Lenin, che si erge proprio di fronte al campo base.

11°g. 11/8 Achik Tash – Passo dei Viaggiatori – Osh: La mattinata è dedicata all’esplorazione della zona. Il gruppo può dividersi: i più temerari possono affrontare un trekking di circa 4–5 km (circa due ore di salita e un’ora di discesa, con un dislivello di 550 mt) fino al Passo dei Viaggiatori (4.150 mt), da cui si gode una vista spettacolare sul Picco Lenin. Chi preferisce un’attività più tranquilla può invece optare per una piacevole passeggiata sull’altopiano — dal campo, infatti, partono diversi sentieri di varia difficoltà. Al termine della mattinata si pranza e si prosegue quindi verso Osh dove, superato il Passo di Taldyk (3615 mt), si arriva nel tardo pomeriggio e si alloggia presso l’Osh Grand Hotel Chavo, storico hotel nel centro della città a pochi minuti a piedi dal bazar e dal parco, che in origine era un tipico hotel sovietico; oggi è stato completamente ristrutturato. Si percorrono circa 280 km, per un tempo di viaggio stimato in circa 6 ore. La giornata si conclude con una cena presso una famiglia locale di etnia Dungana, minoranza musulmana di origine cinese presente in varie regioni del Kirghizistan.

12°g. 12/8 Osh: La giornata è interamente dedicata alla scoperta di Osh, città situata ai margini della vasta e storicamente contesa regione della Fergana. Oggi Osh è una città musulmana dal clima caldo, ricca di siti culturali e storici da esplorare. La visita inizia con la salita al Trono di Sulayman (Salomone), la leggendaria collina che domina il centro della città e regala splendide vedute dall’alto. Camminando lungo la collina si arriva al Museo Storico ed Archeologico di Sulayman, dove viene descritta la storia del Paese, con la particolare caratteristica che si trova interamente scavato nella roccia! Usciti dal Museo si costeggiano la grande moschea ed il cimitero che gli è a fianco fino a giungere al Mausoleo di Asaf Ibn Burhia, importante luogo di pellegrinaggio musulmano, dove l’accesso all’interno non è consentito ai visitatori. Si prosegue in auto fino all’ingresso del parco cittadino di Navoi, attraversandolo tra scorci di vita quotidiana, con bambini che giocano sulle giostre. Spesso nel parco si incontrano anziani con i tradizionali cappelli bianchi a punta intenti a giocare a scacchi. Dopo la passeggiata si avrà tempo libero per esplorare il famoso bazar coperto di Jayma, situato a pochi minuti a piedi dall’hotel e operativo sin dai tempi della Via della Seta. Qui si possono acquistare vestiti tradizionali dai colori vivaci, spezie, e numerosi altri prodotti locali. La visita prosegue con il parco Petrovsky, dove si trovano il monumento ai caduti della guerra russo-afghana (1979-1989) e quello dedicato alle vittime del disastro nucleare di Chernobyl (1986). La scoperta della città si completa con la visita della chiesa ortodossa di San Michele, prima di recarsi in aeroporto per prendere il volo interno per Bishkek che parte alle ore 17.20 con arrivo nella capitale alle ore 18.15 (orari da confermare). La giornata, e con essa il viaggio, si conclude in uno dei migliori ristoranti di Bishkek, dove si avrà il piacere di degustare le specialità tipiche della cucina kirghisa, accompagnate dalla calorosa ospitalità che contraddistingue questa terra. Pernottamento presso il Plaza Hotel o similare.

13°g. Giovedì 13 agosto, volo di rientro: I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

Costi

COSTO DEL VIAGGIO € 3200
Si segnala che, trattandosi di territori impervi e prevedendo lunghi spostamenti, è stata scelta la soluzione con le migliori auto disponibili: jeep da tre passeggeri per garantire il massimo comfort. Solitamente vengono utilizzati i minivan Hyundai Starex, che però risultano scomodi, senza finestre apribili, con ammortizzazione ridotta e sensibilmente più lenti rispetto alle jeep selezionate

SUPPL. SINGOLA € 400

La quota comprende:

  • Polizza Base Medico/Bagaglio
  • Volo interno Osh/Bishkek
  • I pernottamenti presso le strutture riportate nel programma
  • I trasporti indicati nel programma
  • Le visite e le escursioni descritte nel programma
  • Le entrate e gli ingressi ai siti
  • Tutti i permessi locali
  • La pensione completa
  • La presenza dell’accompagnatore dall’Italia
  • La presenza della guida locale parlante inglese in Tagikistan e italiano in Kirghizistan

La quota non comprende:

  • I voli internazionali
  • Il supplemento per la camera singola
  • Le bevande
  • Le visite e le escursioni non indicati nel programma
  • Le mance (facoltative)
  • Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

ASSICURAZIONI

Per chi volesse c’è la possibilità di stipulare in fase di conferma del viaggio la polizza annullamento di ACI Global S.p.A.
Per ulteriori informazioni prego contattare Piste Nomadi.

VISTI E DOCUMENTI

Per entrambi i paesi non viene richiesto un visto per i cittadini italiani, serve un passaporto con sei mesi di validità minima dal momento dell’arrivo. Giunti a Dushanbe viene apposto sul passaporto il timbro d’ingresso. Piste Nomadi si occupa di ottenere il permesso aggiuntivo “GBAO Permit”, necessario per visitare il Pamir.

INFO UTILI

ALLOGGI: Viaggiare in Tagikistan e Kirghizistan richiede spirito di adattamento: è una destinazione ideale per chi cerca autenticità, meno adatta a chi si aspetta comfort più tradizionali. Fuori dalle città le sistemazioni sono semplici e spartane. In Tagikistan, lungo il fiume Panj, strutture alberghiere con comfort veri e propri—come bagno privato e acqua calda—si trovano solo a Kalai-Khumb e Khorog, mentre le altre notti — quattro in totale — si trascorrono in tipiche case pamire nei villaggi di Khizif, Yamg, Zong e Karakul, mentre una notte è prevista a Murghab, in un piccolo alberghetto dove i bagni sono in comune sul piano. In Kirghizistan si hanno a disposizione degli hotel a Osh e Bishkek mentre la prima notte si dorme nelle yurte ad Achik Tash (Achik Tash Base Camp), dotate di bagno privato e doccia personale. Alloggiando nelle case pamire, si avrà l’opportunità di vivere da vicino la calorosa ospitalità dei residenti, che, pur vivendo in aree remote e naturali, accolgono gli ospiti con grande cordialità. È importante ricordare che queste sistemazioni sono case private: le camere sono spesso senza servizi e talvolta potrebbe essere necessario condividere gli spazi tra uomini e donne del gruppo, utilizzando solo due o tre stanze complessive. Per maggiore comodità, chi lo desidera può portare un sacco lenzuolo o un sacco a pelo.

PASTI: I pasti sono tutti compresi. La cucina varia da un’area all’altra del Paese, offrendo piatti semplici ma ricchi di sapore: riso, pollo, carni alla griglia, verdure, frutta secca e altre specialità locali. Immancabile il tè, servito in ogni occasione. Non manca poi il piatto più rappresentativo della regione, il plov, una pietanza a base di riso arricchita con verdure, aromi e spezie, servito con carne cotta nei suoi grassi naturali; per chi lo desidera è disponibile anche una variante vegetariana. Infatti, anche chi segue una dieta vegetariana troverà diverse opzioni a disposizione.

PERCORSO E MEZZI: L’organizzazione dei trasporti è adattata al numero effettivo di partecipanti. Per la parte tagika si utilizzano jeep Toyota Prado 4×4 o similari, con un massimo di tre passeggeri per veicolo, per garantire un maggiore comfort. (Si segnala che, trattandosi di territori impervi e prevedendo lunghi spostamenti, è stata scelta la soluzione con le migliori auto disponibili: jeep da tre passeggeri per garantire il massimo comfort. Solitamente vengono utilizzati i minivan Hyundai Starex, che però risultano scomodi, senza finestre apribili, con ammortizzazione ridotta e sensibilmente più lenti rispetto alle jeep selezionate). Per quanto riguarda invece la parte kirghisa vengono utilizzati invece pulmini Mercedes Sprinter. Alcune tappe possono risultare piuttosto lunghe, soprattutto nella prima parte del percorso, dove si possono raggiungere anche otto/nove ore di viaggio, una scelta necessaria per poter avere una visione completa del Paese, seguendo un itinerario studiato accuratamente e già sperimentato. I tempi di percorrenza indicati nel programma sono stati da noi precedentemente testati e tengono in considerazioni anche le diverse soste per le visite, mangiare, fare fotografie o semplicemente per sgranchirsi le gambe e fare due chiacchere con la popolazione locale. Nonostante ciò, è bene sottolineare che i tempi di percorrenza potrebbero variare a causa di brevi interruzioni stradali o di altri imprevisti lungo il tragitto. Pur mantenendo tutte le visite previste dal programma, l’itinerario potrà subire leggere modifiche per motivi tecnici o logistici; anche l’ordine delle visite nella città potrebbe essere variato. Eventuali cambiamenti saranno valutati direttamente in loco dalla guida locale insieme all’accompagnatore, secondo la viabilità del momento.

CLIMA: La stagione scelta è, in generale, la più favorevole; occorre comunque considerare che qualche pioggia può sempre verificarsi e, alle altitudini più elevate, non è da escludere la possibilità di neve. È presente una escursione termica tra il giorno e la notte per cui è consigliato vestirsi a strati, in modo pratico e flessibile alle diverse situazioni climatiche e si consiglia di avere un paio di scarpe leggere da camminata per i percorsi a piedi. Per accedere ai santuari e alle moschee è richiesto un abbigliamento con gambe e braccia coperte; le donne devono inoltre indossare un foulard. ll sole è piuttosto forte a queste altitudini, quindi si consiglia di munirsi di cappello, occhiali da sole e crema solare ad alta protezione.

ALTITUDINI: Una delle domande più frequenti riguarda le altitudini del viaggio, soprattutto da parte di chi teme eventuali disagi. È importante sapere che questo non è un programma di trekking, e l’itinerario è stato studiato con attenzione proprio per evitare qualsiasi difficoltà legata all’altitudine. Ecco, nel dettaglio, le altitudini dei luoghi in cui si pernotta: Dushanbe (740 mt), Kalai-Khumb (1200 mt), Khizif (2500 mt), Khorog (2000 mt), Yamg (2820 mt), Zong (3000 mt), Murghab (3600 mt), Lago Karakul (3900 mt), Achik Tash (3600 mt), Osh (963 mt), Bishkek (800 mt). Come si può vedere dai dati riportati sopra, il punto più alto del viaggio dove si pernotta è al Lago Karakul. Tuttavia, vi si arriva il nono giorno, quando il corpo ha già iniziato il processo di acclimatamento. Durante il tour si attraversano anche alcuni valichi, come il Passo di Ak Baital a 4655 metri, ma si tratta solo di brevi passaggi panoramici, ideali per scattare fotografie, prima di tornare a quote più basse.

INTERNET: La disponibilità del Wi-Fi varia notevolmente a seconda delle zone: nelle città principali e in alcuni ristoranti è possibile connettersi, anche se la qualità del segnale può risultare inferiore rispetto agli standard a cui siamo abituati. Nelle aree rurali, invece, l’accesso a Internet è molto più limitato; per questo motivo, soprattutto nella prima parte del viaggio in Tagikistan, è consigliabile informare i propri contatti che non si sarà sempre raggiungibili.

CAMBIO VALUTA: È possibile cambiare valuta sia in aeroporto che nei principali centri urbani. Le guide locali forniranno assistenza nei servizi di cambio. In molte zone le carte di credito non vengono accettate; si consiglia quindi di avere con sé anche contanti per ogni eventuale necessità.

SICUREZZA: Nonostante i timori di chi non conosce la zona, questa regione è sicura. I viaggiatori scopriranno presto la cordialità e la grande disponibilità delle comunità locali, in particolare degli ismailiti, ma non solo. La parte che spesso suscita più preoccupazioni è quella tagica; tuttavia il confine con l’Afghanistan è attentamente sorvegliato e, lungo il fiume Panj che separa i due Paesi, vivono popolazioni pamire ismailite che non hanno alcun legame con i gruppi talebani più radicali attivi nel sud. Il Tagikistan ha inoltre visto un notevole miglioramento delle condizioni di sicurezza negli ultimi anni, grazie a controlli più rigorosi da parte delle autorità. Sulla strada, in particolare tra Dushanbe e Murghab, sono presenti vari posti di blocco militari e di polizia: rallentano un po’ il viaggio, ma garantiscono un ambiente più protetto. Il Kirghizistan, da parte sua, non presenta particolari criticità sotto il profilo della sicurezza.

Mappa

TAPPE DEL VIAGGIO

1. Dushanbe
11. Bulunkul
2. Kulyab
12. Alichur
3. Kalai-Khumb
13. Murghab
4. Khizif (Bartang Valley)
14. Lago Karakul
5. Khorog
15. Sary Tash
6. Ishkashim
16. Sary Moghul
7. Yamg
17. Achik Tash
8. Langar
18. Passo dei Viaggiatori
9. Zong
19. Osh
10. Lago Yashikul

 

Preventivo

Galleria fotografica

Corridoio del Wakhan

Forte di Kakh-Kah

Ak-Balik

Bulunkul

Yurta pamira

Pastori afghani oltre il fiume Panj

Valle di Bartang

Achit Tash Base Camp

Alichur, donna pamira

Bimbe pamire

Ospitalità locale

Rituale del tè

Dushanbe, bazar

Dushanbe, Fortezza di Hissor

Lago Karakul

Lago Yashikul

Murghab, lavaggio dei tappeti

Interno di una yurta verso Karakol

Dushanbe, ragazza in abita tradizionali

Dushanbe, museo

Murghab, uomo che cammina

Murghab

Altopiano del Pamir

Paesaggi sul Pamir

Osh

Osh, Museo Storico ed Archeologico di Sulayman

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