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Turchia

L’alba della civiltà

date

Date

Dal 16 al 24 aprile 2026
durata

Durata

9 giorni
guida

Guida

Antonio Ratti
gruppo

Partecipanti

Massimo 12 viaggiatori

In pillole

INTRODUZIONE

Chi fu sepolto nel monumentale tumulo del Nemrut Dagı? E chi edificò gli enigmatici siti megalitici di Gobekli Tepe, Karahan Tepe e Sayburc, situati nei pressi dell’antica città di Urfa e datati, secondo i più avanzati sistemi di datazione, a circa 11.500 anni fa, ben seimila anni prima del celebre Stonehenge? Per rispondere a queste e a molte altre domande, proponiamo un viaggio unico alla scoperta dei segreti di una delle regioni più affascinanti della Turchia centro-meridionale, fino al confine con la Siria. Un territorio di straordinaria bellezza paesaggistica, che custodisce testimonianze storico-archeologiche di enorme valore, testimoniando l’importanza delle civiltà che vi si sono succedute nel corso dei millenni: dalle popolazioni neolitiche, alle città-stato dell’età del bronzo, fino a ittiti, assiri, sciti, medi, persiani, greci, romani, bizantini, arabi, armeni, selgiuchidi e all’impero ottomano. Questo mosaico i popoli e culture ha lasciato un patrimonio unico nel suo genere. Il viaggio acquista un valore aggiunto grazie alla presenza di un archeologo accompagnatore, la cui esperienza e spiegazioni rendono ogni dettaglio dei siti visitati ancora più chiaro e affascinante.

Accompagna il viaggio Antonio Ratti, archeologo, che ha già visitato il paese, con l’ausilio di una guida locale parlante italiano. Previsto un massimo di 12 viaggiatori.

PUNTI DI FORZA

Museo dei mosaici di Zeugma
Monastero di Deyrulzafaran
Sanliurfa
Mardin
Gobekli Tepe
L’antica città-fortezza di Dara
Karahan Tepe
Sito di Nusaybin
Castello di Kahta
Midyat
Nemrut Dagi con salita al tramonto
Monastero di Mor Gabriel
Diyarbakır
Hasankeyf e Malabadi

Itinerario

1°g. Giovedì 16 aprile, partenza per Gaziantep: Per conoscere la migliore opzione di volo dal vostro aeroporto di partenza, vi invitiamo a contattare Piste Nomadi. Giunti a destinazione si soggiorno presso l’hotel Antep Sirehan o similare.

2°g. 17/4 Gaziantep – Sanliurfa: La giornata ha inizio con la visita al Museo del Mosaico di Zeugma, che custodisce una delle più vaste collezioni di mosaici romani al mondo, estesa su oltre 30.000 metri quadrati. La maggior parte delle opere proviene dall’antica città di Zeugma, fondata intorno al 300 d.C. sulle rive dell’Eufrate da Seleuco Nicatore, generale di Alessandro Magno. I mosaici delle diverse ville romane che costellavano la zona sono stati recuperati e qui conservati. Colpiscono per il realismo, la ricchezza dei colori, la cura nella composizione e la vivacità delle scene raffigurate. Il più celebre è il Mosaico di Menade, risalente al II secolo d.C., ormai simbolo sia dell’antica città sia del museo stesso. Terminata la visita, si lascia la città percorrendo la strada verso est per raggiungere, dopo circa 150 km (due ore di auto), Sanlıurfa, l’antica Urfa, nota anche come Edessa, città storica con una popolazione mista di arabi, curdi e turchi. Arrivati in città, si visita il suggestivo centro storico e il vivace bazar, la cui atmosfera, specialmente di sera, risulta indimenticabile. Successivamente si raggiunge il Balıklı Gol, la piscina sacra che secondo la tradizione musulmana sarebbe il luogo dove Abramo fu gettato nel fuoco da Nimrod, e il parco di Golbasi, dove si trova l’imponente complesso del Dergah, l’Hazreti İbrahim Halilullah, che comprende la grotta in cui, secondo la leggenda, sarebbe nato il profeta. La giornata si conclude con il pernottamento presso l’hotel Urfa Hilton Garden Inn o similare.

3°g. 18/4 Sanliurfa – Gobekli Tepe – Karahan Tepe – Saiburc – Sanliurfa: La giornata ha inizio con il trasferimento presso il sito megalitico di Gobekli Tepe che si trova a circa mezz’ora di auto dalla città. Si esplora il sito con calma, ammirando gli imponenti e misteriosi resti di questo santuario preistorico, risalente a ben 11.500 anni fa: un’esperienza davvero unica. Una scoperta straordinaria che ha già segnato la storia e che potrebbe continuare a riscriverla. Non per nulla molti specialisti parlano di vera una vera e propria rivoluzione che getta nuova luce sull’Alba della Civiltà. Scoperto da archeologi tedeschi nel 1996, questo sito ha richiesto oltre due decenni di scavi per riportare alla luce solo una parte della sua vastità. Qui si possono ammirare quattro circoli (A, B, C, D) con spettacolari pilastri a forma di T, che rappresentano figure umane: quelli centrali superano i cinque metri di altezza. Ma le sorprese non finiscono qui: molti pilastri sono decorati con complesse scene di animali selvatici – felini, uccelli, ragni, scorpioni e altri – e non mancano statue di incredibile fattura. Chi ha costruito Gobekli Tepe e per quale scopo? Era un santuario destinato a sacrifici e riti di passaggio, oppure un centro dove le comunità di cacciatori-raccoglitori semi-sedentari (che ancora non conoscevano agricoltura, allevamento, ceramica o metalli) si riunivano per celebrare feste? Al momento queste domande restano senza risposta, e si può solo sperare che gli archeologi trovino presto una chiave interpretativa. Quel che è certo è che, nelle viscere della collina di Gobekli, giacciono ancora molti segreti in attesa di essere riportati alla luce. Infatti, analisi con il georadar hanno evidenziato che ci sarebbero molte altre strutture nascoste nel sottosuolo che attendono solo di essere scavate. Al termine della visita, ci si dirige verso est e in circa un’ora di auto si raggiunge Karahan Tepe. Questo sito è stato recentemente riportato alla luce da archeologi dell’Università di Istanbul e come Gobekli, anche Karahan ha stupito la comunità scientifica per la sua complessità. Sebbene non siano ancora stati pubblicati i rapporti di scavo, le immagini pubblicate parlano da sole. Il sito, che si estende per quasi dieci ettari (ad oggi, solo una minima parte scavato), presenta una serie di enigmatiche strutture in cui campeggiano i già visti pilastri a forma di T. Al momento, il loro scopo rimane un mistero. Con il procedere degli scavi sono emerse altre straordinarie scoperte, come una serie di sculture di raffinata fattura, tra cui spicca un enorme avvoltoio. Il vero capolavoro, però, è una statua alta 2,3 metri che raffigura un enigmatico individuo – uomo o divinità? – completamente nudo, che si regge il fallo con entrambe le mani. Le dita e le costole sono evidenziate da profonde incisioni, mentre al collo porta un collare a forma di V. Successivamente si rientra a Sanliurfa, la si oltrepassa in direzione ovest e, con un viaggio complessivo di circa un’ora e mezza in auto, si raggiunge il villaggio di Sayburc per esplorare un’altra enigmatica scoperta: sotto le fondamenta di abitazioni recenti è venuto alla luce un affasciante basamento in pietra dove sono raffigurati felini e una sorta di “divinità” fallica che ricorda da vicino uno dei temi più diffusi nel mondo mesopotamico: il cosiddetto “signore degli animali”. La giornata si conclude con il rientro a Sanlıurfa per la cena.

4°g. 19/4 Sanliurfa – Cendere – Kocahisar (Kahta) – Nemrut Dagı: Si inizia la giornata con la visita del Museo Archeologico di Sanliurfa, che custodisce alcune delle spettacolari scoperte effettuate nei siti visti il giorno prima. Al termine della visita si parte in direzione nord per raggiungere, dopo circa tre ore di viaggio (170 km), Kocahisar. Lungo il percorso è prevista una sosta al ponte romano di Cendere, il secondo ponte ad arco più ampio mai costruito dai Romani: lungo 120 metri e largo 7, è formato da 92 blocchi di pietra, ciascuno del peso di 10 tonnellate. L’opera fu eretta in onore dell’imperatore Settimio Severo (193-211 d.C.), di sua moglie e dei loro due figli. Si prosegue quindi verso Kocahisar per visitare il castello di Kahta, risalente al periodo del Regno di Commagene (163-72 a.C.) e successivamente ampliato da diverse dominazioni, come testimoniano le tracce lasciate da Artuqidi, Selgiuchidi, Mamelucchi e Ottomani. Ancora oggi, sulla porta d’ingresso, è visibile l’iscrizione con il nome del sultano mamelucco Kalavun. Si prosegue in auto verso est e, dopo circa un’ora, si raggiunge il Parco Nazionale del Nemrut Dagı. La salita verso la cima dura circa 40 minuti a piedi dal punto in cui si lasciano i mezzi: il percorso non è impegnativo, ma chi lo desidera può usufruire dell’aiuto di un mulo, per ammirare il colossale tumulo funerario sulla sua cima – uno dei luoghi più straordinari della Turchia – insieme alle gigantesche statue realizzate dagli architetti seleucidi per celebrare la grandezza del re Antioco I. Considerata una delle opere più ambiziose dell’età ellenistica, oggi è riconosciuta come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. La visita permette di esplorare le diverse terrazze del complesso e di godere, al contempo, di un panorama mozzafiato. Dopo lo spettacolo indimenticabile del tramonto, si rientra alle auto per raggiungere l’hotel, il Nemrut Kervansaray Otel o similare.

5°g. 20/4 Nemrut Dagı – Diyarbakır: La giornata inizia con il viaggio verso est: dopo circa 4 ore di percorso (205 km) si arriva a Diyarbakır, l’antica Amida, città con oltre 5.000 anni di storia, situata su un altopiano vicino alle rive del Tigri e circondata da alte mura di basalto nero quasi intatte, che formano un perimetro di quasi 6 chilometri. Le mura, costruite nell’antichità e restaurate dall’imperatore romano Costanzo II, sono dotate di quattro porte d’accesso e di 82 torri di guardia. Arrivati in città, si visita prima le mura, poi la chiesa armena di San Ciriaco, recentemente riconsacrata, e il Bakircilar Carsısı, il celebre bazar del rame, dove è possibile ammirare e acquistare pregiati lavori di metallurgia. Il mestiere del ramaio in Anatolia orientale, tramandato di generazione in generazione, sopravvive qui nonostante le moderne tecnologie abbiano reso questa professione obsoleta in gran parte del mondo. La visita prosegue alla Ulu Camii, la grande moschea edificata nel 1179, e alla vivace piazzetta ricavata nell’antico caravanserraglio Hasan Paşa Hanı, costruito tra il 1572 e il 1575. La giornata si conclude con il pernottamento presso il Diyarbakir Blackhan Palace o similare.

6°g. 21/4 Diyarbakır – Mardin – Deyrulzafaran – Mardin: Si parte in direzione sud-est e, dopo circa un’ora e mezza di viaggio (93 km), si raggiunge Mardin, antichissimo centro che offre una splendida vista sull’alta Mesopotamia. Qui, da secoli, cristiani, musulmani e assiri convivono fianco a fianco, come testimoniano i numerosi luoghi di culto sorti l’uno accanto all’altro. L’atmosfera che si respira è davvero unica. In città si possono visitare le scenografiche madrase di Kasımiye (1445) e di Zinciriye (1385), entrambe con affacci spettacolari sul deserto siriaco; la Grande Moschea, costruita nel XII secolo e ricostruita nel XIX; e le pittoresche viuzze in saliscendi della città vecchia. Dopo pranzo ci si sposta poco distante, circa 30 minuti di auto, al monastero siro-ortodosso di Deyrulzafaran, uno dei più importanti centri religiosi del credo assiro. Il monastero conta 365 stanze, una per ogni giorno dell’anno, e le funzioni religiose si svolgono ancora oggi in lingua aramaica: un’occasione unica per ascoltare la lingua parlata al tempo di Gesù. In questo luogo inoltre è possibile visitare la chiesa a cupola di Mor Hananyo, il trono del patriarca risalente a 640 anni fa, il tempio del Sole, la casa dei Santi e la chiesa della Vergine Maria. Presso il centro visitatori è possibile assaporare il tipico caffè assiro o il tradizionale tè Zafaran. Al termine della visita rientro a Mardin, dove ci si accomoda presso l’hotel Kasri Reyyan o similare.

7°g. 22/4 Mardin – Dara – Nusaybin – Midyat – Mor Gabriel Monastery – Midyat: Lasciata Mardin, si imbocca la strada verso sud-est che in circa un’ora di auto conduce al sito di Dara, l’antica città-fortezza conosciuta anche come Anastasiopoli, menzionata sin dal 507 d.C. Fu un importante avamposto bizantino durante la guerra persiano-sassanide e si distingue per la cittadella, le mura, le necropoli e le straordinarie opere idrauliche scavate nella roccia, tra cui cisterne, canali e strade. Terminata la visita si riprende la strada in direzione sud-est e dopo circa 30 km, si arriva a Nusaybin, antica enclave curda, yezida e assira. Città di confine, ha vissuto nel tempo le molteplici vicende militari e commerciali che hanno attraversato la regione. Si visita l’area archeologica e la chiesa bizantina, una delle prime costruite nel 301 d.C. circa, dedicata a San Giacomo di Nisibis, vescovo e santo siro morto nel 338. Si prosegue quindi verso nord e, dopo circa un’ora di auto, si raggiunge Midyat, città le cui origini risalgono alla metà del IX secolo a.C., durante il regno dell’assiro Assurnasirpal II. Il centro è caratterizzato dalle tipiche case in pietra color ambra e da ampi terrazzi ideali per ammirare il tramonto. Poco distante sorge il monastero di Mor Gabriel, tra i più antichi monasteri del mondo, cuore della Chiesa ortodosso siriaca. Fondato nel 397 da Shmuel (Samuele) e dal suo discepolo Samun (Simone), crebbe in importanza e prestigio, tanto che nel VI secolo vivevano fino a 1000 monaci, grazie anche al ricco scriptorium in cui venivano redatti codici e manoscritti. La struttura conserva ancora ambienti tanto intatti quanto suggestivi, come il refettorio, la cripta e una cappella con mosaici in stile ravennate del VI secolo. Terminata la visita si rientra a Midyat dove si pernotta presso l’hotel Kasri Nehroz o similare.

8°g. 23/4 Midyat – Hasankeyf – Malabadi – Diyarbakır: Di buon mattino si parte verso nord e, in meno di un’ora di auto, si arriva a Hasankeyf, l’affascinante città oggi sommersa dalle acque della grande diga di Ilısu sul Tigri, caratterizzata da grotte e da imponenti rovine affacciate sul fiume. Proseguendo verso nord per circa un’ora di auto, si arriva a Malabadi per ammirare il celebre ponte costruito nel 1147 da Timurtaş Bin-i İlgazi. Il ponte, lungo 150 metri, alto 19 metri e con un arco di 38,60 metri, è il più ampio tra tutti i ponti in pietra della Turchia e del Vicino Oriente. Si prosegue poi verso Diyarbakır, percorrendo circa 100 km in un’ora e mezza di auto, dove si pernotta nuovamente nello stesso hotel utilizzato in precedenza. Giunti in città si avrà del tempo libero a disposizione. Questo intenso viaggio di esplorazione si conclude con un’ultima cena in un ristorante locale, un momento per condividere e ricordare insieme le scoperte archeologiche e le testimonianze storiche incontrate lungo il percorso.

9°g. Venerdì 24 aprile, volo di rientro: I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

Costi

COSTO DEL VIAGGIO € 2350

SUPPL. SINGOLA € 350

La quota comprende:

  • Polizza Base Medico/Bagaglio
  • I pernottamenti presso le strutture riportate nel programma
  • I trasporti indicati nel programma
  • Le visite e le escursioni descritte nel programma
  • Le entrate e gli ingressi ai siti
  • Tutti i permessi locali
  • La pensione completa
  • La presenza dell’accompagnatore dall’Italia (archeologo)

La quota non comprende:

  • I voli internazionali
  • Il supplemento per la camera singola
  • Le bevande
  • Le visite e le escursioni non indicati nel programma
  • Le mance (facoltative)
  • Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Per chi volesse c’è la possibilità di stipulare in fase di conferma del viaggio la polizza annullamento di ACI Global S.p.A.
Per ulteriori informazioni prego contattare Piste Nomadi.

VISTI E PERMESSI

Visti e documenti: Per entrare in Turchia è necessario il passaporto o la carta di identità valida per l’espatrio, con almeno cinque mesi di validità residua. E’ inoltre consentito l’ingresso con la sola carta di identità valida per l’espatrio, cartacea o elettronica, in condizioni di perfetta integrità e con una validità residua di almeno 5 mesi, per coloro che entrano in Turchia per via aerea.

INFO UTILI

ALLOGGI: Si alloggia in hotel confortevoli e ben attrezzati, con tutti i servizi necessari.

PASTI: Tutti i pasti durante il viaggio sono compresi. La tradizione gastronomica turca, ricca di spezie ed erbe aromatiche, è un’espressione ricca e variegata dell’arte culinaria ottomana, che fonde influenze mediorientali, balcaniche, caucasiche e dell’Asia centrale. Anche i viaggiatori vegetariani potranno trovare diverse opzioni adatte a loro.

PERCORSO E MEZZI: L’organizzazione dei trasporti è adattata al numero effettivo di partecipanti. Le strade, in generale, sono in buone condizioni. Pur mantenendo tutte le visite previste dal programma, l’itinerario potrà subire leggere modifiche per motivi tecnici o logistici; anche l’ordine delle visite nella città potrebbe essere variato. Eventuali cambiamenti saranno valutati direttamente in loco dalla guida locale insieme all’accompagnatore, secondo la viabilità del momento. I tempi di percorrenza sono stati verificati, ma occorre considerare possibili imprevisti e che il traffico nelle zone urbane può essere particolarmente intenso.

CLIMA: Nel mese di aprile il paese gode di un clima mite e piacevole, con temperature medie diurne intorno ai 20/22°C, ideali per visitare sia le città sia i siti archeologici. È presente una escursione termica tra il giorno e la notte, quindi è consigliato vestirsi a strati, in modo pratico e flessibile alle diverse situazioni climatiche. Per accedere ai santuari e alle moschee è richiesto un abbigliamento con gambe e braccia coperte; le donne devono inoltre indossare un foulard.

INTERNET: La connessione Wi-Fi è garantita in tutte le strutture ed anche in diversi ristoranti.

CAMBIO VALUTA: È possibile cambiare valuta sia in aeroporto che in tutti i principali centri urbani. In caso di necessità, la guida locale fornirà assistenza nella ricerca di servizi di cambio anche in zone meno servite. Pur essendo le carte di credito utilizzate, si raccomanda di disporre anche di contanti per eventuali necessità.

Mappa

 

TAPPE DEL VIAGGIO

1. Gaziantep
12. Deyrulzafaran
2. Sanliurfa
13. Mardin
3. Gobekli Tepe
14. Dara
4. Karahan Tepe
15. Nusaybin
5. Saiburc
16. Midyat
6. Sanliurfa
17. Mor Gabriel Monastery
7. Cendere
18. Midyat
8. Kocahisar
19. Hasankeyf
9. Nemrut Dagı
20. Malabadi
10. Diyarbakır
21. Diyarbakır
11. Mardin

 

Preventivo

Galleria fotografica

Zeugma, Museo del Mosaico

Hasankeyf

Karahan Tepe

Gobekli Tepe

Sanliurfa, Balıklı Gol

Alba su Mardin

Cima del Monte Nemrut Dagı

Nemrut Dagı, le teste giganti

Dara, le tombe

Dara

Caffè turco

Baklava, tipico dolce turco

Nemrut Dagı, l’aquila

Nemrut Dagı, Zeus-Oromasde

Gelato turco

Dara, tombe sotterranee

Sanliurfa, Museo Archeologico

Gobekli Tepe, dettagli

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