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Afghanistan

Un grande viaggio nel cuore perduto dell’Asia fino al minareto di Jam

date

Date

Dal 31 agosto al 12 settembre 2027
durata

Durata

13 giorni
guida

Guida

Guida di Piste Nomadi
gruppo

Partecipanti

Massimo 12 viaggiatori

In pillole

INTRODUZIONE

Ci sono luoghi in cui la storia non è racchiusa nei musei, ma continua a emergere dal paesaggio, dalle rovine e dalle strade che conducono verso antiche città. Questo viaggio conduce nel cuore di un’Asia ancora poco conosciuta, lungo antiche rotte che per millenni hanno collegato Oriente ed Occidente. Un itinerario alla scoperta di città leggendarie, antichi regni, stupa buddhisti, moschee, santuari, fortezze e mercati, attraversando alcuni dei paesaggi più spettacolari e remoti della regione. Il viaggio inizia a Kabul, dove si incontrano alcuni dei luoghi simbolo della capitale: i Giardini di Babur e la celebre Chicken Street, un tempo tappa dell’Hippie Trail e oggi cuore dell’artigianato cittadino. Si lascia quindi la capitale per raggiungere Bamyan, attraversando le montagne dell’Afghanistan centrale. Qui si visitano le rovine di Shahr-e Gholghola, la “Città delle Urla”, e la celebre parete rocciosa dei Buddha di Bamyan, con le gigantesche nicchie e le antiche grotte scavate nella montagna. Un paesaggio che racconta la grande storia della Via della Seta, dalla civiltà buddhista alle devastazioni del passato più recente. Da Bamyan si raggiunge Band-e Amir, spettacolare successione di laghi turchesi incastonati a quasi 3.000 metri di altitudine, circondati dalle montagne dell’Hazarajat. Si torna quindi verso le regioni più remote dell’Afghanistan centrale, lasciando progressivamente le rotte più conosciute per addentrarsi nelle vallate della provincia di Ghor. Si raggiunge Cheqcheran, capoluogo della provincia, attraverso paesaggi montani ancora pressoché incontaminati e territori dove la presenza umana si fa sempre più rara. Da qui il viaggio assume un carattere ancora più esplorativo e avventuroso: dopo un lungo trasferimento attraverso vallate isolate si raggiunge il leggendario Minareto di Jam, uno dei monumenti più straordinari e remoti dell’Afghanistan. Alto circa 65 metri e costruito alla fine del XII secolo dalla dinastia ghuride, il minareto emerge solitario dal fondovalle, circondato dalle montagne. Patrimonio dell’Umanità UNESCO, rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’architettura islamica medievale e raggiungerlo significa affrontare uno dei percorsi più difficili e spettacolari dell’intero itinerario. Dopo la visita si prosegue fino a Chest, attraversando per ore un territorio selvaggio e scarsamente abitato. Dalle montagne del Ghor si procede quindi verso Herat, una delle grandi città storiche del Khorasan. Qui si visitano la Moschea del Venerdì, la Cittadella, il Museo della Jihad, il Mausoleo di Gawhar Shad Begum, il Santuario di Khwaja Abdullah Ansari e gli imponenti minareti timuridi, per poi immergersi nelle vie del centro storico, tra antichi caravanserragli, botteghe e testimonianze di una città che per secoli è stata crocevia di culture, commerci e grandi civiltà. Il viaggio torna quindi a Kabul, dove si incontrano altre testimonianze della storia del Paese, dal Palazzo Dar ul-Aman al suggestivo Santuario di Sakhi, fino all’OMAR Land Mine Museum e all’incontro con lo storico fotografo Haji Mirzaman, custode dell’antica tradizione della kamra-e-faoree, la macchina fotografica artigianale che per decenni ha accompagnato i fotografi di strada afghani. L’ultima parte del viaggio conduce nel nord del Paese, alla scoperta di Mazar-i Sharif e di Balkh, l’antica Bactra, annoverata tra le città più antiche dell’Asia. Qui, a breve distanza gli uni dagli altri, si trovano la Moschea delle Nove Cupole, la Moschea Verde, le mura dell’antica cittadella, la casa tradizionalmente indicata come luogo di nascita di Rumi e i resti di un antico caravanserraglio. Un luogo in cui si intrecciano le tracce della civiltà battriana, l’eredità del mondo ellenistico, la diffusione del buddhismo e dello zoroastrismo, fino all’arrivo e alla profonda influenza dell’Islam. Si rientra quindi a Mazar-i Sharif per visitare la spettacolare Moschea Blu, con le sue migliaia di piastrelle blu e turchesi, prima del volo per Kabul. Una cena finale conclude un itinerario intenso e fuori dalle rotte tradizionali, attraverso città leggendarie, montagne remote, vallate quasi sconosciute, antiche rotte commerciali e le tracce di civiltà e imperi che per millenni hanno fatto di questa regione uno dei grandi crocevia della storia asiatica.

Accompagna il viaggio una guida di Piste Nomadi, con l’ausilio di una esperta guida locale parlante inglese. Previsto un massimo di 12 viaggiatori.

PUNTI DI FORZA

Natura selvaggia e mozzafiato
Herat
Kabul
Mazar-i Sharif
Shahr-e Gholghola
Balkh
Le enormi nicchie di Bamyan
La storia di queste regioni
I laghi di Band-e Amir
Il minareto di Jam
I bazar locali
Sorrisi e ospitalità della gente

Itinerario

1°g. Martedì 31 agosto, partenza per Kabul: Per conoscere la migliore opzione di volo dal vostro aeroporto di partenza, vi invitiamo a contattare Piste Nomadi.

2°g. 1/9 Kabul: Arrivo all’aeroporto di Kabul, accoglienza da parte della guida locale e trasferimento presso il Park Star Hotel dove le camere saranno subito a disposizione. Dopo un momento di relax, si pranza e si dedica il pomeriggio alla visita della città. Si dà inizio alla scoperta di Kabul raggiungendo una delle colline che dominano la città, dove sorge la grande bandiera nazionale, oggi divenuta uno dei simboli più riconoscibili del nuovo governo. Proprio accanto alla bandiera si trova un luogo tristemente noto della storia recente della capitale: una piscina ormai vuota che, in passato, fu utilizzata per l’esecuzione degli oppositori politici. Le visite proseguono con i Giardini di Babur, uno dei luoghi più significativi di Kabul. Realizzati per volontà dell’imperatore moghul Babur, fondatore della dinastia, questi eleganti giardini terrazzati rappresentano un’oasi di pace e verde nel cuore della città e custodiscono il mausoleo dello stesso sovrano. Successivamente si prosegue verso una delle strade più celebri di Kabul, la Chicken Street, situata a pochi minuti a piedi dall’hotel. Il suo nome deriva dal fatto che in passato vi si commerciavano pollame e animali, anche se oggi la strada è soprattutto conosciuta per le botteghe di tappeti, artigianato, gioielli, lapislazzuli e oggetti d’antiquariato. Tra gli anni Sessanta e Settanta divenne una delle tappe simbolo dell’Hippie Trail, il lungo itinerario terrestre che collegava l’Europa all’India e al Nepal. Viaggiatori provenienti da tutto il mondo vi si fermavano per acquistare abiti, tessuti, gioielli e manufatti locali, contribuendo a trasformarla in uno dei luoghi più cosmopoliti della capitale. Si conclude questa prima giornata alla scoperta dell’Afghanistan con una cena tipica, occasione per assaporare i sapori autentici della cucina afghana.

3°g. 2/9 Kabul – Bamyan: Si lascia Kabul e si imbocca la strada verso nord-ovest, addentrandosi nel paesaggio montuoso dell’Afghanistan centrale. Dopo circa cinque ore e mezza di viaggio, 184 km, si raggiunge la valle di Bamyan. Man mano che ci si allontana dalla capitale, il paesaggio urbano lascia spazio a valli, passi montani e piccoli villaggi rurali. Lungo il percorso si incontrano spesso tombe adornate con bandiere dai colori vivaci: sono i monumenti dedicati ai martiri talebani, caduti durante i lunghi e drammatici anni di guerra che hanno segnato la storia recente dell’Afghanistan. Giunti a Bamyan, dopo il pranzo, iniziano le visite dalla vicina Shahr-e Gholghola, la “Città delle Urla”. Arroccata sulla sommità di una collina, la città fortificata domina il paesaggio circostante e conserva i resti di mura, abitazioni e della sua antica cittadella. La sua fama è legata soprattutto agli eventi del 1221, durante l’invasione mongola dell’Afghanistan. Secondo la tradizione, Mutukan, figlio di Chagatai Khan e nipote di Gengis Khan, venne ucciso durante i combattimenti sotto le mura della città. La sua morte scatenò la furia di Gengis Khan, che ordinò la distruzione della città e il massacro dei suoi abitanti. Da questo tragico episodio deriverebbe il nome di “Città delle Urla”, talvolta tradotto anche come “Città del Dolore”. Terminata la visita, si raggiunge quello che è probabilmente il luogo più iconico di tutto l’Afghanistan: la parete rocciosa di Bamyan che ospitava le gigantesche statue dei Buddha. Tra il VI e il VII secolo, direttamente nella roccia sono state scolpite due monumentali rappresentazioni del Buddha, alte circa 55 e 38 metri. Per secoli hanno dominato la valle, testimoniando il ruolo di Bamyan come uno dei più importanti centri del buddhismo lungo le rotte della Via della Seta. Intorno alle statue si sviluppò un vastissimo complesso di grotte, celle monastiche e luoghi di culto, frequentato da monaci e pellegrini provenienti da diverse regioni dell’Asia. Bamyan divenne così un importante punto d’incontro tra le culture dell’India, dell’Asia centrale e del mondo iranico. Nel marzo 2001, le due statue furono distrutte dai Talebani. Oggi rimangono le enormi nicchie scavate nella parete rocciosa e le numerose grotte che circondano il complesso, alcune delle quali conservano ancora tracce delle antiche decorazioni. Dal 2003, il paesaggio culturale e i resti archeologici della valle di Bamyan sono inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. La visita inizia dalla grande nicchia occidentale, dove si trovava il Buddha maggiore, alto circa 55 metri. Nonostante le sue maggiori dimensioni, venne realizzato successivamente rispetto al Buddha orientale. Con una piacevole passeggiata lungo la parete rocciosa si raggiunge quindi la seconda grande nicchia, quella orientale, che ospitava il Buddha più antico e più piccolo. Per chi lo desidera, è possibile percorrere la scalinata scavata nella roccia e salire fino alla parte superiore della nicchia, raggiungendo il punto in cui si trovava la testa della statua. La salita presenta alcuni tratti ripidi ed esposti e non è quindi adatta a tutti. Chi preferisce non affrontarla può attendere alla base oppure visitare alcune delle antiche celle di meditazione situate lungo il percorso. In questi ambienti sono ancora visibili tracce delle decorazioni originali e alcune raffigurazioni del Buddha, deliberatamente sfigurate durante le campagne iconoclaste. La giornata si conclude con un’ultima testimonianza della storia più recente dell’Afghanistan: in un prato di fronte a una base militare si trovano alcuni carri armati sovietici abbandonati e dipinti con colori vivaci. Una curiosa e potente testimonianza del passato recente del Paese, che contrasta con le millenarie testimonianze archeologiche della valle. Pernottamento presso il Bamyan Royal Hotel.

4°g. 3/9 Bamyan – Band-e Amir: La giornata inizia con una passeggiata nel piccolo e caratteristico bazar di Bamyan, tra botteghe e bancarelle frequentate dagli abitanti: un’occasione per osservare da vicino la vita quotidiana della città. Nascosto tra le botteghe del mercato si trova anche un piccolo negozio di antiquariato locale, interessante per curiosare tra oggetti e testimonianze della cultura tradizionale afghana. Terminata la visita si parte in direzione ovest e, dopo circa un’ora e mezza di viaggio (83 km), si raggiunge l’ingresso del Parco Nazionale di Band-e Amir. Poco dopo l’ingresso si effettua la prima sosta, a quasi 3.000 metri di altitudine, per ammirare uno dei paesaggi naturali più spettacolari dell’Afghanistan. Istituito nel 2009, Band-e Amir è il primo parco nazionale del Paese. Incastonata tra le montagne dell’Hazarajat si apre una spettacolare successione di sei laghi dalle acque di un intenso colore blu e turchese, separati da naturali dighe di travertino formatesi nel corso di migliaia di anni. Il paesaggio colpisce per il contrasto tra le acque cristalline, le bianche formazioni calcaree e le aride montagne dell’Afghanistan centrale. Dopo una seconda sosta panoramica si prosegue fino alle sponde di uno dei laghi, dove si lasciano i mezzi. Attraversato un piccolo mercato locale, si raggiunge la riva e ci si trova finalmente davanti alle spettacolari acque turchesi di Band-e Amir. Si può quindi vivere il lago in modo originale con un giro sui caratteristici pedalò a forma di cigno, diventati una delle immagini più curiose e riconoscibili di Band-e Amir. Chi preferisce non salire sul pedalò può rilassarsi sulla riva, sorseggiando un tradizionale tè locale, godendosi il paesaggio o scambiando qualche parola con la gente del luogo, sempre ospitale e curiosa di conoscere i visitatori. Ci si sposta poi poco lontano per un’altra sosta in un punto panoramico, per ammirare ancora una volta dall’alto le diverse tonalità di blu dei laghi e le montagne circostanti. Pernottamento in una guesthouse locale nelle vicinanze dei laghi.

5°g. 4/9 Band-e Amir – Cheqcheran: La giornata è dedicata al trasferimento verso Cheqcheran, capoluogo della provincia di Ghor, attraverso uno dei paesaggi più spettacolari e remoti dell’Afghanistan centrale. La strada si inoltra tra vallate, altipiani e montagne, attraversando un territorio caratterizzato da una natura ancora pressoché incontaminata e da piccoli villaggi rurali. Il percorso offre l’occasione di osservare da vicino la vita quotidiana delle comunità che abitano queste regioni montuose, lontano dai principali centri urbani e dalle rotte turistiche. Il viaggio prosegue lentamente, con soste fotografiche e brevi pause lungo il percorso. Arrivo a Cheqcheran nel tardo pomeriggio, dopo circa nove ore e mezza di viaggio e sistemazione presso una guesthouse locale. Per informazioni dettagliate sulle caratteristiche degli alloggi, si veda la sezione “Info utili”.

6°g. 5/9 Cheqcheran – Jam – Chest: La giornata inizia con un lungo trasferimento verso uno dei luoghi più remoti e sorprendenti dell’Afghanistan: il Minareto di Jam, capolavoro dell’architettura islamica medievale e straordinaria testimonianza della potenza della dinastia ghuride. Da Cheqcheran il percorso richiede circa 5 ore di viaggio, attraversando vallate isolate e paesaggi montani dove la presenza umana si fa sempre più rara. All’arrivo, quasi all’improvviso, appare nel fondovalle la celebre torre in mattoni, alta circa 65 metri, che si innalza solitaria in un ambiente spettacolare, circondata dalle montagne e lontanissima dai principali centri abitati. Costruito alla fine del XII secolo, il minareto è decorato da elaborate fasce di iscrizioni e motivi geometrici e rappresenta una delle più importanti testimonianze dell’arte islamica dell’epoca. La visita del Minareto di Jam, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è uno dei momenti più emozionanti del viaggio: raggiungerlo richiede tempo, pazienza e un lungo percorso attraverso una delle regioni più remote del Paese, rendendo ancora più straordinario l’incontro con questo monumento, rimasto isolato per secoli tra le montagne. Terminata la visita, si riparte per Chest, affrontando altre 8–9 ore di viaggio attraverso un territorio selvaggio e scarsamente abitato. L’arrivo è previsto in serata, dopo una delle giornate più lunghe e avventurose dell’intero itinerario. Pernottamento presso una guesthouse locale.

7°g. 6/9 Chest – Herat: Dopo le lunghe giornate trascorse tra le montagne del Ghor, il viaggio prosegue verso Herat, una delle città più affascinanti e ricche di storia dell’Afghanistan. Il trasferimento richiede circa 7 ore, durante le quali il paesaggio cambia progressivamente: dalle vallate montuose e dagli altipiani del Ghor si procede verso territori più aperti, seguendo antiche direttrici che per secoli hanno collegato l’Afghanistan occidentale alle regioni dell’Iran e dell’Asia centrale. L’arrivo a Herat segna quasi un ritorno alla civiltà dopo l’isolamento dei giorni precedenti. Situata nell’Afghanistan occidentale, non lontano dal confine con l’Iran, Herat è una delle città storiche più importanti della regione. La sua posizione lungo le antiche vie commerciali ne fece per secoli un importante centro di scambi, cultura e arte. La città conserva ancora numerose testimonianze del suo passato e alcuni dei più importanti monumenti dell’architettura islamica afghana. Pernottamento presso l’Hotel Helal Hariva International.

8°g. 7/9 Herat: Le visite della città iniziano dalla Moschea del Venerdì, uno dei monumenti principali di Herat. Le sue origini risalgono almeno all’epoca ghuride, ma il complesso fu ampliato, modificato e trasformato nel corso dei secoli, assumendo progressivamente l’aspetto che conserva ancora oggi. Il grande cortile interno, circondato da splendide decorazioni in piastrelle con motivi geometrici, floreali e calligrafici, rappresenta uno dei più raffinati esempi di arte islamica dell’Afghanistan. È possibile accedere al grande cortile centrale e ammirare da vicino la ricchezza delle decorazioni. Usciti dalla moschea, si visita una piccola fabbrica artigianale di ceramiche situata sul lato sinistro dell’edificio, dove vengono ancora realizzate e decorate a mano le piastrelle destinate alla moschea e ad altri edifici della città. Sul lato destro si trovano invece alcuni piccoli negozi di antiquariato e gioielli, dove è possibile curiosare tra oggetti e manufatti della tradizione locale. Si riprendono quindi le auto per raggiungere la cittadella di Herat, tradizionalmente collegata alla fondazione della città da parte di Alessandro Magno. La maestosa fortezza attraversò oltre duemila anni di storia, venendo utilizzata, ampliata e trasformata dalle numerose dinastie e potenze che si succedettero nella regione. Danneggiata durante l’invasione mongola, venne successivamente utilizzata dai Timuridi e, in epoca moderna, assunse nuovamente una funzione militare durante i conflitti che coinvolsero britannici, sovietici e forze statunitensi. Fino al 2009 infatti, la cittadella ospitò una base militare. Successivamente venne avviato un importante progetto di restauro, sostenuto dalla Germania e dall’Aga Khan Foundation, che permise di recuperare buona parte della struttura e di restituirla alla città come importante monumento storico. Terminata la visita, si raggiunge l’area immediatamente esterna alle mura, dove si trovano alcune piccole botteghe di artigianato locale. Le visite proseguono con un luogo particolarmente interessante e insolito: il Museo della Jihad. All’esterno sono esposti numerosi mezzi e materiali militari utilizzati nei conflitti che hanno attraversato l’Afghanistan, tra cui carri armati, elicotteri, aerei e razzi. All’interno si trova invece un grande diorama panoramico dedicato alla guerra sovietico-afghana e alla resistenza dei combattenti afghani contro l’occupazione sovietica. La visita offre un punto di vista fortemente legato alla memoria afghana e permette di approfondire uno dei capitoli fondamentali della storia contemporanea del Paese. La giornata si conclude con una piacevole passeggiata tra le vie del centro storico di Herat, dove, nascosti tra le strette strade cittadine, si incontrano alcuni antichi caravanserragli, testimonianza del ruolo che la città ha svolto per secoli lungo le grandi rotte commerciali dell’Asia.

9°g. 8/9 Herat – Kabul: Si iniziano le visite della giornata con il mausoleo di Gawhar Shad Begum, una delle figure più importanti della storia timuride. Nelle sue vicinanze si conserva uno dei monumentali minareti appartenenti all’antico complesso religioso. Poco distante si possono ammirare altri quattro grandi minareti superstiti, ciò che rimane di uno dei più importanti complessi architettonici dell’epoca timuride, un tempo molto più vasto. Successivamente ci si reca al santuario di Khwaja Abdullah Ansari, celebre mistico sufi, poeta e teologo originario di Herat. La sua tomba divenne, già nei secoli successivi alla sua morte, un importante luogo di pellegrinaggio e ancora oggi rappresenta uno dei principali luoghi spirituali della città. Ci si dirige poi verso l’aeroporto con una sosta per ammirare un imponente ponte risalente al XIII secolo, la cui architettura ricorda quella dei grandi ponti storici di Isfahan, in Iran. Raggiunto l’aeroporto, si prende il volo Herat–Kabul 16.00 – 17.00 (orari da confermare). Giunti nella capitale, pernottamento presso lo stesso hotel utilizzato in precedenza.

10°g. 9/9 Mazar-i Sharif – Balkh – Kabul: Si lascia l’hotel per raggiungere l’aeroporto e prendere il volo Kabul – Mazar-i Sharif, 11.00 – 12.00 (orari da confermare). Arrivati a Mazar-i Sharif, si prende la strada in direzione nord-ovest e, dopo circa 45 minuti di viaggio, si raggiunge Balkh, una delle città più antiche e affascinanti dell’intera regione. Antico cuore della Battriana, Balkh era già conosciuta in epoca classica con il nome di Bactra e rappresentava uno dei principali centri della zona, attraversata dalle grandi vie commerciali che collegavano Oriente ed Occidente. Nei secoli successivi divenne inoltre uno dei più importanti centri culturali e religiosi del Khorasan islamico. Il sito archeologico di Balkh è molto esteso e comprende monumenti appartenenti a epoche diverse, testimonianza della straordinaria stratificazione storica della città. La prima tappa è la Moschea delle Nove Cupole (Haji Piyada), uno dei più antichi monumenti islamici dell’Afghanistan, risalente probabilmente al IX secolo. L’edificio, con le sue eleganti decorazioni in stucco e le caratteristiche nove cupole, rappresenta una delle testimonianze più importanti dell’architettura islamica delle origini in Asia centrale e meridionale. Secondo una tradizione locale, il luogo sarebbe sorto su un precedente tempio zoroastriano, a testimonianza della lunga successione di culti e civiltà che caratterizzò Balkh. Si prosegue con una sosta davanti alla Moschea Verde, uno dei principali monumenti islamici di Balkh, ammirandone dall’esterno le caratteristiche decorazioni e l’imponente facciata. Da qui si prosegue a piedi nel vivace mercato che si sviluppa accanto alla moschea, tra botteghe e bancarelle che permettono di immergersi nella vita quotidiana della città. Si continua quindi con un percorso lungo le mura dell’antica cittadella, tradizionalmente associata ad Alessandro Magno. Le imponenti fortificazioni, che dominano ancora oggi il paesaggio circostante, hanno una storia molto più complessa e stratificata di quanto suggerisca il nome e furono più volte ricostruite e distrutte nel corso dei secoli, fino alla devastazione provocata dalle invasioni mongole. Si raggiunge quindi la casa tradizionalmente indicata come luogo di nascita di Jalal al-Din Rumi, uno dei più grandi poeti e mistici della tradizione persiana. L’edificio è stato restaurato con il sostegno della Turchia ed è oggi un luogo particolarmente significativo per la memoria culturale di Balkh. Poco distante si visita un antico caravanserraglio, quasi nascosto tra campi e alberi da frutto. Le sue rovine ricordano il ruolo fondamentale che Balkh ebbe per secoli come crocevia commerciale lungo le grandi rotte dell’Asia centrale e meridionale. Si conclude la visita del sito archeologico raggiungendo un altro tratto delle imponenti mura dell’antica fortezza, da cui è possibile cogliere meglio l’estensione dell’antica città. Balkh è particolarmente affascinante perché, nell’arco di pochi chilometri, permette di attraversare oltre duemila anni di storia, dalla Battriana preislamica al mondo ellenistico, dal buddhismo e dallo zoroastrismo alla grande civiltà islamica del Khorasan. Terminata la visita, si rientra a Mazar-i Sharif dove si soggiorna presso il Burj Ghazanfar Hotel. Dopo cena, prima di concludere la giornata, non può mancare un assaggio del celebre gelato al melone di Mazar, una delle specialità locali più curiose e amate della città.

11°g. 10/9 Mazar-i Sharif – Kabul: Si lascia la città per imboccare la strada in direzione sud-est e, dopo circa due ore di viaggio, si raggiunge Samangan, dove si visita il suggestivo Takht-e Rostam, il “Trono di Rostam”. Si tratta di uno dei siti archeologici più sorprendenti dell’Afghanistan settentrionale: un antico stupa buddhista scavato direttamente nella roccia, circondato da celle e ambienti monastici. Risalente all’epoca in cui il buddhismo era profondamente radicato in Battriana, il complesso testimonia l’importanza di Samangan lungo le antiche vie che collegavano l’Asia centrale con l’India. Il nome del sito appartiene invece alla tradizione persiana e richiama il leggendario eroe Rostam. Terminata la visita, si riprende la strada verso Mazar-i Sharif e, lungo il percorso, si effettua una sosta al Jahan-Nama Palace, elegante testimonianza dell’Afghanistan di Amanullah Khan, il sovrano che nei primi decenni del Novecento tentò di trasformare il Paese in uno Stato moderno e indipendente. Il nome Jahan-Nama significa “Specchio del mondo” e l’architettura del palazzo riflette quell’apertura verso il mondo esterno e quel desiderio di rinnovamento che caratterizzarono il regno di Amanullah. Il palazzo fu utilizzato come residenza reale e, negli anni successivi, venne occupato anche dalle forze sovietiche durante l’intervento in Afghanistan: all’interno sono ancora visibili alcune tracce della loro presenza sui muri dell’edificio. Di fronte al palazzo si trova una grande piscina, oggi luogo di ritrovo per i giovani della zona, offrendo uno spaccato della vita quotidiana lontano dai principali monumenti del Paese. Giunti a Mazar, si raggiunge il monumento simbolo della città: la celebre Moschea Blu, ufficialmente Santuario di Hazrat Ali. Il complesso è legato alla tradizione secondo cui qui sarebbe stato sepolto Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del profeta Maometto e quarto califfo dell’Islam. Secondo la tradizione, la tomba sarebbe rimasta nascosta per secoli e sarebbe stata identificata nel XII secolo durante il regno del sultano selgiuchide Ahmad Sanjar. Il santuario venne poi sviluppato e ampliato soprattutto durante l’epoca timuride. La caratteristica più spettacolare sono le migliaia di piastrelle smaltate blu e turchesi che ricoprono cupole, minareti e facciate, trasformando l’intero complesso in uno dei più straordinari esempi dell’architettura islamica dell’intera regione. Particolarmente suggestivo è il grande cortile interno, animato quotidianamente da fedeli e visitatori e popolato dalle caratteristiche colombe bianche del santuario. Terminata la visita, ci si sposta a piedi nel bazar poco distante, dove è possibile curiosare tra negozi di souvenir, tappeti, gioielli e piccoli oggetti dell’artigianato locale. Si raggiunge quindi l’aeroporto per prendere il volo Mazar-i Sharif–Kabul 18.30 – 19.30 (orari da confermare). Arrivati nella capitale, si pernotta nello stesso hotel utilizzato in precedenza.

12°g. 11/9 Kabul: La giornata odierna è dedicata alle visite nella capitale e inizia con il suggestivo Santuario di Sakhi (Ziyarat-e Sakhi), situato ai piedi della collina di Asamayi. Le sue cupole e le decorazioni dai toni blu e turchesi emergono scenograficamente tra le abitazioni di Kabul, creando uno degli scorci più caratteristici della città. Il santuario è dedicato alla memoria di Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del profeta Maometto e quarto califfo dell’Islam. Secondo la tradizione, proprio in questo luogo Ali avrebbe sostato durante il suo viaggio verso Kabul. Di fronte al santuario si estende un ampio cimitero, che contribuisce a creare l’atmosfera particolarmente suggestiva e raccolta del luogo. Terminata la visita si raggiunge il celebre Bird Market, il tradizionale mercato degli uccelli: una stretta e vivace viuzza dove gabbie di ogni dimensione, richiami e cinguettii si mescolano alle animate contrattazioni dei venditori. Un luogo autentico e fuori dal tempo, che offre l’occasione di immergersi nella quotidianità della capitale e di coglierne l’atmosfera più genuina. Si prosegue poi con la scoperta dell’OMAR Land Mine Museum, un piccolo ma significativo museo dedicato alle mine e agli ordigni inesplosi, una delle più pesanti eredità lasciate dai decenni di conflitto in Afghanistan. Fondato nel 1994 dall’Organization for Mine Clearance and Afghan Rehabilitation (OMAR), il museo permette di conoscere da vicino il problema delle mine disseminate sul territorio e le drammatiche conseguenze che continuano ad avere sulla popolazione civile. La visita racconta anche il lavoro degli sminatori e le attività di sensibilizzazione rivolte soprattutto alle comunità rurali e ai bambini, ai quali viene insegnato come riconoscere ed evitare mine e ordigni inesplosi. Particolarmente toccante è il breve filmato proiettato all’interno di un vecchio aereo, che racconta attraverso immagini e testimonianze il problema delle mine nei villaggi afghani e il loro impatto, soprattutto sui bambini. All’esterno del museo sono inoltre conservati diversi mezzi e materiali militari appartenuti alle forze coinvolte nei conflitti che hanno attraversato l’Afghanistan negli ultimi decenni, offrendo un ulteriore spunto per comprendere la complessa storia contemporanea del Paese. Terminata la visita, ci si sposta poco lontano per incontrare uno degli ultimi rappresentanti di una tradizione fotografica ormai quasi scomparsa: Haji Mirzaman, storico fotografo di Kabul, diventato negli anni una vera e propria icona della città. Da oltre mezzo secolo utilizza una tradizionale kamra-e-faoree, la caratteristica macchina fotografica in legno utilizzata per decenni dai fotografi di strada afghani. Si tratta di un apparecchio straordinario, capace di funzionare contemporaneamente come macchina fotografica e camera oscura: l’immagine viene impressionata e sviluppata direttamente all’interno della cassetta attraverso un procedimento completamente artigianale, permettendo di ottenere la fotografia in pochi minuti. Tempo permettendo, chi lo desidera può farsi realizzare un ritratto con la tradizionale macchina fotografica (il costo indicativo del ritratto è di circa 30 USD). Successivamente ci si reca allo storico Palazzo Dar ul-Aman, una delle costruzioni più imponenti e celebri di Kabul. Edificato negli anni Venti per volere di Amanullah Khan, il palazzo fu concepito come simbolo della modernizzazione dell’Afghanistan. Restaurato dopo anni di abbandono, si trova di fronte al Parlamento afghano, ma attualmente non viene utilizzato dal nuovo regime. La giornata e, con essa, il viaggio, si concludono con una cena tipica, l’occasione per brindare insieme alla fine di questa straordinaria avventura attraverso l’Afghanistan. Pernottamento presso lo stesso hotel utilizzato in precedenza.

13°g. Domenica 12 settembre, volo di rientro: I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.

Costi

COSTO DEL VIAGGIO € 4300

SUPPL. SINGOLA € 380 (non disponibile a Cheqcheran e Chest)

La quota comprende:

  • Polizza Base Medico/Bagaglio di Unipol Assicurazioni S.p.A. (Spese Mediche 300.000, Bagaglio 1.000)
  • I pernottamenti presso le strutture riportate nel programma
  • I trasporti indicati nel programma
  • Le visite e le escursioni descritte nel programma
  • Le entrate e gli ingressi ai siti
  • Tutti i permessi locali
  • La pensione completa
  • Le bevande durante i pasti (succhi di frutta, tè e altre bevande analcoliche)
  • Acqua in bottiglia sempre inclusa durante tutto l’itinerario
  • La presenza dell’accompagnatore dall’Italia
  • La presenza della guida locale parlante inglese
  • I 3 voli interni

La quota non comprende:

  • I voli internazionali
  • Il visto
  • Il supplemento per la camera singola (non disponibile a Cheqcheran e Chest)
  • Le visite e le escursioni non indicate nel programma
  • Le mance (facoltative)
  • Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

ASSICURAZIONI

Per chi volesse c’è la possibilità di stipulare in fase di conferma del viaggio la polizza annullamento di Unipol Assicurazioni S.p.A.

Per ulteriori informazioni prego contattare Piste Nomadi.

VISTI E DOCUMENTI

Il passaporto deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista. Per i cittadini italiani che desiderano recarsi in Afghanistan, è necessario ottenere un visto d’ingresso. Il visto ha un costo di circa 130 USD e Piste Nomadi fornisce tutta l’assistenza necessaria alla compilazione del modulo di richiesta del visto.

INFO UTILI

ALLOGGI: Un viaggio in Afghanistan richiede capacità di adattamento e flessibilità, indispensabili per affrontare le varie circostanze. Durante il viaggio si soggiorna nei migliori hotel disponibili nelle diverse località, tutti scelti anche per la loro posizione particolarmente favorevole. A Kabul si alloggia al Park Star Hotel, a Mazar-i Sharif al Mazar Burj Ghazanfar Hotel, a Herat presso l’Helal Hariva International Hotel, la sistemazione di livello più elevato del viaggio, con comfort e servizi paragonabili agli standard occidentali, e a Bamyan presso il Bamyan Royal Hotel. Le strutture sono generalmente semplici, ma pulite e dotate di bagno privato, asciugamani e dei principali servizi essenziali. È tuttavia importante considerare che gli standard alberghieri afghani non sono sempre paragonabili a quelli europei e possono verificarsi alcuni inconvenienti, come problemi idraulici o interruzioni temporanee della corrente elettrica. A Bamyan, ad esempio, l’elettricità viene generalmente interrotta durante la notte, indicativamente dalle 23:00 alle 6:00. Si tratta quindi di sistemazioni adeguate al contesto locale, selezionate tra le migliori disponibili, ma per le quali è necessario partire con una certa flessibilità e spirito di adattamento. Una menzione particolare va ai tre pernottamenti previsti durante il percorso verso il Minareto di Jam, a Band-e Amir, Cheqcheran e Chest, che si svolgeranno in strutture molto semplici. A Band-e Amir si pernotta in una piccola guesthouse nei pressi di uno dei laghi, molto semplice ma con bagni privati. A Cheqcheran si pernotta in una guesthouse essenziale, con circa 8-9 camere, delle quali solo una parte dispone di bagno privato; le restanti camere utilizzano servizi igienici in comune. Le stanze sono arredate con semplici lettini e la cena viene consumata insieme al padrone di casa, in un contesto genuino ma spartano. A Chest, invece, l’accoglienza è ancora più essenziale: uomini e donne dormiranno separatamente, in due ampi stanzoni con tappeti e materassini, utilizzando bagni in comune. Per entrambe le notti a Cheqcheran e Chest non sarà pertanto possibile garantire la sistemazione in camera singola. Il nostro corrispondente locale provvederà a portare direttamente da Kabul lenzuola pulite per ciascun partecipante. Chi lo preferisce potrà comunque portare con sé il proprio sacco a pelo o sacco-lenzuolo. Si tratta di tre pernottamenti particolarmente spartani, ma indispensabili per poter raggiungere il Minareto di Jam e attraversare una delle aree più remote e autentiche dell’itinerario.

PERCORSO & MEZZI: L’itinerario alterna voli interni e trasferimenti via terra, cercando di rendere gli spostamenti il più possibile funzionali al viaggio. Alcune giornate prevedono diverse ore di viaggio su strada, indispensabili per raggiungere le località più remote dell’itinerario. In particolare, tre giornate presentano trasferimenti particolarmente impegnativi: da Band-e Amir a Cheqcheran, circa 9 ore e mezza; da Cheqcheran a Jam e successivamente a Chest, con circa 5 ore fino a Jam e altre 8-9 ore fino a Chest; infine da Chest a Herat, circa 7 ore. I tempi di percorrenza indicati nel programma sono frutto dell’esperienza diretta sul posto e sono da considerarsi orientativi. Non tengono conto esclusivamente della durata effettiva del trasferimento, ma considerano anche le normali soste lungo il percorso, utili per ammirare il paesaggio, scattare fotografie o semplicemente concedersi una pausa. Le tempistiche possono quindi variare in funzione delle condizioni delle strade, del traffico, dei frequenti controlli lungo il percorso, di eventuali lavori stradali o di altre situazioni impreviste. Durante il viaggio sono previsti tre voli interni, necessari per i collegamenti di andata e ritorno tra Kabul e Mazar-i Sharif e tra Herat e Kabul. I voli sono operati dalle due principali compagnie aeree afghane, Ariana Afghan Airlines, compagnia di bandiera statale, e Kam Air, compagnia privata. Si tratta di collegamenti particolarmente utili per evitare lunghi trasferimenti via terra: il volo Kabul–Mazar-i Sharif dura circa 50 minuti, mentre quello tra Kabul e Herat circa 1 ora e 10 minuti. Per quanto riguarda gli spostamenti via terra, la maggior parte delle strade percorse è asfaltata, ma sono presenti anche diversi tratti sterrati, soprattutto nelle aree più remote.  I mezzi utilizzati variano in base alla zona. Per gli spostamenti più lunghi, come quelli verso Bamyan, Jam ed Herat, si utilizzano jeep 4×4, con un massimo di tre passeggeri per veicolo, mentre nelle principali città, come Kabul, Herat e Mazar-i Sharif, gli spostamenti vengono effettuati con minivan.

VISITE: Il viaggio si svolge in un contesto culturale molto diverso da quello europeo. È quindi fondamentale attenersi alle indicazioni della guida locale e rispettare le norme e le consuetudini vigenti. In particolare, alcune aree, edifici pubblici, strutture militari e persone non sono fotografabili. La guida fornirà di volta in volta tutte le indicazioni necessarie. Questo è un viaggio in una destinazione ancora lontana dal turismo internazionale. Eventuali variazioni del programma, ritardi, modifiche dei trasporti o cambiamenti nelle visite saranno valutati direttamente in loco dalla guida locale insieme all’accompagnatore, secondo la viabilità del momento. La capacità di adattamento è quindi parte integrante dell’esperienza. Un aspetto particolare della vita quotidiana in Afghanistan riguarda le registrazioni presso gli uffici cittadini. Ogni volta che si entra in una delle principali città è infatti necessario effettuare una registrazione delle persone in arrivo. Si tratta di una procedura prevista dalla prassi locale, della quale si occupa direttamente la guida afghana. In alcune occasioni questa formalità può richiedere un po’ di tempo e comportare una breve attesa, ma fa parte delle normali procedure previste durante il viaggio. È inoltre importante sapere che l’accesso all’interno di alcune moschee non è consentito ai visitatori non musulmani. È il caso, ad esempio, di alcune delle principali moschee di Kabul e Mazar-i Sharif. Sarà comunque possibile ammirarle dall’esterno e accedere ai cortili e agli spazi esterni delle moschee, accompagnati dalla guida e nel rispetto delle disposizioni locali.

PASTI: Il programma prevede la pensione completa. La cucina afghana è ricca e saporita, con una forte presenza di carne, riso e pane tradizionale. Durante il viaggio si potranno assaggiare spiedini di manzo e pollo, kebab, palaw, piatti di carne e pollo preparati in diversi modi, zuppe, riso e spaghetti con verdure, oltre ad alcune specialità della cucina locale come i mantu (ravioli ripieni). Non mancheranno inoltre verdure, legumi, patate, melanzane e altri contorni, così come, per variare un po’ la proposta durante il viaggio, alcuni piatti della cucina cinese e la pizza, diffusa nei principali centri urbani. I ristoranti sono stati selezionati tra quelli ritenuti migliori e più affidabili disponibili lungo l’itinerario; nella maggior parte dei casi si mangerà seduti ai tavoli, mentre in alcune occasioni, secondo la tradizione locale, potrà capitare di consumare il pasto seduti sui tappeti. In alcune giornate, soprattutto durante i trasferimenti e nelle zone più remote, il pranzo potrà essere più semplice oppure consumato sotto forma di picnic (come ad esempio la traversata per raggiungere il Minareto di Jam). La cucina afghana offre alcune possibilità vegetariane, tra cui piatti a base di fagioli, verdure, patate, melanzane, riso e ravioli con verdure, ma la scelta può essere più limitata rispetto a quella dei piatti a base di carne. Chi segue una dieta vegetariana, vegana o ha particolari esigenze alimentari è quindi invitato a portare con sé qualche snack di scorta, soprattutto per i trasferimenti e le situazioni in cui le alternative disponibili potrebbero essere ridotte (ad esempio sui voli interni sono previsti snack, ma le compagnie aeree forniscono normalmente proposte a base di carne senza possibilità di scegliere un’alternativa vegetariana). Le bevande ai pasti sono incluse e comprendono acqua, succhi freschi, bevande analcoliche e altre bevande disponibili nei ristoranti. Non sono invece inclusi né previsti alcolici. L’acqua in bottiglia è inoltre sempre inclusa durante il viaggio e sarà disponibile anche durante i trasferimenti e le visite. Si segnala infine che nei ristoranti afghani sono presenti spazi o sale riservati esclusivamente agli uomini. Durante il viaggio i pasti verranno pertanto consumati nelle sale familiari (family room), destinate alle famiglie e ai gruppi misti.

CLIMA & ABBIGLIAMENTO: Il clima varia notevolmente durante il corso dell’itinerario: i grandi centri urbani come Kabul, Herat e Mazar presentano temperature più elevate, al contrario invece della valle di Bamyan dove risultano più fresche, soprattutto al mattino e alla sera. Si consiglia quindi un abbigliamento a strati, pratico e adattabile alle diverse condizioni. Per questo, è consigliabile portare una giacchetta per la sera, mentre durante il giorno basterà una maglietta leggera. È sempre utile avere con sé una giacca impermeabile e antivento. È inoltre consigliabile portare creme solari e un cappellino per proteggersi dal sole. Per le passeggiate previste, è utile indossare scarpe da escursionismo leggere, ma con suola ben scolpita per garantire una buona aderenza, soprattutto per la visita delle rovine di Bamyan. In Afghanistan quasi la totalità degli uomini indossa il tradizionale vestito, lo Salwar kamiz. Chi lo desidera può vestirsi all’occidentale oppure richiedere un abito tradizionale su misura da indossare durante il viaggio. Chi desidera un abito su misura potrà comunicare in anticipo le proprie misure e il colore scelto sul gruppo WhatsApp, così da trovarlo pronto all’arrivo a Kabul. Il costo indicativo è di 25 euro, da pagare in contanti alla guida locale. In merito all’abbigliamento femminile le partecipanti al viaggio dovranno adottare un abbigliamento rispettoso delle norme e delle consuetudini locali. È necessario indossare abiti ampi e non aderenti, con braccia e gambe completamente coperte: sono quindi consigliati pantaloni lunghi e larghi o gonne lunghe, abbinati a camicie, tuniche o maglie a manica lunga che coprano anche il collo e arrivino almeno fino ai fianchi. È inoltre necessario coprire i capelli con un foulard quando ci si trova in pubblico. Non è necessario vestirsi con abiti tradizionali afghani, né per una turista è richiesto indossare il burqa; tuttavia, è fondamentale evitare abiti attillati, trasparenti, scollati o che lascino scoperte spalle, braccia o gambe. Nelle zone più conservatrici e durante le visite a luoghi religiosi sarà particolarmente importante mantenere un abbigliamento sobrio e rispettoso. Consigliamo di avere sempre con sé un foulard leggero, anche quando non viene indossato, così da poterlo utilizzare rapidamente quando necessario. Anche per le partecipanti sarà possibile, se desiderato, richiedere alla guida locale la preparazione di un abito tradizionale afghano su misura: le misure e il colore potranno essere comunicati in anticipo sempre sul gruppo WhatsApp, così da trovarlo pronto all’arrivo a Kabul.

INTERNET & PRESE: Le prese di corrente sono compatibili con quelle utilizzate in Italia, pertanto non è necessario portare un adattatore. La disponibilità di Wi-Fi varia sensibilmente a seconda delle località. A Kabul, presso l’hotel e in alcuni ristoranti, il Wi-Fi è disponibile, così come a Herat, Cheqcheran e Mazar-i Sharif. A Bamyan invece, così come a Band-e Amir e Chest, il Wi-Fi non è disponibile presso le strutture previste per il pernottamento. Quindi per l’intero itinerario, tranne che a Bamyan, Band-e Amir e Chest, sarà generalmente possibile connettersi alla sera, anche se la velocità della connessione potrà essere sensibilmente inferiore rispetto a quella a cui siamo abituati. L’acquisto di una SIM locale risulta complicato e richiede necessariamente la presenza fisica del titolare. Le procedure burocratiche possono essere lunghe e richiedere anche più di mezz’ora per ogni SIM; inoltre, secondo le normative locali, la guida non può acquistare le SIM per conto dei partecipanti. In caso di necessità o per eventuali urgenze, la guida locale potrà mettere a disposizione il proprio telefono come hotspot.

CAMBIO VALUTA & ACQUISTI: Il tour è organizzato in pensione completa, con bevande incluse, pertanto le principali spese extra riguarderanno soprattutto souvenir e acquisti personali. La guida locale sarà a disposizione per assistere i partecipanti nel cambio valuta. Sono accettati Euro e Dollari, purché le banconote siano in buone condizioni e non presentino strappi, scritte o pieghe eccessive.
Le carte di credito non sono accettate, per cui è consigliabile avere con sé denaro contante. Per evitare di perdere tempo con il cambio il primo giorno, chi lo desidera potrà richiedere alla guida locale di predisporre l’equivalente di 50 euro in valuta locale, da consegnare direttamente all’arrivo.
Per quanto riguarda gli acquisti, la più famosa zona commerciale di Kabul è senza dubbio Chicken Street, conosciuta per le sue botteghe di tappeti, gioielli, lapislazzuli e artigianato. Per trovare prodotti più autentici e, spesso, prezzi più interessanti, vale però la pena curiosare anche nei piccoli bazar locali di Mazar-i Sharif e Herat, dove gli acquisti si trasformano spesso in una piacevole occasione per entrare in contatto con la vita quotidiana delle città. Tra i prodotti più caratteristici da cercare ci sono i celebri tappeti afghani, gioielli con pietre locali, piccoli oggetti di artigianato, ceramiche, ricami e tessuti tradizionali, manufatti in rame e ottone, oltre a spezie, frutta secca e altri prodotti alimentari locali.

ALTITUDINE: Una delle domande più frequenti riguarda le altitudini del viaggio, soprattutto da parte di chi teme eventuali disagi. È importante sapere che l’itinerario è stato studiato con attenzione proprio per evitare qualsiasi difficoltà legata all’altitudine. Ecco, nel dettaglio, le altitudini dei luoghi in cui si pernotta: Kabul (circa 1800 mt), Bamyan (circa 2500 mt), Band-e Amir (circa 2800 mt), Cheqcheran (circa 2200 mt), Chest (circa 1570 mt), Herat (circa 920 mt), Mazar-i Sharif (circa 380 mt). Il viaggio prevede quindi pernottamenti a quote diverse, con le altitudini maggiori a Bamyan e Band-e Amir. Il soggiorno a Band-e Amir, punto più elevato in cui si trascorre la notte, è previsto dopo quello a Bamyan, consentendo un avvicinamento più graduale alla quota. Durante il tour si attraversano anche alcuni valichi, ma si tratta solo di brevi passaggi panoramici, ideali per scattare fotografie, prima di tornare a quote più basse. Per la maggior parte delle persone questi livelli di altitudine non rappresentano un problema particolare, soprattutto considerando che il soggiorno a Bamyan permette di abituarsi gradualmente alla quota prima della salita verso Band-e Amir. L’itinerario prevede prevalentemente semplici passeggiate. I percorsi più impegnativi, come la salita all’interno della nicchia di Bamyan, sono facoltativi.

SICUREZZA: L’itinerario è stato studiato e organizzato con il supporto di corrispondenti e guide locali esperti e ben radicati sul territorio, selezionando le aree considerate accessibili e sicure al momento della partenza. Piste Nomadi effettua un monitoraggio costante della situazione, aggiornando le proprie valutazioni sulla base delle informazioni disponibili e del confronto continuo con i propri referenti locali. La sicurezza dei viaggiatori rappresenta la nostra priorità assoluta. Durante gli spostamenti si incontrano numerosi check-point e controlli, che possono comportare qualche rallentamento, ma fanno parte della normale gestione della sicurezza e della viabilità nel Paese. Per i trasferimenti vengono impiegati esclusivamente autisti esperti e mezzi regolarmente controllati e sottoposti a manutenzione, selezionati anche in funzione delle condizioni delle strade e dei percorsi previsti. Un ruolo particolarmente importante è svolto dal nostro corrispondente locale, che vanta una lunga esperienza nel settore turistico e dispone di una rete consolidata di contatti e rapporti istituzionali, anche con importanti interlocutori governativi e autorità locali. Questa presenza sul territorio consente di ricevere informazioni aggiornate, gestire più efficacemente le diverse situazioni che possono presentarsi e mantenere un costante collegamento con le realtà locali. La guida locale sarà sempre al fianco del gruppo e fornirà indicazioni precise sui comportamenti da adottare nelle diverse situazioni. È importante, ad esempio, ricordare che è vietato fotografare postazioni di polizia, check-point, strutture militari o altri obiettivi sensibili. Seguire le indicazioni della guida è quindi fondamentale per muoversi nel Paese nel rispetto delle normative e delle consuetudini locali. Un aspetto che spesso sorprende chi parte è la percezione della sicurezza durante il viaggio. Molti dei nostri viaggiatori, una volta rientrati, raccontano di aver trovato una situazione sul posto più tranquilla e ordinata di quanto immaginassero prima della partenza. Questa esperienza, naturalmente, non deve essere interpretata come una garanzia sull’evoluzione della situazione nel Paese, che rimane particolare e soggetta a cambiamenti. Per questo motivo è necessaria una certa flessibilità: itinerari, visite, trasferimenti e orari potranno essere modificati, anche all’ultimo momento, qualora le condizioni locali lo rendessero necessario. Durante tutto il viaggio sarà pertanto fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni della guida e dello staff locale, che avranno il compito di valutare di volta in volta la situazione e indicare al gruppo le modalità più appropriate per proseguire il programma.

Mappa

TAPPE DEL VIAGGIO

1. Kabul
9. Kabul
2. Bamiyan
10. Mazar-i Sharif
3. Shahr e Gholghola
11. Balkh
4. Band-e Amir
12. Mazar-i Sharif
5. Cheqcheran
13. Takht e Rostam
6. Minareto di Jam
14. Jahan-nama palace
7. Chest
15. Mazar-i Sharif
8. Herat
16. Kabul

 

Preventivo

Galleria fotografica

Kabul, anziano sorridente

Band-e Amir

Kabul, Santuario di Sakhi

Herat, Museo della Jihad

Villaggi rurali

Bamyan, vista dalle celle

Kabul, parco giochi

Kabul, Bird Market

Tappeti tradizionali

Bamyan, carro armato sovietico

Band-e Amir

Takht-e Rostam

Balkh, dettaglio della Moschea delle Nove Cupole

Herat. dettaglio minareto

Band-e Amir

Bamyan, passeggiata sotto la parete dei Buddha

Giovane ragazza

Negozi di antiquariato

Bamyan, mercato locale

Paesaggi afghani

Bimbi giocano su carro armato sovietico

Mazar-i Sharif, Moschea Blu

Ravioli tipici vegetariani

Band-e Amir, pedalò a forma di cigno

Gioielli tradizionali

La nostra guida locale

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