Afghanistan
Un grande viaggio nel cuore perduto dell’Asia


Date

Durata

Guida

Partecipanti
In pillole
INTRODUZIONE
Ci sono luoghi in cui la storia non è racchiusa nei musei, ma continua a emergere dal paesaggio, dalle rovine e dalle strade che conducono verso antiche città. Questo viaggio conduce nel cuore di un’Asia ancora poco conosciuta, lungo antiche rotte che per millenni hanno collegato Oriente ed Occidente. Un itinerario alla scoperta di città leggendarie, antichi regni, stupa buddhisti, moschee, santuari, fortezze e mercati, attraversando alcuni dei paesaggi più spettacolari e remoti della regione. Il viaggio inizia a Kabul, dove si incontrano alcuni dei luoghi simbolo della capitale: i Giardini di Babur, il vivace Bird Market e la celebre Chicken Street, un tempo tappa dell’Hippie Trail e oggi cuore dell’artigianato cittadino. Si lascia quindi la capitale per raggiungere Bamyan, attraversando le montagne dell’Afghanistan centrale. Qui si visitano le rovine di Shahr-e Gholghola, la “Città delle Urla”, e la celebre parete rocciosa dei Buddha di Bamyan, con le gigantesche nicchie e le antiche grotte scavate nella montagna. Un paesaggio che racconta la grande storia della Via della Seta, dalla civiltà buddhista alle devastazioni del passato più recente. Da Bamyan si raggiunge Band-e Amir, spettacolare successione di laghi turchesi incastonati a quasi 3.000 metri di altitudine. Dopo la visita si rientra a Kabul, dove si incontrano altre testimonianze della storia contemporanea del Paese, dall’OMAR Land Mine Museum allo storico fotografo Haji Mirzaman, custode dell’antica tradizione della kamra-e-faoree. Il viaggio prosegue verso Herat, una delle grandi città storiche del Khorasan. Si visitano la Moschea del Venerdì, la Cittadella, il Museo della Jihad, il Mausoleo di Gawhar Shad Begum, il Santuario di Khwaja Abdullah Ansari e gli imponenti minareti timuridi, per poi immergersi nelle vie del centro storico, tra antichi caravanserragli, botteghe e testimonianze di una città da secoli crocevia di culture e commerci. Nella capitale si prosegue con il Palazzo Dar ul-Aman e il suggestivo Santuario di Sakhi, dalle caratteristiche cupole blu e turchesi. L’ultima parte del viaggio conduce nel nord, verso Mazar-i Sharif, con una deviazione a Samangan per scoprire il sorprendente Takht-e Rostam, antico complesso buddhista scavato nella roccia. Lungo il percorso si visita anche il Jahan-Nama Palace, testimonianza dell’epoca di Amanullah Khan, prima di raggiungere Mazar-i Sharif. Il viaggio prosegue verso Balkh, l’antica Bactra, una delle città più antiche dell’Asia. Qui si incontrano in pochi chilometri la Moschea delle Nove Cupole, la Moschea Verde, le mura dell’antica cittadella, la casa tradizionalmente indicata come luogo di nascita di Rumi e i resti di un antico caravanserraglio. Un luogo in cui si intrecciano le tracce della civiltà battriana, l’eredità del mondo ellenistico, la diffusione del buddhismo e dello zoroastrismo, fino all’arrivo e alla profonda influenza dell’Islam. Si rientra quindi a Mazar-i Sharif per visitare la spettacolare Moschea Blu, con le sue migliaia di piastrelle blu e turchesi, prima del volo per Kabul. Una cena finale conclude un itinerario attraverso città storiche, montagne, antiche rotte commerciali e le tracce di civiltà e imperi che per millenni hanno fatto di questa regione uno dei grandi crocevia della storia asiatica.
Accompagna il viaggio Luca Pingitore, che ha già visitato il paese, con l’ausilio di una esperta guida locale parlante inglese. Previsto un massimo di 12 viaggiatori.
PUNTI DI FORZA
| Natura selvaggia e mozzafiato |
Herat
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Kabul
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Mazar-i Sharif
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Shahr-e Gholghola
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Balkh
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Le enormi nicchie di Bamyan
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La storia di queste regioni
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I laghi di Band-e Amir
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Incontri locali
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I bazar locali
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Sorrisi e ospitalità della gente
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Itinerario
1°g. Giovedì 3 giugno, partenza per Kabul: Per conoscere la migliore opzione di volo dal vostro aeroporto di partenza, vi invitiamo a contattare Piste Nomadi.
2°g. 4/6 Kabul: Arrivo all’aeroporto di Kabul, accoglienza da parte della guida locale e trasferimento presso il Park Star Hotel dove le camere saranno subito a disposizione. Dopo un momento di relax, si pranza e si dedica il pomeriggio alla visita della città. Si dà inizio alla scoperta di Kabul raggiungendo una delle colline che dominano la città, dove sorge la grande bandiera nazionale, oggi divenuta uno dei simboli più riconoscibili del nuovo governo. Proprio accanto alla bandiera si trova un luogo tristemente noto della storia recente della capitale: una piscina ormai vuota che, in passato, fu utilizzata per l’esecuzione degli oppositori politici. Le visite proseguono con i Giardini di Babur, uno dei luoghi più suggestivi e significativi di Kabul. Realizzati per volontà dell’imperatore moghul Babur, fondatore della dinastia, questi eleganti giardini terrazzati rappresentano un’oasi di pace e verde nel cuore della città e custodiscono il mausoleo dello stesso sovrano. Si raggiunge quindi il celebre Bird Market, il tradizionale mercato degli uccelli: una stretta e vivace viuzza dove gabbie di ogni dimensione, richiami e cinguettii si mescolano alle animate contrattazioni dei venditori. Un luogo autentico e fuori dal tempo, che offre l’occasione di immergersi nella quotidianità della capitale e di coglierne l’atmosfera più genuina. Successivamente si prosegue verso una delle strade più celebri di Kabul, la Chicken Street, situata a pochi minuti a piedi dall’hotel. Il suo nome deriva dal fatto che in passato vi si commerciavano pollame e animali, anche se oggi la strada è soprattutto conosciuta per le botteghe di tappeti, artigianato, gioielli, lapislazzuli e oggetti d’antiquariato. Tra gli anni Sessanta e Settanta divenne una delle tappe simbolo dell’Hippie Trail, il lungo itinerario terrestre che collegava l’Europa all’India e al Nepal. Viaggiatori provenienti da tutto il mondo vi si fermavano per acquistare abiti, tessuti, gioielli e manufatti locali, contribuendo a trasformarla in uno dei luoghi più cosmopoliti della capitale. Si conclude questa prima giornata alla scoperta dell’Afghanistan con una cena tipica, occasione per assaporare i sapori autentici della cucina afghana.
3°g. 5/6 Kabul – Bamyan: Si lascia Kabul e si imbocca la strada verso est, addentrandosi nel paesaggio montuoso dell’Afghanistan centrale. Dopo circa cinque ore e mezza di viaggio, 184 km, si raggiunge la valle di Bamyan. Man mano che ci si allontana dalla capitale, il paesaggio urbano lascia spazio a valli, passi montani e piccoli villaggi rurali. Lungo il percorso si incontrano spesso tombe adornate con bandiere dai colori vivaci: sono i monumenti dedicati ai martiri talebani, caduti durante i lunghi e drammatici anni di guerra che hanno segnato la storia recente dell’Afghanistan. Giunti a Bamyan, dopo il pranzo, iniziano le visite dalla vicina Shahr-e Gholghola, la “Città delle Urla”. Arroccata sulla sommità di una collina, la città fortificata domina il paesaggio circostante e conserva i resti di mura, abitazioni e della sua antica cittadella. La sua fama è legata soprattutto agli eventi del 1221, durante l’invasione mongola dell’Afghanistan. Secondo la tradizione, Mutukan, figlio di Chagatai Khan e nipote di Gengis Khan, venne ucciso durante i combattimenti sotto le mura della città. La sua morte scatenò la furia di Gengis Khan, che ordinò la distruzione della città e il massacro dei suoi abitanti. Da questo tragico episodio deriverebbe il nome di “Città delle Urla”, talvolta tradotto anche come “Città del Dolore”. Terminata la visita, si raggiunge quello che è probabilmente il luogo più iconico di tutto l’Afghanistan: la parete rocciosa di Bamyan che ospitava le gigantesche statue dei Buddha. Tra il VI e il VII secolo, direttamente nella roccia sono state scolpite due monumentali rappresentazioni del Buddha, alte circa 55 e 38 metri. Per secoli hanno dominato la valle, testimoniando il ruolo di Bamyan come uno dei più importanti centri del buddhismo lungo le antiche vie della Via della Seta. Intorno alle statue si sviluppò un vastissimo complesso di grotte, celle monastiche e luoghi di culto, frequentato da monaci e pellegrini provenienti da diverse regioni dell’Asia. Bamyan divenne così un importante punto d’incontro tra le culture dell’India, dell’Asia centrale e del mondo iranico. Nel marzo 2001, le due statue furono distrutte dai Talebani. Oggi rimangono le enormi nicchie scavate nella parete rocciosa e le numerose grotte che circondano il complesso, alcune delle quali conservano ancora tracce delle antiche decorazioni. Dal 2003, il paesaggio culturale e i resti archeologici della valle di Bamyan sono inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. La visita inizia dalla grande nicchia occidentale, dove si trova il Buddha più alto, alto circa 55 metri. Nonostante le sue maggiori dimensioni, venne realizzato successivamente rispetto al Buddha orientale. Con una piacevole passeggiata lungo la parete rocciosa si raggiunge quindi la seconda grande nicchia, quella orientale, che ospita il Buddha più antico e più piccolo. Per chi lo desidera, è possibile percorrere la scalinata scavata nella roccia e salire fino alla parte superiore della nicchia, raggiungendo il punto in cui si trovava la testa della statua. La salita presenta alcuni tratti ripidi ed esposti e non è quindi adatta a tutti. Chi preferisce non affrontarla può attendere alla base oppure visitare alcune delle antiche celle di meditazione situate lungo il percorso. In questi ambienti sono ancora visibili tracce delle decorazioni originali e alcune raffigurazioni del Buddha, deliberatamente sfigurate durante le campagne iconoclaste. La giornata si conclude con un’ultima testimonianza della storia più recente dell’Afghanistan: in un prato di fronte a una base militare si trovano alcuni carri armati sovietici abbandonati e dipinti con colori vivaci. Una curiosa e potente testimonianza del passato recente del Paese, che contrasta con le millenarie testimonianze archeologiche della valle. Pernottamento presso il Bamyan Royal Hotel.
4°g. 6/6 Bamyan – Band-e Amir – Bamyan: Si parte in direzione est e, dopo circa un’ora e mezza di viaggio (83 km), si raggiunge l’ingresso del Parco Nazionale di Band-e Amir. Poco dopo l’ingresso si effettua la prima sosta, a quasi 3.000 metri di altitudine, per ammirare uno dei paesaggi naturali più spettacolari dell’Afghanistan. Istituito nel 2009, Band-e Amir è il primo parco nazionale del Paese. Incastonata tra le montagne dell’Hazarajat si apre una spettacolare successione di sei laghi dalle acque di un intenso colore blu e turchese, separati da naturali dighe di travertino formatesi nel corso di migliaia di anni. Il paesaggio colpisce per il contrasto tra le acque cristalline, le bianche formazioni calcaree e le aride montagne dell’Afghanistan centrale. Dopo una seconda sosta panoramica si prosegue fino alle sponde di uno dei laghi, dove si lasciano i mezzi. Attraversato un piccolo mercato locale, si raggiunge la riva e ci si trova finalmente davanti alle spettacolari acque turchesi di Band-e Amir. Si può quindi vivere il lago in modo originale con un giro sui caratteristici pedalò a forma di cigno, diventati una delle immagini più curiose e riconoscibili di Band-e Amir. Chi preferisce non salire sul pedalò può rilassarsi sulla riva, sorseggiando un tradizionale tè locale, godendosi il paesaggio o scambiando qualche parola con la gente del luogo, sempre ospitale e curiosa di conoscere i visitatori. Prima del rientro a Bamyan si effettua un’ultima sosta in un punto panoramico, per ammirare ancora una volta dall’alto le diverse tonalità di blu dei laghi e le montagne circostanti. Giunti a Bamyan, ci si reca poco lontano dalla città per visitare le rovine di Shahr-e Zohak, conosciuta anche come la “Città Rossa” per le intense tonalità delle rocce e delle antiche strutture in terra cruda. Costruita in posizione strategica su uno sperone roccioso all’ingresso orientale della valle, la fortezza controllava uno degli itinerari della Via della Seta. Le sue origini risalgono al VI-VII secolo, ma il complesso venne ampliato e fortificato soprattutto tra il X e il XIII secolo sotto le dinastie ghaznavide e ghuride. Tra i resti delle mura e delle torri difensive si apre un magnifico panorama sulla valle e sulle montagne circostanti. Al termine della visita si raggiunge l’hotel, con negli occhi i colori e i paesaggi di una giornata trascorsa tra le acque turchesi di Band-e Amir e le antiche testimonianze della valle di Bamyan.
5°g. 7/6 Bamyan – Kabul: In mattinata si visita il piccolo ma caratteristico bazar di Bamyan, dove la popolazione locale si reca quotidianamente per fare acquisti e dove si possono osservare le attività della vita quotidiana. Nascosto tra le botteghe del mercato si trova anche un piccolo negozio di antiquariato locale, interessante per curiosare tra oggetti e testimonianze della cultura tradizionale afghana. Si riparte quindi in direzione di Kabul, ripercorrendo la strada dell’andata. Dopo circa cinque ore e mezza di viaggio si raggiunge la capitale e si visita l’OMAR Land Mine Museum, un piccolo ma significativo museo dedicato alle mine e agli ordigni inesplosi, una delle più pesanti eredità lasciate dai decenni di conflitto in Afghanistan. Fondato nel 1994 dall’Organization for Mine Clearance and Afghan Rehabilitation (OMAR), il museo permette di conoscere da vicino il problema delle mine disseminate sul territorio e le drammatiche conseguenze che continuano ad avere sulla popolazione civile. La visita racconta anche il lavoro degli sminatori e le attività di sensibilizzazione rivolte soprattutto alle comunità rurali e ai bambini, ai quali viene insegnato come riconoscere e evitare mine e ordigni inesplosi. Particolarmente toccante è il breve filmato proiettato all’interno di un vecchio aereo, che racconta attraverso immagini e testimonianze il problema delle mine nei villaggi afghani e il loro impatto, soprattutto sui bambini. All’esterno del museo sono inoltre conservati diversi mezzi e materiali militari appartenuti alle forze coinvolte nei conflitti che hanno attraversato l’Afghanistan negli ultimi decenni, offrendo un ulteriore spunto per comprendere la complessa storia contemporanea del Paese. Terminata la visita, ci si sposta poco lontano per incontrare uno degli ultimi rappresentanti di una tradizione fotografica ormai quasi scomparsa: Haji Mirzaman, storico fotografo di Kabul, diventato negli anni una vera e propria icona della città. Da oltre mezzo secolo utilizza una tradizionale kamra-e-faoree, la caratteristica macchina fotografica in legno utilizzata per decenni dai fotografi di strada afghani. Si tratta di un apparecchio straordinario, capace di funzionare contemporaneamente come macchina fotografica e camera oscura: l’immagine viene impressionata e sviluppata direttamente all’interno della cassetta attraverso un procedimento completamente artigianale, permettendo di ottenere la fotografia in pochi minuti. Tempo permettendo, chi lo desidera può farsi realizzare un ritratto con la tradizionale macchina fotografica (il costo indicativo del ritratto è di circa 30 USD). Pernottamento presso lo stesso hotel utilizzato in precedenza.
6°g. 8/6 Kabul – Herat: Trasferimento in aeroporto per prendere il volo Kabul – Herat 09.00 – 10.15 (orari da confermare). Situata nell’Afghanistan occidentale, non lontano dal confine con l’Iran, Herat è una delle città storiche più importanti della regione. La sua posizione lungo le antiche vie commerciali ne fece per secoli un importante centro di scambi, cultura e arte. La città conserva ancora numerose testimonianze del suo passato e alcuni dei più importanti monumenti dell’architettura islamica afghana. Le visite iniziano dalla Moschea del Venerdì, uno dei monumenti principali di Herat. Le sue origini risalgono almeno all’epoca ghuride, ma il complesso fu ampliato, modificato e trasformato nel corso dei secoli, assumendo progressivamente l’aspetto che conserva ancora oggi. Il grande cortile interno, circondato da splendide decorazioni in piastrelle con motivi geometrici, floreali e calligrafici, rappresenta uno dei più raffinati esempi di arte islamica dell’Afghanistan. È possibile accedere al grande cortile centrale e ammirare da vicino la ricchezza delle decorazioni. Usciti dalla moschea, si visita una piccola fabbrica artigianale di ceramiche situata sul lato sinistro dell’edificio, dove vengono ancora realizzate e decorate a mano le piastrelle destinate alla moschea e ad altri edifici della città. Sul lato destro si trovano invece alcuni piccoli negozi di antiquariato e gioielli, dove è possibile curiosare tra oggetti e manufatti della tradizione locale. Si riprendono quindi le auto per raggiungere la cittadella di Herat, tradizionalmente collegata alla fondazione della città da parte di Alessandro Magno. La maestosa fortezza attraversò oltre duemila anni di storia, venendo utilizzata, ampliata e trasformata dalle numerose dinastie e potenze che si succedettero nella regione. Danneggiata durante l’invasione mongola, venne successivamente utilizzata dai Timuridi e, in epoca moderna, assunse nuovamente una funzione militare durante i conflitti che coinvolsero britannici, sovietici e forze statunitensi. Fino al 2009 infatti, la cittadella ospitò una base militare. Successivamente venne avviato un importante progetto di restauro, sostenuto dalla Germania e dall’Aga Khan Foundation, che permise di recuperare buona parte della struttura e di restituirla alla città come importante monumento storico. Terminata la visita, si raggiunge l’area immediatamente esterna alle mura, dove si trovano alcune piccole botteghe di artigianato locale. Pernottamento presso l’Hotel Helal Hariva International.
7°g. 9/6 Herat: Si inizia la giornata con la visita di un luogo particolarmente interessante e insolito: il Museo della Jihad. All’esterno sono esposti numerosi mezzi e materiali militari utilizzati nei conflitti che hanno attraversato l’Afghanistan, tra cui carri armati, elicotteri, aerei e razzi. All’interno si trova invece un grande diorama panoramico dedicato alla guerra sovietico-afghana e alla resistenza dei combattenti afghani contro l’occupazione sovietica. La visita offre un punto di vista fortemente legato alla memoria afghana e permette di approfondire uno dei capitoli fondamentali della storia contemporanea del Paese. Al termine si raggiunge il mausoleo di Gawhar Shad Begum, una delle figure più importanti della storia timuride. Nelle sue vicinanze si conserva uno dei monumentali minareti appartenenti all’antico complesso religioso. Poco distante si possono ammirare altri quattro grandi minareti superstiti, ciò che rimane di uno dei più importanti complessi architettonici dell’epoca timuride, un tempo molto più vasto. Successivamente ci si reca al santuario di Khwaja Abdullah Ansari, celebre mistico sufi, poeta e teologo originario di Herat. La sua tomba divenne, già nei secoli successivi alla sua morte, un importante luogo di pellegrinaggio e ancora oggi rappresenta uno dei principali luoghi spirituali della città. La giornata si conclude con una piacevole passeggiata tra le vie del centro storico di Herat, dove, nascosti tra le strette strade cittadine, si incontrano alcuni antichi caravanserragli, testimonianza del ruolo che la città ha svolto per secoli lungo le grandi rotte commerciali dell’Asia.
8°g. 10/6 Herat – Kabul: Lasciato l’hotel ci si dirige verso l’aeroporto. Lungo il percorso è prevista una sosta per ammirare un imponente ponte risalente al XIII secolo, la cui architettura ricorda quella dei grandi ponti storici di Isfahan, in Iran. Raggiunto l’aeroporto, si prende il volo Herat–Kabul 12.30 – 14.00 (orari da confermare). Arrivati nella capitale, ci si reca allo storico Palazzo Dar ul-Aman, una delle costruzioni più imponenti e celebri di Kabul. Edificato negli anni Venti per volere di Amanullah Khan, il palazzo fu concepito come simbolo della modernizzazione dell’Afghanistan. Restaurato dopo anni di abbandono, si trova di fronte al Parlamento afghano, ma attualmente non viene utilizzato dal nuovo regime. Si prosegue quindi con la visita del suggestivo Santuario di Sakhi (Ziyarat-e Sakhi), situato ai piedi della collina di Asamayi. Le sue cupole e le decorazioni dai toni blu e turchesi emergono scenograficamente tra le abitazioni di Kabul, creando uno degli scorci più caratteristici della città. Il santuario è dedicato alla memoria di Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del profeta Maometto e quarto califfo dell’Islam. Secondo la tradizione, proprio in questo luogo Ali avrebbe sostato durante il suo viaggio verso Kabul. Di fronte al santuario si estende un ampio cimitero, che contribuisce a creare l’atmosfera particolarmente suggestiva e raccolta del luogo. Pernottamento presso lo stesso hotel utilizzato in precedenza.
9°g. 11/6 Kabul – Mazar-i Sharif: Si lascia l’hotel per raggiunge l’aeroporto e prendere il volo Kabul – Mazar-i Sharif, 11.00 – 12.00 (orari da confermare). Arrivati a Mazar-i Sharif, si imbocca la strada in direzione sud-est e, dopo circa due ore di viaggio, si raggiunge Samangan, dove si visita il suggestivo Takht-e Rostam, il “Trono di Rostam”. Si tratta di uno dei siti archeologici più sorprendenti dell’Afghanistan settentrionale: un antico stupa buddhista scavato direttamente nella roccia, circondato da celle e ambienti monastici. Risalente all’epoca in cui il buddhismo era profondamente radicato in Battriana, il complesso testimonia l’importanza di Samangan lungo le antiche vie che collegavano l’Asia centrale con l’India. Il nome del sito appartiene invece alla tradizione persiana e richiama il leggendario eroe Rostam. Terminata la visita, si riprende la strada verso Mazar-i Sharif e, lungo il percorso, si effettua una sosta al Jahan-Nama Palace, elegante testimonianza dell’Afghanistan di Amanullah Khan, il sovrano che nei primi decenni del Novecento tentò di trasformare il Paese in uno Stato moderno e indipendente. Il nome Jahan-Nama significa “Specchio del mondo” e l’architettura del palazzo riflette quell’apertura verso il mondo esterno e quel desiderio di rinnovamento che caratterizzarono il regno di Amanullah. Il palazzo fu utilizzato come residenza reale e, negli anni successivi, venne occupato anche dalle forze sovietiche durante l’intervento in Afghanistan: all’interno sono ancora visibili alcune tracce della loro presenza sui muri dell’edificio. Di fronte al palazzo si trova una grande piscina, oggi luogo di ritrovo per i giovani della zona, offrendo uno spaccato della vita quotidiana lontano dai principali monumenti del Paese. Terminata la visita, si prosegue verso Mazar-i Sharif, dove si soggiorna presso il Burj Ghazanfar Hotel. Dopo cena, prima di concludere la giornata, non può mancare un assaggio del celebre gelato al melone di Mazar, una delle specialità locali più curiose e amate della città.
10°g. 12/6 Mazar-i Sharif – Balkh – Kabul: Si lascia la città in direzione nord-ovest e, dopo circa 45 minuti di viaggio, si raggiunge Balkh, una delle città più antiche e affascinanti dell’intera regione. Antico cuore della Battriana, Balkh era già conosciuta in epoca classica con il nome di Bactra e rappresentava uno dei principali centri della zona, attraversata dalle grandi vie commerciali che collegavano Oriente ed Occidente. Nei secoli successivi divenne inoltre uno dei più importanti centri culturali e religiosi del Khorasan islamico. Il sito archeologico di Balkh è molto esteso e comprende monumenti appartenenti a epoche diverse, testimonianza della straordinaria stratificazione storica della città. La prima tappa è la Moschea delle Nove Cupole (Haji Piyada), uno dei più antichi monumenti islamici dell’Afghanistan, risalente probabilmente al IX secolo. L’edificio, con le sue eleganti decorazioni in stucco e le caratteristiche nove cupole, rappresenta una delle testimonianze più importanti dell’architettura islamica delle origini in Asia centrale e meridionale. Secondo una tradizione locale, il luogo sarebbe sorto su un precedente tempio zoroastriano, a testimonianza della lunga successione di culti e civiltà che caratterizzò Balkh. Si prosegue con una sosta davanti alla Moschea Verde, uno dei principali monumenti islamici di Balkh, ammirandone dall’esterno le caratteristiche decorazioni e l’imponente facciata. Da qui si prosegue a piedi nel vivace mercato che si sviluppa accanto alla moschea, tra botteghe e bancarelle che permettono di immergersi nella vita quotidiana della città. Si continua quindi con un percorso lungo le mura dell’antica cittadella, tradizionalmente associata ad Alessandro Magno. Le imponenti fortificazioni, che dominano ancora oggi il paesaggio circostante, hanno una storia molto più complessa e stratificata di quanto suggerisca il nome e furono più volte ricostruite e distrutte nel corso dei secoli, fino alla devastazione provocata dalle invasioni mongole. Si raggiunge quindi la casa tradizionalmente indicata come luogo di nascita di Jalal al-Din Rumi, uno dei più grandi poeti e mistici della tradizione persiana. L’edificio è stato restaurato con il sostegno della Turchia ed è oggi un luogo particolarmente significativo per la memoria culturale di Balkh. Poco distante si visita un antico caravanserraglio, quasi nascosto tra campi e alberi da frutto. Le sue rovine ricordano il ruolo fondamentale che Balkh ebbe per secoli come crocevia commerciale lungo le grandi rotte dell’Asia centrale e meridionale. Si conclude la visita del sito archeologico raggiungendo un altro tratto delle imponenti mura dell’antica fortezza, da cui è possibile cogliere meglio l’estensione dell’antica città. Balkh è particolarmente affascinante perché, nell’arco di pochi chilometri, permette di attraversare oltre duemila anni di storia, dalla Battriana preislamica al mondo ellenistico, dal buddhismo e dallo zoroastrismo alla grande civiltà islamica del Khorasan. Terminata la visita, si rientra a Mazar-i Sharif per il pranzo e, nel pomeriggio, si raggiunge il monumento simbolo della città: la celebre Moschea Blu, ufficialmente Santuario di Hazrat Ali. Il complesso è legato alla tradizione secondo cui qui sarebbe stato sepolto Ali ibn Abi Talib, cugino e genero del profeta Maometto e quarto califfo dell’Islam. Secondo la tradizione, la tomba sarebbe rimasta nascosta per secoli e sarebbe stata identificata nel XII secolo durante il regno del sultano selgiuchide Ahmad Sanjar. Il santuario venne poi sviluppato e ampliato soprattutto durante l’epoca timuride. La caratteristica più spettacolare sono le migliaia di piastrelle smaltate blu e turchesi che ricoprono cupole, minareti e facciate, trasformando l’intero complesso in uno dei più straordinari esempi dell’architettura islamica dell’intera regione. Particolarmente suggestivo è il grande cortile interno, animato quotidianamente da fedeli e visitatori e popolato dalle caratteristiche colombe bianche del santuario. Terminata la visita, ci si sposta a piedi nel bazar poco distante, dove è possibile curiosare tra negozi di souvenir, tappeti, gioielli e piccoli oggetti dell’artigianato locale. Si raggiunge quindi l’aeroporto per prendere il volo Mazar-i Sharif–Kabul 18.30 – 19.30 (orari da confermare). Arrivati nella capitale, si pernotta nello stesso hotel utilizzato in precedenza. La giornata e, con essa, il viaggio, si concludono con una cena tipica, l’occasione per brindare insieme alla fine di questa straordinaria avventura attraverso l’Afghanistan.
11°g. Domenica 13 giugno, volo di rientro: I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.
Costi
COSTO DEL VIAGGIO € 3700
SUPPL. SINGOLA € 350
La quota comprende:
- Polizza Base Medico/Bagaglio di Unipol Assicurazioni S.p.A. (Spese Mediche 300.000, Bagaglio 1.000)
- I pernottamenti presso le strutture riportate nel programma
- I trasporti indicati nel programma
- Le visite e le escursioni descritte nel programma
- Le entrate e gli ingressi ai siti
- Tutti i permessi locali
- La pensione completa
- Le bevande durante i pasti (succhi di frutta, tè e altre bevande analcoliche)
- Acqua in bottiglia sempre inclusa durante tutto l’itinerario
- La presenza dell’accompagnatore dall’Italia
- La presenza della guida locale parlante inglese
- I 4 voli interni
La quota non comprende:
- I voli internazionali
- Il visto
- Il supplemento per la camera singola
- Le visite e le escursioni non indicati nel programma
- Le mance (facoltative)
- Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.
ASSICURAZIONI
Per chi volesse c’è la possibilità di stipulare in fase di conferma del viaggio la polizza annullamento di Unipol Assicurazioni S.p.A.
Per ulteriori informazioni prego contattare Piste Nomadi.
VISTI E DOCUMENTI
Il passaporto deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista. Per i cittadini italiani che desiderano recarsi in Afghanistan, è necessario ottenere un visto d’ingresso. Il visto ha un costo di circa 130 USD e Piste Nomadi fornisce tutta l’assistenza necessaria alla compilazione del modulo di richiesta del visto.
INFO UTILI
ALLOGGI: Un viaggio in Afghanistan richiede capacità di adattamento e flessibilità, indispensabili per affrontare le varie circostanze. Durante il viaggio si soggiorna nei migliori hotel disponibili nelle diverse località, tutti scelti anche per la loro posizione particolarmente favorevole. A Kabul si alloggia al Park Star Hotel, a Mazar-i Sharif al Mazar Burj Ghazanfar Hotel, a Herat presso l’Helal Hariva International Hotel, la sistemazione di livello più elevato del viaggio, con comfort e servizi paragonabili agli standard occidentali, e a Bamyan presso il Bamyan Hotel. Le strutture sono generalmente semplici, ma pulite e dotate di bagno privato, asciugamani e dei principali servizi essenziali. È tuttavia importante considerare che gli standard alberghieri afghani non sono sempre paragonabili a quelli europei e possono verificarsi alcuni inconvenienti, come problemi idraulici o interruzioni temporanee della corrente elettrica. A Bamyan, ad esempio, l’elettricità viene generalmente interrotta durante la notte, indicativamente dalle 23:00 alle 6:00. Si tratta quindi di sistemazioni adeguate al contesto locale, selezionate tra le migliori disponibili, ma per le quali è necessario partire con una certa flessibilità e spirito di adattamento.
PERCORSO & MEZZI: L’itinerario alterna voli interni e trasferimenti via terra, cercando di rendere gli spostamenti il più possibile funzionali al viaggio. Alcune giornate prevedono comunque diverse ore di strada, indispensabili per raggiungere località come Bamyan e il Parco Nazionale di Band-e Amir. I tempi di percorrenza indicati nel programma sono frutto dell’esperienza diretta sul posto e sono da considerarsi orientativi. Non tengono conto esclusivamente della durata effettiva del trasferimento, ma considerano anche le normali soste lungo il percorso, utili per ammirare il paesaggio, scattare fotografie o semplicemente concedersi una pausa. Le tempistiche possono quindi variare in funzione delle condizioni delle strade, del traffico, dei frequenti controlli lungo il percorso, di eventuali lavori stradali o di altre situazioni impreviste. Durante il viaggio sono previsti quattro voli interni, per i collegamenti di andata e ritorno tra Kabul e Herat e tra Kabul e Mazar-i Sharif. I voli sono operati dalle due principali compagnie aeree afghane, Ariana Afghan Airlines, compagnia di bandiera statale, e Kam Air, compagnia privata. Si tratta di collegamenti particolarmente utili per evitare lunghi trasferimenti via terra: il volo Kabul–Mazar-i Sharif dura circa 50 minuti, mentre quello tra Kabul e Herat circa 1 ora e 10 minuti. Per quanto riguarda gli spostamenti via terra, la maggior parte delle strade percorse è asfaltata, ma sono presenti anche diversi tratti sterrati, soprattutto nelle aree più remote. I mezzi utilizzati variano in base alla zona. Per gli spostamenti più lunghi, come quelli verso Bamyan e Band-e Amir, si utilizzano jeep 4×4, con un massimo di tre passeggeri per veicolo, mentre nelle principali città, come Kabul, Herat e Mazar-i Sharif, gli spostamenti vengono effettuati con minivan.
VISITE: Il viaggio si svolge in un contesto culturale molto diverso da quello europeo. E’ quindi fondamentale attenersi alle indicazioni della guida locale e rispettare le norme e le consuetudini vigenti. In particolare, alcune aree, edifici pubblici, strutture militari e persone non sono fotografabili. La guida fornirà di volta in volta tutte le indicazioni necessarie. Questo è un viaggio in una destinazione ancora lontana dal turismo internazionale. Eventuali variazioni del programma, ritardi, modifiche dei trasporti o cambiamenti nelle visite saranno valutati direttamente in loco dalla guida locale insieme all’accompagnatore, secondo la viabilità del momento. La capacità di adattamento è quindi parte integrante dell’esperienza. Un aspetto particolare della vita quotidiana in Afghanistan riguarda le registrazioni presso gli uffici cittadini. Ogni volta che si entra in una delle principali città è infatti necessario effettuare una registrazione delle persone in arrivo. Si tratta di una procedura prevista dalla prassi locale, della quale si occupa direttamente la guida afghana. In alcune occasioni questa formalità può richiedere un po’ di tempo e comportare una breve attesa, ma fa parte delle normali procedure previste durante il viaggio. È inoltre importante sapere che l’accesso all’interno di alcune moschee non è consentito ai visitatori non musulmani. È il caso, ad esempio, di alcune delle principali moschee di Kabul e Mazar-i Sharif. Sarà comunque possibile ammirarle dall’esterno e accedere ai cortili e agli spazi esterni delle moschee, accompagnati dalla guida e nel rispetto delle disposizioni locali.
PASTI: Il programma prevede la pensione completa. La cucina afghana è ricca e saporita, con una forte presenza di carne, riso e pane tradizionale. Durante il viaggio si potranno assaggiare spiedini di manzo e pollo, kebab, palaw, piatti di carne e pollo preparati in diversi modi, zuppe, riso e spaghetti con verdure, oltre ad alcune specialità della cucina locale come i mantu (ravioli ripieni). Non mancheranno inoltre verdure, legumi, patate, melanzane e altri contorni, così come, per variare un po’ la proposta durante il viaggio, alcuni piatti della cucina cinese e la pizza, particolarmente diffusa nei principali centri urbani. I ristoranti sono stati selezionati tra quelli ritenuti migliori e più affidabili disponibili lungo l’itinerario; nella maggior parte dei casi si mangerà seduti ai tavoli, mentre in alcune occasioni, secondo la tradizione locale, potrà capitare di consumare il pasto seduti sui tappeti. In alcune giornate, soprattutto durante i trasferimenti e nelle zone più remote, il pranzo potrà essere più semplice oppure consumato sotto forma di picnic. La cucina afghana offre alcune possibilità vegetariane, tra cui piatti a base di fagioli, verdure, patate, melanzane, riso e ravioli con verdure, ma la scelta può essere più limitata rispetto a quella dei piatti a base di carne. Chi segue una dieta vegetariana, vegana o ha particolari esigenze alimentari è quindi invitato a portare con sé qualche snack di scorta, soprattutto per i trasferimenti e le situazioni in cui le alternative disponibili potrebbero essere ridotte (ad esempio sui voli interni sono previsti snack, ma le compagnie aeree forniscono normalmente proposte a base di carne senza possibilità di scegliere un’alternativa vegetariana). Le bevande ai pasti sono incluse e comprendono acqua, succhi freschi, bevande analcoliche e altre bevande disponibili nei ristoranti. Non sono invece inclusi né previsti alcolici. L’acqua in bottiglia è inoltre sempre inclusa durante il viaggio e sarà disponibile anche durante i trasferimenti e le visite. Si segnala infine che nei ristoranti afghani sono presenti spazi o sale riservati esclusivamente agli uomini. Durante il viaggio i pasti verranno pertanto consumati nelle sale familiari (family room), destinate alle famiglie e ai gruppi misti.
CLIMA & ABBIGLIAMENTO: Il clima varia notevolmente durante il corso dell’itinerario: i grandi centri urbani come Kabul, Herat e Mazar presentano temperature più elevate, al contrario invece della valle di Bamyan dove risultano più fresche, soprattutto al mattino e alla sera. Si consiglia quindi un abbigliamento a strati, pratico e adattabile alle diverse condizioni. Per questo, è consigliabile portare una giacchetta per la sera, mentre durante il giorno basterà una maglietta leggera. E’ sempre utile avere con sé una giacca impermeabile e antivento. È inoltre consigliabile portare creme solari e un cappellino per proteggersi dal sole. Per le passeggiate previste, è utile indossare scarpe da escursionismo leggere, ma con suola ben scolpita per garantire una buona aderenza, soprattutto per la visita delle rovine di Bamyan. In Afghanistan quasi la totalità degli uomini indossa il tradizionale vestito, lo Salwar kamiz. Chi lo desidera può vestirsi all’occidentale mentre chi preferisce è possibile predisporre un vestito su misura, da poter indossare durante il viaggio. Sul gruppo whatsapp viene chiesto chi desidera il vestito su misura e dovrà dare alcune taglie e il colore così da trovarlo pronto all’arrivo a kabul, il costo è di circa 25 euro da pagare in contanti alla guida locale. In merito all’abbigliamento femminile le partecipanti al viaggio dovranno adottare un abbigliamento rispettoso delle norme e delle consuetudini locali. È necessario indossare abiti ampi e non aderenti, con braccia e gambe completamente coperte: sono quindi consigliati pantaloni lunghi e larghi o gonne lunghe, abbinati a camicie, tuniche o maglie a manica lunga che coprano anche il collo e arrivino almeno fino ai fianchi. È inoltre necessario coprire i capelli con un foulard quando ci si trova in pubblico. Non è necessario vestirsi con abiti tradizionali afghani, né per una turista è richiesto indossare il burqa; tuttavia, è fondamentale evitare abiti attillati, trasparenti, scollati o che lascino scoperte spalle, braccia o gambe. Nelle zone più conservatrici e durante le visite a luoghi religiosi sarà particolarmente importante mantenere un abbigliamento sobrio e rispettoso. Consigliamo di avere sempre con sé un foulard leggero, anche quando non viene indossato, così da poterlo utilizzare rapidamente quando necessario. Anche per le partecipanti sarà possibile, se desiderato, richiedere alla guida locale la preparazione di un abito tradizionale afghano su misura: le misure e il colore potranno essere comunicati in anticipo sempre sul gruppo whatsapp, così da trovarlo pronto all’arrivo a Kabul.
INTERNET & PRESE: Le prese di corrente sono compatibili con quelle utilizzate in Italia, pertanto non è necessario portare un adattatore. La disponibilità di Wi-Fi varia sensibilmente a seconda delle località. A Kabul, presso l’hotel e in alcuni ristoranti, il Wi-Fi è disponibile, così come a Herat e Mazar-i Sharif. A Bamyan invece, il Wi-Fi non è disponibile presso la struttura prevista per il pernottamento. Quindi per l’intero itinerario, tranne che a Bamyan, sarà generalmente possibile connettersi alla sera, anche se la velocità della connessione potrà essere sensibilmente inferiore rispetto a quella a cui siamo abituati. L’acquisto di una SIM locale risulta complicato e richiede necessariamente la presenza fisica del titolare. Le procedure burocratiche possono essere lunghe e richiedere anche più di mezz’ora per ogni SIM; inoltre, secondo le normative locali, la guida non può acquistare le SIM per conto dei partecipanti. In caso di necessità o per eventuali urgenze, la guida locale potrà mettere a disposizione il proprio telefono come hotspot.
CAMBIO VALUTA & ACQUISTI: Il tour è organizzato in pensione completa, con bevande incluse, pertanto le principali spese extra riguarderanno soprattutto souvenir e acquisti personali. La guida locale sarà a disposizione per assistere i partecipanti nel cambio valuta. Sono accettati Euro e Dollari, purché le banconote siano in buone condizioni e non presentino strappi, scritte o pieghe eccessive. Le carte di credito non sono accettate, per cui è consigliabile avere con sé denaro contante. Per evitare di perdere tempo con il cambio il primo giorno, chi lo desidera potrà richiedere alla guida locale di predisporre l’equivalente di 50 euro in valuta locale, da consegnare direttamente all’arrivo. Per quanto riguarda gli acquisti, la più famosa zona commerciale di Kabul è senza dubbio Chicken Street, conosciuta per le sue botteghe di tappeti, gioielli, lapislazzuli e artigianato. Per trovare prodotti più autentici e, spesso, prezzi più interessanti, vale però la pena curiosare anche nei piccoli bazar locali di Mazar-i Sharif e Herat, dove gli acquisti si trasformano spesso in una piacevole occasione per entrare in contatto con la vita quotidiana delle città. Tra i prodotti più caratteristici da cercare ci sono i celebri tappeti afghani, gioielli con pietre locali, piccoli oggetti di artigianato, ceramiche, ricami e tessuti tradizionali, manufatti in rame e ottone, oltre a spezie, frutta secca e altri prodotti alimentari locali.
ALTITUDINE: Una delle domande più frequenti riguarda le altitudini del viaggio, soprattutto da parte di chi teme eventuali disagi. È importante sapere che l’itinerario è stato studiato con attenzione proprio per evitare qualsiasi difficoltà legata all’altitudine. Ecco, nel dettaglio, le altitudini dei luoghi in cui si pernotta: Kabul (circa 1800 mt), Herat (circa 920 mt), Mazar-i Sharif (circa 380 mt). Bamyan, invece, si trova a circa 2.500 metri di altitudine. Come si può notare dai dati riportati, i pernottamenti sono pianificati principalmente a basse altitudini. Il punto di maggiore altitudine dell’itinerario è rappresentato dalla visita ai laghi di Band-e Amir, che si trovano a circa 2.900–3.000 metri sul livello del mare. È importante sottolineare che non si pernotta ai laghi: la notte viene trascorsa a Bamyan, a una quota inferiore, e la visita a Band-e Amir viene effettuata in giornata. Durante il tour si attraversano anche alcuni valichi, ma si tratta solo di brevi passaggi panoramici, ideali per scattare fotografie, prima di tornare a quote più basse. Per la maggior parte delle persone questi livelli di altitudine non rappresentano un problema particolare, soprattutto considerando che il soggiorno a Bamyan permette di abituarsi gradualmente alla quota prima della salita verso Band-e Amir. L’itinerario non prevede camminate impegnative ma semplici passeggiate.
SICUREZZA: L’itinerario è stato studiato e organizzato con il supporto di corrispondenti e guide locali esperti e ben radicati sul territorio, selezionando le aree considerate accessibili e sicure al momento della partenza. Piste Nomadi effettua un monitoraggio costante della situazione, aggiornando le proprie valutazioni sulla base delle informazioni disponibili e del confronto continuo con i propri referenti locali. La sicurezza dei viaggiatori rappresenta la nostra priorità assoluta. Durante gli spostamenti si incontrano numerosi check-point e controlli, che possono comportare qualche rallentamento, ma fanno parte della normale gestione della sicurezza e della viabilità nel Paese. Per i trasferimenti vengono impiegati esclusivamente autisti esperti e mezzi regolarmente controllati e sottoposti a manutenzione, selezionati anche in funzione delle condizioni delle strade e dei percorsi previsti. Un ruolo particolarmente importante è svolto dal nostro corrispondente locale, che vanta una lunga esperienza nel settore turistico e dispone di una rete consolidata di contatti e rapporti istituzionali, anche con importanti interlocutori governativi e autorità locali. Questa presenza sul territorio consente di ricevere informazioni aggiornate, gestire più efficacemente le diverse situazioni che possono presentarsi e mantenere un costante collegamento con le realtà locali. La guida locale sarà sempre al fianco del gruppo e fornirà indicazioni precise sui comportamenti da adottare nelle diverse situazioni. È importante, ad esempio, ricordare che è vietato fotografare postazioni di polizia, check-point, strutture militari o altri obiettivi sensibili. Seguire le indicazioni della guida è quindi fondamentale per muoversi nel Paese nel rispetto delle normative e delle consuetudini locali. Un aspetto che spesso sorprende chi parte è la percezione della sicurezza durante il viaggio. Molti dei nostri viaggiatori, una volta rientrati, raccontano di aver trovato una situazione sul posto più tranquilla e ordinata di quanto immaginassero prima della partenza. Questa esperienza, naturalmente, non deve essere interpretata come una garanzia sull’evoluzione della situazione nel Paese, che rimane particolare e soggetta a cambiamenti. Per questo motivo è necessaria una certa flessibilità: itinerari, visite, trasferimenti e orari potranno essere modificati, anche all’ultimo momento, qualora le condizioni locali lo rendessero necessario. Durante tutto il viaggio sarà pertanto fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni della guida e dello staff locale, che avranno il compito di valutare di volta in volta la situazione e indicare al gruppo le modalità più appropriate per proseguire il programma.
Mappa
TAPPE DEL VIAGGIO
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1. Kabul
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9. Mazar-i Sharif
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2. Bamiyan
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10. Takht e Rostam
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3. Shahr e Gholghola
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11. Jahan-nama palace
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4. Band-e Amir
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12. Mazar-i Sharif
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5. Bamiyan
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13. Balkh
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6. Kabul
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14. Mazar-i Sharif
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7. Herat
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15. Kabul
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8. Kabul
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Preventivo
Galleria fotografica

Mazar-i Sharif, Moschea Blu

Band-e Amir

Villaggi rurali

Giovane ragazza

Balkh, dettaglio della Moschea delle Nove Cupole

Band-e Amir, pedalò a forma di cigno

Kabul, anziano sorridente

Herat. dettaglio minareto

Herat, Cittadella

Cappelli tradizionali maschili

Kabul, parco giochi

Herat, Museo della Jihad

Band-e Amir

Takht-e Rostam

Bamyan, carro armato sovietico

Bamyan, vista dalle celle

Bamyan, passeggiata sotto la parete dei Buddha

Kabul, Bird Market

Negozi di antiquariato

Bamyan, mercato locale

Bamyan

Bimbi giocano su carro armato sovietico

Paesaggi afghani

Ravioli tipici vegetariani

Gioielli tradizionali

