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Turkmenistan

Archeologia, Civiltà Perdute e Antichi Imperi

date

Date

Dall’ 1 all’ 8 maggio 2027
durata

Durata

8 giorni
guida

Guida

Antonio Ratti
gruppo

Partecipanti

Massimo 13 viaggiatori

In pillole

INTRODUZIONE

Un itinerario straordinario nel cuore dell’Asia Centrale, alla scoperta di una delle regioni più affascinanti e meno conosciute del continente, dove per millenni si sono incontrate civiltà, religioni e grandi imperi. Attraversando città moderne, deserti sconfinati e antiche oasi della Via della Seta, il viaggio conduce tra alcuni dei più importanti siti archeologici dell’Asia centrale, molti dei quali riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Dalle testimonianze della civiltà dell’Età del Bronzo ai fasti dell’Impero dei Parti, dalle grandi metropoli medievali alle monumentali architetture islamiche, ogni tappa racconta una pagina della storia di questo crocevia di culture. Dopo l’arrivo nella capitale Ashgabat, il viaggio prende avvio con la visita dell’antica Nisa, culla dell’Impero partico, e del Museo Nazionale, fondamentale introduzione alle civiltà che si sono succedute in questa regione. Si prosegue poi verso Mary, lungo un itinerario che tocca l’antica Moschea dello sceicco Jemaleddin e le rovine di Abiverd, importante centro carovaniero sulla Via della Seta. Da Mary si raggiungono gli straordinari siti di Gonur Tepe e Togolok, nel cuore del deserto, tra le più importanti testimonianze della civiltà dell’Età del Bronzo in Asia Centrale. La scoperta prosegue con Merv, una delle più grandi città carovaniere della Via della Seta e uno dei complessi archeologici più spettacolari dell’intera regione. Dopo il rientro ad Ashgabat, l’itinerario attraversa il deserto del Karakum fino al celebre cratere di Darwaza, la suggestiva “Porta dell’Inferno“, per poi raggiungere Kunya Urgench, antica capitale dell’Impero di Corasmia, dove monumentali mausolei e imponenti minareti testimoniano il passato glorioso di una delle città più importanti dell’Asia medievale. A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza sarà la presenza dell’archeologo accompagnatore, che durante l’intero itinerario illustrerà il contesto storico, archeologico e culturale dei siti visitati, permettendo di leggere monumenti, reperti e paesaggi con uno sguardo privilegiato e trasformando il viaggio in un’autentica esperienza di conoscenza.

Accompagna il viaggio Antonio Ratti, archeologo, con l’ausilio di Serdar Emirhanow, esperta guida locale parlante italiano. Previsto un massimo di 13 viaggiatori.

PUNTI DI FORZA

Ashgabat
Kunya Urgench
Le rovine dell’antica Merv
Una notte nelle yurte
Il cratere di Darwaza
Il sito di Nissa Partica
Gonur Tepe
Le rovine di Abiverd
Togolok
Sorrisi e ospitalità della gente
Il museo di Ashgabat
La presenza dell’archeologo

Itinerario

1°g. Sabato 1 maggio, partenza per Ashgabat: Per arrivare ad Ashgabat, capitale del Turkmenistan, è possibile volare con la compagnia di bandiera Turkmenistan Airlines che opera con voli diretti da Milano Malpensa – Ashgabat (16.30 – 01.15, orari da confermare). Il volo diretto è particolarmente comodo, con un servizio di ottimo livello, e gli orari consentono anche a chi parte da altre città di raggiungere Milano nell’arco della giornata. Piste Nomadi può occuparsi della prenotazione dei voli.

2°g. 2/5 Ashgabat: L’arrivo ad Ashgabat è previsto alle 01.15. Dopo il trasferimento al Diwan Hotel e un breve riposo, la giornata inizia con la visita del sito archeologico di Nisa, oggi Patrimonio dell’Umanità UNESCO, situato alla periferia della capitale. Nisa rappresentò il primo nucleo dell’Impero dei Parti, che dominò questa regione dell’Asia centrale dalla metà del III secolo a.C. agli inizi del III secolo d.C. Sotto il regno di Arsace I e, successivamente, di Mitridate I e Mitridate II, il dominio partico si estese dalla Mesopotamia alla Battriana, conquistando la piena indipendenza dai Seleucidi. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce monumenti e opere d’arte che testimoniano l’incontro tra la cultura greca, quella persiana e le tradizioni dei popoli delle steppe, confermando il ruolo di Nisa quale simbolo della potenza dell’Impero partico. Al termine della visita ci si sposta poco distante per raggiungere il Mausoleo e la Moschea di Saparmurat Niyazov, detto “Turkmenbashy“, il “padre di tutti i Turkmeni”. Si rientra quindi in città per visitare il Museo Nazionale di Storia ed Etnografia, che custodisce preziosi reperti di diverse epoche, con particolare attenzione alla civiltà di Gonur Tepe dell’età del Bronzo. Il museo espone amuleti, sigilli, statue, armi, oggetti di uso quotidiano, modellini delle antiche città di Merv, Kunya Urgench e Nisa, oltre a mappe degli antichi imperi sviluppatisi nell’attuale Turkmenistan. Tra i reperti più significativi spiccano i raffinati rhyton in avorio provenienti da Nisa, preziosi corni cerimoniali riccamente decorati. La visita è arricchita dalle spiegazioni dell’accompagnatore archeologo, che approfondisce il contesto storico e archeologico dei principali reperti e delle civiltà che hanno caratterizzato il territorio dell’attuale Turkmenistan. Nel pomeriggio si prosegue con l’esplorazione di Ashgabat, conosciuta come la “Città Bianca” per l’ampio impiego del marmo negli edifici pubblici. Ampi viali, monumentali palazzi, parchi perfettamente curati e spettacolari fontane conferiscono alla capitale un aspetto moderno e scenografico, dove elementi della tradizione turkmena si fondono con un’architettura di gusto futuristico. L’itinerario comprende la visita ai principali monumenti dedicati alla storia e all’identità nazionale, iniziando dal Monumento all’Indipendenza e dal monumento dedicato al *Ruhnama*, l’opera scritta da Saparmurat Niyazov che ha esercitato per anni una profonda influenza sulla cultura e sul sistema educativo del Paese. La visita si conclude presso l’Arco della Neutralità, eretto nel 1998 per celebrare la politica di neutralità permanente del Turkmenistan, prima del rientro in hotel. (si segnala che l’ordine delle visite può variare per esigenze organizzative).

3°g. 3/5 Ashgabat – Moschea Jemaleddin – Abiverd – Mary: Si lascia la capitale percorrendo la strada in direzione sud-est che, dopo circa 45 minuti di viaggio e superata la cittadina di Anau, conduce alla Moschea dello sceicco Jemaleddin (Jamal ad-Din). L’antico complesso religioso comprendeva una grande moschea, una madrasa e il mausoleo dello sceicco, ma il violento terremoto del 1948 ne provocò quasi completamente la distruzione. Oggi se ne conservano soltanto pochi resti, sufficienti però a ricordarne l’antico splendore. La moschea era particolarmente celebre per il magnifico mosaico posto sopra l’ingresso, raffigurante due grandi draghi posti uno di fronte all’altro, un motivo decorativo estremamente raro nell’architettura islamica dell’Asia centrale. Al termine della visita si riprende il viaggio in direzione sud-est e, dopo circa un’ora e mezza di percorso (110 km), si raggiungono le rovine di Abiverd, antico centro commerciale della provincia persiana del Khorasan settentrionale e importante tappa lungo la Via della Seta. Il nome della città deriva da un termine persiano che significa “grande porta“, poiché rappresentava il punto di accesso al deserto del Karakum per le carovane provenienti dall’attuale Iran. La visita del sito permette di osservare i resti delle possenti mura in argilla risalenti ai secoli XI-XII, insieme alle tracce di abitazioni, magazzini, cisterne, canali e pozzi che testimoniano l’efficienza dell’antico sistema di approvvigionamento idrico. Gli scavi archeologici hanno inoltre restituito ceramiche databili tra il IX e il XII secolo, monete di coniazione locale e numerosi reperti che documentano l’importanza economica della città. Le ricerche hanno individuato quartieri artigianali nei settori sud-orientale e nord-occidentale dell’insediamento, mentre nell’area centrale, in prossimità della cittadella, il ritrovamento di ornamenti femminili ha confermato la presenza di botteghe specializzate nella lavorazione del rame e nella produzione di gioielli. Al termine della visita si riprende il viaggio verso ovest e, dopo circa tre ore di strada (250 km), si raggiunge Mary, dove è previsto il pernottamento presso il Mary Hotel o struttura similare.

4°g. 4/5 Mary – Gonur Tepe – Togolok – Mary: Da Mary si parte in direzione nord verso Gonur Tepe. Il trasferimento, della durata di circa due ore e mezza, si svolge inizialmente su strada asfaltata, che lascia progressivamente spazio a una pista sterrata. Il sito, situato nel conoide alluvionale del fiume Murghab, conserva i resti di una delle più importanti civiltà dell’Asia centrale dell’Età del Bronzo. I primi insediamenti agricoli dell’area risalgono al III millennio a.C. Il sito venne progressivamente abbandonato verso la fine della Media Età del Bronzo, quando il fiume Murghab modificò il proprio corso, privando la regione della sua principale risorsa idrica. Gonur Tepe faceva parte di una più ampia rete di insediamenti distribuiti lungo il conoide alluvionale del Murghab, appartenente al cosiddetto BMAC (Bactria-Margiana Archaeological Complex), ovvero il Complesso Archeologico Battriano-Margiano, denominazione attribuita alle culture palaziali dell’Età del Bronzo sviluppatesi in Asia Centrale. Al termine della visita, pranzo con picnic nei pressi del sito. Nel pomeriggio trasferimento a Togolok, situato a circa 15 chilometri a sud di Gonur. Il sito è costituito da due complessi palaziali fortificati. Le ricerche archeologiche hanno individuato un’area abitativa, o più in generale un contesto domestico, caratterizzato da strutture semipermanenti utilizzate come rifugi dai pastori itineranti, che vi accendevano fuochi per la preparazione dei pasti e per il riscaldamento. Grazie alle più recenti tecnologie di indagine è stato possibile datare la presenza di gruppi pastorali itineranti all’interno di contesti sedentari dalla Media Età del Bronzo (2400-1950 a.C.) fino alla Tarda/Finale Età del Bronzo (1950-1300 a.C.). Dal 2014 il sito di Togolok è oggetto delle ricerche della Missione Archeologica Italo-Turkmena nell’ambito del Togolok Archaeological Project (TAP), diretto dalla dottoressa Barbara Cerasetti. Gli scavi hanno contribuito a chiarire le dinamiche di interazione e integrazione tra le comunità agricole sedentarie della Margiana e i gruppi di pastori itineranti provenienti dalle steppe dell’Asia centrale durante l’Età del Bronzo. Al termine delle visite rientro a Mary e pernottamento.

5°g. 5/5 Mary – Merv – Ashgabat: Partenza di buon mattino in auto verso Merv, che si raggiunge dopo circa 40 minuti di viaggio. Antica città carovaniera della Via della Seta e oggi Patrimonio UNESCO, Merv sorge nel delta interno del fiume Murghab ed è uno dei siti storici più importanti del Paese. Il vasto parco archeologico conserva imponenti sistemi difensivi, resti di palazzi, moschee e quartieri residenziali, testimonianza della sua grandezza. Tra XI e XII secolo, nel periodo di massimo splendore, la città — allora nota come Marv-i-Shahjahan, la “Regina del Mondo” — fu uno dei principali centri culturali e commerciali del mondo islamico. Nel 1221 subì la devastazione delle invasioni mongole, che ne segnarono il declino. Il sito archeologico comprende cinque antiche città fortificate sviluppatesi in epoche diverse: Erk-Kala, Gyaur-Kala, Sultan-Kala, Abdullakhan-Kala e Bairamalikhan-Kala. La visita inizia da Erk-Kala, l’insediamento più antico e capitale della Margiana in epoca pre-achemenide, prosegue con Gyaur-Kala, città seleucide caratterizzata dalla convivenza di diverse comunità religiose e da importanti resti buddhisti. Si continua con Sultan-Kala, grande città selgiuchide dove si visita il celebre Mausoleo del sultano Sanjar, capolavoro architettonico del XII secolo. Nei dintorni si trovano anche il Mausoleo di Muhammed Ibn Zeid, luogo di pellegrinaggio legato alla fertilità, e la tomba del mistico sufi Yusuf Hamadani. La visita si conclude con le fortezze sasanidi di Kyz Kala (piccola e grande), risalenti al VII secolo. Al termine delle visite rientro a Mary e breve tour della città, prima del trasferimento in aeroporto per il volo Mary–Ashgabat 20.15–20.55 (orari da confermare). Pernottamento presso lo Sport Hotel o similare.

6°g. 6/5 Ashgabat – Darwaza: La giornata inizia con la visita del Museo del Tappeto, dove si scopre l’antica tradizione tessile turkmena e si ammira il tappeto più grande del mondo, riconosciuto dal Guinness dei Primati. Si prosegue con la Moschea di Ertugrul Gazi, la più imponente della capitale, per poi raggiungere un parco cittadino dove si osserva una delle ultime statue di Lenin ancora presenti nell’area, collocata su un piedistallo decorato con motivi ispirati ai tappeti tradizionali delle tribù turkmene. A breve distanza si visita il bazar locale, dove si trovano alcune bancarelle di artigianato e souvenir. La mattinata continua con la visita all’ippodromo, dove si possono ammirare i cavalli Akhal-Teke, razza simbolo del Paese e tra le più antiche al mondo. Si parte poi verso nord attraversando il vasto deserto del Karakum per raggiungere Darwaza, la celebre “Porta dell’Inferno”, un percorso di circa 265 km, circa quattro ore di viaggio. Si arriva a Darwaza dopo il tramonto, quando il cratere si illumina di uno spettacolo straordinario: fiamme si levano da una voragine, alimentate dai giacimenti di gas naturale sottostanti. Accese per la prima volta nel 1971 dai geologi sovietici per contenere la fuga di gas, queste fiamme ardono continuamente fino ad oggi. (Va sottolineato che il governo turkmeno ha avviato da tempo un piano per spegnere il cratere; anno dopo anno le fiamme, un tempo ardenti e vibranti, si affievoliscono lentamente. Sono quindi gli ultimi momenti per ammirare questo spettacolo straordinario, un’occasione preziosa e quasi magica da non perdere). Si pernotta presso un campo yurte, le tipiche abitazioni dei nomadi, situato a breve distanza a piedi dal cratere. Dopo cena è tradizione fare una passeggiata intorno al cratere, vivendo un momento suggestivo nel cuore del deserto prima di ritirarsi per la notte.

7°g. 7/5 Darwaza – Kunya Urgench – Dashoguz – Ashgabat: Dopo la colazione, partenza in direzione della cittadina di Kunya Urgench. Il trasferimento, di circa 300 km, richiede indicativamente 5-6 ore di viaggio. All’arrivo, visita del vasto sito archeologico di Kunya Urgench, uno dei complessi storici e archeologici più importanti dell’Asia Centrale, inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Qui sorgono i resti dell’antica capitale dell’Impero di Corasmia, che fu per secoli un importante centro culturale e commerciale lungo le rotte della Via della Seta. Il sito conserva alcuni dei più significativi monumenti medievali della regione. Tra questi spicca il Mausoleo di Turabek-Khanum, celebre per la straordinaria decorazione della cupola, concepita come una rappresentazione simbolica del calendario, con riferimenti a giorni, ore, settimane e mesi. Si prosegue con il monumentale minareto di Kutlug-Timur, alto circa 61 metri e considerato uno dei più imponenti dell’Asia Centrale. La visita include inoltre il Mausoleo di Sultan Tekesh, la collina sacra di Kyrk Molla, oggi meta di pellegrinaggi legati ai riti della fertilità, e il Mausoleo di Il-Arslan, caratterizzato dall’elegante cupola a dodici facce, sopravvissuta alle numerose invasioni e distruzioni che hanno interessato la città nel corso dei secoli. L’itinerario prosegue tra i resti del minareto di Mamun II, oggi conservato solo nella parte basamentale a causa di crolli e terremoti, e le vestigia di un antico caravanserraglio o di un edificio monumentale, la cui funzione è tuttora oggetto di studio. Durante la visita è possibile ammirare anche altri monumenti e testimonianze archeologiche che raccontano la grandezza di questa antica metropoli, più volte distrutta e ricostruita nel corso della sua storia. Al termine delle visite, proseguimento in direzione sud-est verso Dashoguz (circa 1 ora e 30 minuti di viaggio) e trasferimento in aeroporto per il volo interno Dashoguz – Ashgabat (19.50-20.40, orari soggetti a riconferma). Una volta rientrati nella capitale, è previsto un ultimo giro serale per ammirare Ashgabat illuminata. Le luci che valorizzano i monumenti e i candidi edifici in marmo bianco conferiscono alla città un’atmosfera quasi surreale, rendendo particolarmente suggestiva questa ultima serata in Turkmenistan. Pernottamento presso lo Sport Hotel.

8°g. Sabato 8 maggio, volo di rientro: I voli per l’Italia della Turkmenistan Airlines partono da Ashgabat alle 11.10 con arrivo presso l’aeroporto di Milano Malpensa alle 14.30.

Costi

COSTO DEL VIAGGIO € 2150

SUPPL. SINGOLA € 350

Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 15/6/’26 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1.1607

La quota comprende:

  • Polizza Base Medico/Bagaglio
  • I pernottamenti presso le strutture riportate nel programma
  • I trasporti indicati nel programma inclusi due voli interni: Mary/Ashgabat e Dashoguz/Ashgabat.
  • Le visite e le escursioni descritte nel programma
  • Le entrate e gli ingressi ai siti
  • Tutti i permessi locali
  • La pensione completa
  • La presenza dell’accompagnatore dall’Italia
  • La presenza della guida locale parlante italiano

La quota non comprende:

  • I voli internazionali
  • Il costo del visto
  • Il supplemento per la camera singola
  • Le bevande
  • Le visite e le escursioni non indicati nel programma
  • Le mance (facoltative)
  • Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

ASSICURAZIONI

Per chi volesse c’è la possibilità di stipulare in fase di conferma del viaggio la polizza annullamento di Europassistance.
Per ulteriori informazioni prego contattare Piste Nomadi.

VISTI E PERMESSI

Per entrare in Turkmenistan è necessario il visto. Piste Nomadi provvede all’intera procedura: prima della partenza verrà fornita una lettera di invito, da presentare all’arrivo in aeroporto ad Ashgabat, dove sarà richiesto il pagamento in contanti di 103 dollari (comprensivi del costo del visto e della tassa di immigrazione). Al momento della redazione di questo programma, è inoltre previsto un test Covid obbligatorio in aeroporto, con un ulteriore pagamento in contanti di 33 dollari. Sebbene l’utilità del test sia discutibile, poiché il risultato viene comunicato solo dopo alcuni giorni, si tratta di una misura ancora in vigore.

INFO UTILI

ALLOGGI: Ad Ashgabat sono previsti i pernottamenti presso due dei migliori hotel della capitale, il Diwan Hotel e lo Sport Hotel. A Mary il pernottamento è previsto presso il Mary Hotel, una struttura più semplice ma decorosa, pulita e confortevole. A Darwaza, l’esperienza prevede una notte in un campo di yurte, situato a circa cinque minuti a piedi dal celebre cratere noto come ‘la Porta dell’Inferno’. Le yurte sono dotate di lenzuola e coperte ma chi lo desidera può portare il proprio sacco lenzuolo.

PERCORSO E MEZZI: Ad Ashgabat e lungo il tragitto per Mary alla capitale è previsto l’utilizzo di un pullman. Per gli altri spostamenti si ricorre invece a jeep locali (massimo 3 passeggeri per veicolo). Sono inoltre programmati due voli interni, comodi ed efficienti, con una durata di volo inferiore a un’ora ciascuno.

CLIMA: Il clima in questo periodo dell’anno è generalmente favorevole, con condizioni prevalentemente secche. Le temperature diurne si aggirano intorno ai 20/25°C, mentre durante la notte possono scendere fino a circa 10°C, con una marcata escursione termica tra il giorno e la notte. Durante la giornata è sufficiente un abbigliamento leggero, come una maglietta, mentre per le ore serali – soprattutto nelle zone desertiche – si consiglia di avere con sé una felpa e una giacca di media pesantezza.

INTERNET E PRESE: Gli hotel ed alcuni ristoranti dispongono di Wi-Fi gratuito. Si informa però che l’accesso WhatsApp, Facebook, Instagram e altri social così come numerosi siti di informazione risulta inibito. Per eventuali comunicazioni, si consiglia pertanto l’utilizzo della posta elettronica. Per comunicare con l’Italia è possibile utilizzare la posta elettronica oppure, in alternativa, scaricare l’applicazione IMO, simile a WhatsApp, che consente – tramite connessione Wi-Fi – di effettuare chiamate, inviare messaggi, foto e video. Si segnala, tuttavia, che presso i due hotel utilizzati ad Ashgabat (Diwan Hotel e Sport Hotel) WhatsApp risulta funzionante. Durante il pernottamento nel campo di yurte, invece, non sarà disponibile alcun accesso a Internet. Le prese elettriche sono di tipo bipolare, compatibili con quelle comunemente in uso in Italia.

CAMBIO VALUTA: Le carte di credito non sono utilizzabili in Turkmenistan. Si raccomanda pertanto di avere con sé una piccola somma di contanti (Euro o Dollaro è indifferente). La guida locale si occuperà se necessario del cambio valuta.

Mappa

TAPPE DEL VIAGGIO

1. Ashgabat
8. Merv
2. Moschea Jemaleddin
9. Ashgabat
3. Abiverd
10. Darwaza
4. Mary
11. Ashgabat
5. Gonur Tepe
12. Kunya-Urgench
6. Togolok
13. Dasoguz
7. Mary
14. Ashgabat

 

Preventivo

Galleria fotografica

Ashgabat, eroi del passato

Darwaza

Giovane ragazza

Ragazza in abiti tradizionali

Gonur Tepe

Sito archeologico di Nisa

Museo di Ashgabat, ciotola in ceramica

Rhyton

Rhyton

Dromedario a Merv

Ashgabat, interno della moschea di Turkmenbashy

Merv

Ashgabat, statua di Lenin

Mausoleo di Turabek-Khanum

Ashgabat, monumento a Magtymguly Fragi

Ashgabat, monumento al Ruhnama

Museo del tappeto

Dromedari

Ashgabat, ruota panoramica

Foto d’epoca

Raffigurazione della presa di Urgench

Ashgabat, Ertugrul Gazi Mosque

Ragazza in abiti tradizionali

Akhal-Teke con stalliere

Gonur Tepe

Foto d’epoca

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