Ciak, si guarda: Dersu Uzala
Dersu Uzala – Il piccolo uomo delle grandi pianure
Dersu Uzala, film del 1975, diretto da Akira Kurosawa
Pellicola di coproduzione sovietico-nipponica, tratta da due opere biografiche dell’esploratore russo Vladimir Klavdievič Arsen’ev: Dersu Uzala (1923) e Nel profondo Ussuri. In questi scritti l’autore racconta le sue numerose spedizioni nella regione del Sichotė-Alin’, in Siberia, all’inizio del XX secolo.
Trama
Nel prologo ambientato nel 1910, il capitano Arsen’ev, ormai dottore, si reca in una zona di foresta disboscata, dove sta sorgendo una nuova città, alla ricerca della tomba del suo amico Dersu Uzala. La vicenda si sviluppa quindi in flashback.
1902. Durante una spedizione topografica, Arsen’ev e i suoi uomini incontrano Dersu Uzala, un nomade Hezhen del luogo, che accetta di guidarli attraverso quei territori impervi. Inizialmente giudicato come un vecchio rozzo ed eccentrico, Dersu conquista presto il rispetto dei soldati grazie alla sua intelligenza, alle straordinarie doti di osservazione, all’abilità con il fucile e alla sua profonda umanità. Più volte salva la vita ad Arsen’ev e ai suoi uomini, stringendo con il capitano un legame di sincera amicizia. Terminata la missione, i due si separano: Arsen’ev torna alla civiltà, mentre Dersu rientra nella foresta.
1907. Cinque anni dopo, durante una nuova spedizione, i due si ritrovano. Dersu si unisce nuovamente al gruppo, ma ormai è invecchiato e la vista indebolita lo rende incapace di cacciare. Consapevole che il suo amico non può più vivere in autonomia nella natura selvaggia, Arsen’ev lo porta con sé a Chabarovsk, dove vive con la famiglia. Tuttavia, la vita cittadina soffoca Dersu, che presto chiede di poter tornare libero nei boschi.
Arsen’ev, pur a malincuore, accetta. Prima di congedarlo gli dona un fucile con un mirino potente, per aiutarlo a compensare la vista indebolita. Poco tempo dopo, il capitano riceve un telegramma: è stato rinvenuto il corpo di un uomo Hezhen sconosciuto, identificato grazie al suo biglietto da visita. Si tratta di Dersu Uzala, ucciso per rubargli proprio quell’arma che l’amico gli aveva regalato.
Kurosawa ci consegna un racconto poetico sulla libertà, sull’amicizia e sul legame indissolubile tra l’uomo e la natura.